Con il nuovo singolo Piante Finte, disponibile in digitale e in radio, Roccuzzo inaugura una nuova fase del suo percorso artistico all’insegna della leggerezza, dell’autoironia e della libertà di essere sé stessi. Co-prodotto da Joseba Label e The Saifam Group sotto la direzione artistica di Gianni Testa, il brano unisce l’energia del funky pop dance a un messaggio tutt’altro che superficiale: accettare le proprie imperfezioni senza sentirsi costretti a rincorrere modelli irraggiungibili.
Scritto insieme a Giovanni Segreti Bruno e Luca Napolitano, Piante Finte trasforma una metafora semplice e divertente in un piccolo manifesto di autenticità, sostenuto da un sound estivo, coinvolgente e ricco di groove. Dopo il successo televisivo tra X Factor e The Voice Generations, e una community social sempre più numerosa, l’artista siciliano guarda al futuro con una rinnovata consapevolezza artistica.
Abbiamo incontrato Roccuzzo per parlare della nascita del brano, delle sue ispirazioni musicali, del videoclip e del nuovo capitolo professionale che sta costruendo insieme al team di Joseba Label e Saifam.
INTERVISTA
Piante Finte” utilizza una metafora molto originale e ironica per parlare di autenticità. Come è nata l’idea di trasformare delle “piante finte” in un simbolo del diritto a non essere perfetti?
Quest’idea nasce in studio di registrazione insieme ai miei amici artisti Giovanni Segreti Bruno e Luca Napolitano. Stavamo valutando l’idea di creare un pezzo autobiografico su di me, sulle mie distrazioni e sul fatto che molto spesso vivo tra le nuvole. Da lì è nato tutto il concetto di “Piante Finte”. 🙂
Nel comunicato descrivi il brano come un invito a vivere con più leggerezza e autoironia. Quanto c’è di autobiografico in questo messaggio e in che modo rispecchia il momento che stai vivendo come artista e come persona?
Esatto, è un brano molto autobiografico, proprio perché mi stavo rendendo conto che spesso non riuscivo ad accettare il mio essere tra le nuvole. Mi rendo sempre più conto, però, che non dobbiamo mai omologarci a una società che ci vuole perfetti: persone che non sbagliano mai, che non si emozionano mai o che non hanno voglia di mettersi in gioco perché quel gioco può sembrare scomodo. Sbagliare è giusto perché, grazie agli errori, diventiamo più forti, e la leggerezza diventa un antidoto fondamentale per non arrendersi mai.
Dal punto di vista musicale, “Piante Finte” segna una forte impronta funky pop dance, con bassi slappati, fiati e un groove molto estivo. Cosa ti ha spinto verso questa direzione sonora e quali sono stati i riferimenti che hanno ispirato la produzione del brano?
Da molto tempo sentivo l’esigenza di mostrare altri colori della mia voce e sempre più persone mi chiedevano di far emergere altre sfaccettature di me. Fin da quando ero piccolo ascolto Bruno Mars, che per me è sempre stato un esempio di vocalità da seguire e una grande fonte di ispirazione e incoraggiamento.
Il videoclip trasmette un’atmosfera di festa, libertà e colori, perfettamente in sintonia con il pezzo. Qual è stata la sfida più grande nel tradurre visivamente il messaggio di “Piante Finte” e c’è una scena che rappresenta meglio di tutte l’anima del singolo?
Il videoclip è stato una grande sfida per me perché una parte del mio carattere non si sente mai all’altezza e tende a sottovalutarsi. Però, proprio grazie al concetto di “Piante Finte”, mi sono detto: “Sono un disastro e la canzone lo dimostra, ma vado bene così e voglio divertirmi”. E così mi sono divertito davvero. 🙂 La scena che mi rappresenta di più è sicuramente quella iniziale: impacciato e distratto mentre annaffio delle piante finte. Ahahaha!
Dopo esperienze importanti come X Factor, la finale di The Voice Generations e l’inizio della collaborazione con Gianni Testa e Gianna Martorella, senti che “Piante Finte” rappresenti l’inizio di una nuova fase del tuo percorso artistico? Se sì, quali aspetti di questo nuovo capitolo vuoi far emergere nei prossimi progetti?
Sì, sicuramente rappresenta una nuova fase artistica. Con Gianni Testa, Gianna Martorella e tutta la famiglia Joseba e Saifam stiamo lavorando a un progetto bellissimo, fatto di colori, spensieratezza, potenza vocale e tanta, tanta arte.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)