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Intervista ad Alice Popolo: il suo brano “LIEV MAN” è un inno alla libertà

by Emanuele Faraci
alice popolo intervista

Alice Popolo è una giovane e promettente artista salernitana che ha da poco rilasciato il suo singolo di debutto “LIEV MAN”. Il brano è prodotto da Gransta MSV che gli conferisce un inconfondibile tocco Hip Hop e vede la partecipazione al sassofono di Jerry Popolo, papà di Alice, mentre la linea di basso è suonata da Lorenzo Feliciati. Il risultato finale è un ottimo Soul – Funk rispettoso delle origini partenopee dell’artista ma anche proiettato verso l’universo Black americano. 

Abbiamo intervistato Alice per conoscerla meglio e farci raccontare qualcosa di più del suo nuovo singolo.

Ciao Alice, benvenuta su Inside Music! Il tuo nuovo singolo ha sound che mi ricorda molto Jessie J, partirei chiedendoti proprio quali sono le tue ispirazioni musicali che ti hanno portato a produrre “LIEV MAN.

Ciao, grazie! Sì, ho ascoltato tanto anche lei! Per il resto dovrei farti una lista lunghissima, hai tempo fino a domani mattina? Perché veramente sarebbe troppa gente! A parte gli scherzi, il primo fra tutti è sicuramente Pino Daniele, poi Stevie Wonder, Ray Charles, Beyoncé, Alicia Keys… troppi cantanti e troppi generi. Ascolto tanto Jazz, Soul, R&B, Reggae e Hip Hop.

In famiglia sei sempre stata circondata dalla musica, ma quale è stata la scintilla che ha fatto si che tu intraprendessi un percorso da cantante?

La scintilla ce l’ho sempre avuta fin dalla nascita, dentro di me l’unica certezza che avevo era questa. Poi, tra l’avere un sogno e tentare quantomeno di realizzarlo, ci sono di mezzo tantissime sfide e difficoltà. Quando ero più piccola ho avuto a che fare con un’altra etichetta discografica, ma è andata male perché non ero libera di essere me stessa e di fare la mia musica, e dopo quell’episodio mi sono un po’ rassegnata.
Il lockdown mi ha invece permesso (oltre che di scrivere tanto) di essere notata e contatta da un produttore, nonché amministratore delegato della MINE Music Label. Da lì è nata la collaborazione e quindi per questo ti dico che è sempre stata latente dentro di me la fiamma di fare questo nella mia vita, ma come tutte le cose, ci ho messo tempo per realizzarlo.

Il tuo brano è un inno alla libertà, in cui dici di non voler essere né provocata né giudicata e di “togliere mano” da ciò che ti riguarda. Sulla scia di questo, qual è una cosa che ti farebbe infuriare se qualcuno di esterno dovesse “mettere le mani” in qualcosa di tuo?

La cosa che mi darebbe più fastidio è se qualcuno si permettesse di giudicare la mia musica ad esempio dicendomi: “Eh ma sai, questo genere non va molto forte in Italia, dovresti cambiare un po’”. Sai, adesso va tanto la trap, la musica pop italiana, quindi per questo io direi “Live man e fatti i fatti tuoi” e continuerei a fare sempre ciò che voglio io, assolutamente.

Se dovessi consigliare un momento della giornata in cui ascoltare il tuo brano, quale sarebbe?

Ci sarebbero più momenti per me. Sicuramente la mattina prima di andare a lavorare, perché ti dà la carica e la grinta giusta. Io che la mattina non sono per niente mattiniera, con il mio brano divento combattiva. Se invece dovessi litigare con qualcuno, anziché deprimerti e ascoltare musica triste, ascolti il mio brano e ti viene la voglia di aver ragione!

ALICE POPOLO
ALICE POPOLO

Lo stesso principio vale per chi, allo stesso tempo, va a scuola o all’università. Ascoltare il brano prima di sostenere un esame può darti la grinta per farcela e per convincerti di essere forte.

Bravo, assolutamente! Quando i professori a scuola devono darti un voto all’esame o all’interrogazione, lo studente deve aver la libertà di consapevolizzare che non sei e non vali il voto che ti viene assegnato, tu sei tutto il resto! Se un prof. si impunta e ti da un voto basso per un motivo o per un altro, tu devi essere libero e consapevole di sapere che non vali quel voto, e la mia canzone può essere un aiuto per convincersi ancora di più di questo!

Nel tuo brano è presente tuo padre Jerry Popolo in quanto sassofonista. Che effetto ti fa averlo in una tua canzone e leggere il suo nome affianco al tuo?

Mio padre l’ho immediatamente coinvolto io stessa, perché so bene chi è lui a livello musicale e so come suona. Lui ama la musica quanto me, spesso comunichiamo con la musica. Lui è sicuramente già conosciuto in Italia nell’ambiente jazz, e leggere il suo nome nel feat. della mia canzone per me significa tantissimo, sono contentissima che il mio primo brano sia stato con mio padre!

Assieme al brano, è anche uscito il videoclip ufficiale. Nella scena finale del video, ci sei tu che dai fuoco a un quadro con delle frasi: cosa rappresenta per te il dare fuoco a questo quadro?

Che bella domanda! Ti spiego bene tutto il concept del video: inizialmente la prima scena è in una casa abbandonata. Questo può significare che me la prendo con una persona, discutendoci all’interno di una casa.
Dopodiché vado per strada e inizio a parlare al popolo, riferendomi sia a chi parla per giudicare, che a chi si sente giudicato. Un’altra scena si svolge in una piscina abbandonata, richiamando quindi il concetto della casa abbandonata: l’abbandono significa anche sentirsi soli e non capiti. Infine entra in scena il mare, che rappresenta il massimo concetto di libertà: prendo questo quadro in cui sono scritte tutte le frasi che mi sono sempre sentita dire, le critiche e i giudizi… e gli dò fuoco. Bruciandolo, mi libero nel bene e nel male dal giudizio costante della società nei miei confronti e nei confronti di qualunque essere umano.

L’idea del videoclip è nata da te o ti sei fatta aiutare da qualcuno?

No, non ho fatto tutto da sola. È nato da un’idea mia e del mio produttore GRANSTA, ma colui che è stato davvero bravo a cogliere il messaggio è stato il regista Piersilvio Bisogno. È stato proprio lui a voler fare questa scena del quadro, ed è stata pazzesca!

Stai già scrivendo altri pezzi? Ti piacerebbe essere affiancata da qualcuno nella stesura delle tue prossime canzoni?

Io scrivo prettamente da sola, è un momento mio che fatico a condividere perché per me è molto intimo. Magari più in la, se ci sarà occasione, sono assolutamente aperta a collaborazioni. Per adesso sono molto possessiva su tutto ciò che riguarda le mie canzoni. Nei testi mi piace trattare diversi argomenti, ho già altri pezzi pronti e sto continuando a scrivere. È bello perché come il genere musicale, che non è uno ma sono tanti insieme, anche ciò che scrivo e che dico è diverso: potrebbe esserci una canzone romantica, così come una che tratta di tematiche sociali… Fanno tutte parte di me, e ho davvero tante cose da dire!

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