Home Interviste Erick Panini: “Con ‘Mademoiselle’ mostro il mio lato più leggero”

Erick Panini: “Con ‘Mademoiselle’ mostro il mio lato più leggero”

by Alessia Andreon
Cover Mademoiselle

Dopo i singoli pubblicati negli ultimi anni, Erick Panini torna con “Mademoiselle”, un brano che segna una nuova sfumatura del suo percorso artistico.

Tra atmosfere estive, melodia e influenze rap, il singolo racconta un incontro che va oltre il cliché della storia di una stagione, mettendo al centro la condivisione, la leggerezza e la forza delle emozioni autentiche.

In questa intervista il cantautore parla della genesi del brano, del suo modo di scrivere, del rapporto tra vissuto personale e musica e della volontà di esplorare nuove sfaccettature della propria identità artistica, senza rinunciare alla profondità che da sempre caratterizza la sua produzione.

“Mademoiselle” racconta un incontro estivo che va oltre il classico flirt di stagione. Quanto c’è di autobiografico nel brano e quanto, invece, rappresenta un’idea universale di connessione tra due persone?

Mademoiselle nasce da un’esperienza personale, ma anche da quelle emozioni che puntualmente riscopro dentro di me e intorno a me quando arriva l’estate.

L’amore universale resta al centro della mia scrittura, come accadeva anche in Così Vero, dove lo raccontavo attraverso formule che amo profondamente, come la poesia e il cantautorato.

In questo brano, invece, ho voluto mettere al centro la freschezza e la spensieratezza: per questo c’è molto di concreto e poco di astratto. Ogni parola vuole trasmettere qualcosa di vissuto, di autentico.

Nel tuo percorso hai sempre cercato di fondere cantautorato, rap e melodia. Con “Mademoiselle” questa contaminazione sembra ancora più naturale: come nasce il tuo processo creativo quando devi trovare l’equilibrio tra scrittura e musicalità?

Il mio processo creativo nasce in modi diversi. Spesso è l’ispirazione a suggerirmi il momento giusto, ma poi arriva il lavoro: rileggere, riscrivere, rielaborare nella mia mente e sulla carta diventa un passaggio inevitabile per dare forma a ciò che sento.

È proprio in questa fase che le idee prendono davvero vita e, grazie al talento di Pierpaolo Guerrini e Maurizio Martellini, si trasformano in musica.

Hai descritto questo singolo come il tuo brano più allegro, ispirato dal mare e dalla libertà. Pensi che questa leggerezza rappresenti una nuova fase del tuo percorso artistico o sia semplicemente una parentesi legata all’estate?

Questa leggerezza fa parte di me, anche se spesso viene messa in ombra dalla necessità di scrivere ciò che mi ha turbato o sconvolto più profondamente.

Ho sempre sentito il bisogno di trasformare quelle emozioni in arte. Ma non sono soltanto una persona riflessiva: sono anche uno spiritoso giocherellone. Mademoiselle è il tentativo di mostrare anche questo lato della mia personalità, quello che vive di solarità, leggerezza e voglia di sorridere.

Negli ultimi anni hai pubblicato brani molto diversi tra loro. Qual è il filo conduttore che li unisce?

C’è un’espressione che mi ha sempre colpito, attribuita ad Alda Merini: “contengono moltitudini”. Credo descriva bene anche il mio percorso.

Il filo conduttore dei miei brani è il tentativo di raccontare le esperienze che porto sulle spalle e la vastità dei pensieri con cui cerco di comprendere il mondo e le mie emozioni.

Ho tanto da dire e sento che solo attraversando linguaggi musicali diversi e mostrando le tante sfumature della mia personalità posso dare davvero voce a tutto questo.

La tua storia personale è molto intensa e inevitabilmente suscita interesse. Oggi senti ancora il bisogno di raccontarla attraverso la musica oppure preferisci che siano soprattutto le tue canzoni a definire chi è Erick Panini come artista?

Sono convinto che nell’arte esistano già tutte le formule per raccontare qualsiasi cosa. L’abilità di chi scrive sta nel riuscire a racchiudere un’intera vita di esperienze ed emozioni in una canzone, senza dover aggiungere altro una volta messo il punto.

La mia storia non uscirà mai completamente dai miei testi, ma oggi sento il bisogno di parlare anche di emozioni nuove, di mondi da scoprire e di amori capaci di farti perdere la testa e poi ritrovarla. Il passato resta una parte fondamentale di me, ma è importante saper voltare pagina, senza mai cancellare ciò che è stato.

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