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Intervista a Davide “Dudu” Morandi dei MCR, direttore artistico del concerto Materiale Resistente

by Alessia Andreon
Foto da usare Modena City Ramblers

Una grande festa per ricordare il trentennale dello storico concerto Materiale Resistente si terrà, sui colli della Val Dragone, a Savoniero di Palagano (Modena), sabato 14 e domenica 15 giugno.

Nel 2025, infatti, ricorre non solo l’80° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo e della fine della Seconda guerra mondiale ma anche il trentennale del mitico concerto (inizialmente disco e in seguito film e libro) Materiale resistente 1945 – 1995 col quale si è festeggiato in musica il 50° anniversario della Liberazione, il 25 aprile 1995 a Correggio.

Sabato 14 giugno 2025, nel Parco di Savoniero, si esibiranno quasi tutti gli artisti che furono presenti nel 1995 al concerto Materiale Resistente: Modena City Ramblers, Africa Unite Combo Session, Yo Yo Mundi, Gang, Luca Morino e Tatè Nsongan (Mau Mau), Giorgio Canali & Rossofuoco, Dish-is-Nein (ex Disciplinatha), Mara Redeghieri, Umberto Palazzo, Fabrizio Tavernelli (AFA).

La due giorni è organizzata dall’Associazione Col Passo a Tempo di Chi Sa Ballare, con la direzione artistica di Davide “Dudu” Morandi (Modena City Ramblers), che dal 2020 ha ripreso a celebrare con un festival musicale i protagonisti della Resistenza. Palagano è uno dei Comuni che nell’estate del 1944 fecero parte della Zona Libera di Montefiorino e tanti sono stati gli antifascisti e partigiani che hanno attraversato queste vallate lottando per la libertà.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare qualche battuta con Davide “Dudu” Morandi su quanto questo festival sia importante, non solo per chi ha vissuto la Resistenza e il concerto di Materiale Resistente che la celebrava, ma soprattutto per i giovani che hanno deciso di impegnarsi per portare avanti questa “tradizione” in musica.

Ciao Dudu, cosa significa per te essere il Direttore Artistico del Trentennale di Materiale Resistente?

Per me è un onore e un piacere mettere a disposizione della comunità che mi ha accolto l’esperienza che ho maturato in questi vent’anni di concerti su e giù per l’Italia.

L’Associazione Col Passo a Tempo di chi sa ballare, di cui faccio parte, è composta da ragazzi che hanno un entusiasmo trascinante e, grazie a questa loro grande voglia di fare, sono riusciti a coinvolgere anche un vecchietto come me!

Stare al passo con loro è difficile, ma ci sto provando…

Il 14 giugno sarà una grandissima giornata di musica, di condivisione e di resistenza ed io non posso che essere felice visto che sono tutti valori e temi che mi stanno, davvero, molto a cuore.

Quest’anno, più che mai, la Liberazione ha assunto un valore che va al di là della celebrazione di un anniversario, di conseguenza anche questo concerto ha un forte valore simbolico… di resistenza direi!

Si, ha assunto un valore che va al di là della celebrazione stessa dell’ottantesimo anniversario della liberazione del nostro paese dal nazifascismo perché, ancora una volta, c’è stato un tentativo di mettere in secondo piano questa festa, questo momento di memoria e di ricordo.

Inutile nasconderci che la mossa di decretare cinque giorni di lutto nazionale per la morte del Pontefice, sia stato un tentativo molto ipocrita di limitare le celebrazioni, tentativo che ha sortito l’effetto, a mio avviso, assolutamente contrario, perché abbiamo visto piazze partecipate e piene di gente e sarà di grande valore resistente anche il concerto che proporremo il 14 giugno a Savoniero di Palagano (Modena): sarà di grande valore resistente e, sicuramente, sarà un’ulteriore occasione per dimostrare che un’altra Italia che resiste c’è; un’ Italia nella quale chi governa non riesce a definirsi antifascista neanche nel 2025, a ottant’anni dalla fine della guerra, malgrado abbiano giurato su una Costituzione antifascista.

Prima o poi dovranno fare i conti con quest’altra Italia che loro, evidentemente, non frequentano o pensano di poter mettere da una parte, senza tener conto che quest’altra Italia c’è e ha tanta voglia di ricordare quello che è stato il 25 aprile del 1945, non solo nel modo giusto, ma nell’unico modo possibile: stando dalla parte giusta della storia e la storia non la si può cambiare.

Dopo gli anni della pandemia ti sei trasferito in Val Dragone. Come ti sei trovato in questa comunità?

Mi sono trovato meravigliosamente bene, tanto che con mia moglie ci siamo detti: ma perché non ci siamo trasferiti prima!

È successo qualche anno fa e siamo felicissimi di questa nostra scelta.

In montagna, in particolar modo qui sull’Appennino modenese, in Val Dragone, a Palagano, si respira un’aria diversa, che ti stimola, che ti dà nuova energia e voglia di fare tante cose.

Io mi ero un po’ seduto ormai nella grigia “piastrella valley”, che rimane comunque casa mia, il luogo dove sono nato e che continuo ad amare, però, questa comunità, penso sia il posto ideale per crescere mio figlio e per passare il resto della mia vita.

Mi trovo davvero bene perché è una comunità nel vero senso della parola, qui ci sono persone che sanno cosa significa essere comunità e questa è una cosa molto importante.

L’Associazione Col Passo a Tempo di Chi Sa Ballare è segno che anche le nuove generazioni hanno sentito parlare di quello che è stato il primo concerto di Materiale Resistente e non hanno paura di impegnarsi. Come ti trovi a lavorare con un gruppo di giovani?

Mi trovo molto bene: io sono abituato a stare in mezzo ai giovani anche per il lavoro che faccio su un palco. Infatti, con i Modena City Ramblers, abbiamo dei fan molto giovani e questo mi piace molto anche perché i giovani sono il futuro di questo paese.

Sui giovani bisogna assolutamente investire, come è stato fatto dopo la guerra, poi, piano piano ci siamo dimenticati dei giovani e, ormai, il nostro è un paese che a ogni livello è governato da anziani; io stesso sono un “anziano” e, da persona con una certa maturità, dico che bisogna dare fiducia ai giovani, perché dandogli fiducia si dà anche responsabilità.

È ora che questo paese lo capisca: i giovani hanno voglia di impegnarsi, hanno una grande curiosità, una capacità di imparare che noi anziani non abbiamo più.

Qui in Val Dragone il tema della resistenza e della memoria è sentitissimo, quindi non c’è neanche bisogno di spiegare nulla, anzi, sono loro che, in certi casi, insegnano qualcosa a me e mi fa piacere che sia così.

È stato compito tuo ricomporre la line up con i protagonisti dell’epoca. Hai trovato subito disponibilità?

Assolutamente sì, ho trovato grande entusiasmo e grande disponibilità!

Come dicevo, siamo tutti vecchietti ma abbiano ancora tanta voglia di dimostrare il loro essere antifascisti, la voglia di cantare e raccontare la Resistenza.

Da Yo Yo Mundi agli Africa Unite, Luca Morino dei Mau Mau, tutti quanti hanno dimostrato fin da subito una grande disponibilità. Chi non ci sarà è perché non ha potuto davvero esserci.

Per esempio, ho sentito il grande dispiacere di Sergio Berardo dei Lou Dalfin, che non saranno presenti per un impegno preso precedentemente con un festival in Francia, del quale non sono riusciti a spostare la data.

Ti dico questo per far capire che il trentennale di Materiale Resistente è importante sia per i giovani che parteciperanno, e che magari hanno soltanto sentito parlare di Materiale Resistente, di quello che è stato trent’anni fa, il 25 aprile del 1995, ma anche per coloro che sono stati protagonisti di quel concerto, che credono ancora fermamente in quegli ideali e hanno ancora voglia di raccontarli da un palco.

Cosa si deve aspettare chi arriverà a Savoniero il 14 e 15 giugno?

Ci sarà un bellissimo concerto al quale non parteciperanno soltanto i gruppi che sono stati protagonisti trent’anni fa di Materiale Resistente ma anche altri gruppi, come gli Skandals e la Brigata Lambruso che continueranno a intrattenere chi sarà venuto a trovarci qui in Val Dragone.

Dopo il concerto principale si andrà avanti ancora con la musica e i balli, per continuare a festeggiare insieme questa giornata speciale.

Il 15 giugno la mattinata sarà dedicata alle famiglie, ai bambini, ai ragazzi più giovani.

Ci saranno giochi di società e di gruppo resistenti, ci sarà la rievocazione storica; stiamo cercando di organizzare anche uno spettacolo teatrale resistente, poi ci sarà il pranzo, la tradizionale pastasciutta antifascista e seguirà una serata con i gruppi della zona, che ci accompagnano ormai da tanti anni e che sono nostri partner “quasi ufficiali” di Col passo al tempo di chi sa ballare che, con la loro ottima musica, perché qui sull’Appennino c’è davvero tanta buona musica, intratterranno fino al tramonto chi vorrà venire a farci compagnia.

Saranno due giornate di partecipazione, di condivisione e di resistenza, di memoria e di ricordo quindi niente di più bello a mio modo di vedere!

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