Si intitola “Burnout” il nuovo singolo di Nahaze, cantante nota al grande pubblico per aver partecipato all’edizione 2024 di Amici.
“Burnout” esce a distanza di poche settimane da “Tanto da fare”, pubblicata il 16 maggio.
Il singolo descrive come una relazione possa ricalcare, per tanti versi, il burnout lavorativo. Quel mix di emozioni contrastanti che fanno vivere in una costante altalena emotiva, che si ripercuote sull’umore, sulle relazioni e anche su noi stessi tanto da far esaurire o bruciare un rapporto a causa dello stress che ne deriva
Il nuovo singolo di Nahaze si presenta con un motivo incalzante che, anche nel sound, riproduce l’esasperazione tipica di chi vive i sentimenti come una giostra, tra entusiasmo e logorio, desiderio e stanchezza.
Nahaze conferma, anche in “Burnout”, la sua ispirazione internazionale, con testi evocativi che mescolano italiano e inglese.
INTERVISTA
Ciao Nahaze,
“Burnout” è il tuo secondo singolo in poco più di un mese, ti stai preparando ad un’estate calda?
Sicuramente ci saranno delle date estive e nuovi singoli. In questo momento la mia attenzione è focalizzata sui due singoli che sono appena usciti e sono contenta di poterli suonare questa estate su diversi palchi.
Come è nata l’idea di accostare un termine che viene normalmente utilizzato in contesti lavorativi per descrivere una relazione?
Perché ho sperimentato il burnout lavorativo e mi sono resa conto che ho provato le stesse sensazioni in una relazione.
Per quanto ami la musica e il lavoro che faccio, ho sperimentato la stessa sensazione che ho provato anche in alcune relazioni, nel senso più generico del termine, quindi anche familiare o d’amicizia, non solo d’amore.: volersi impegnare, cercare di dare sempre il massimo e, purtroppo, rendersi conto di essere sfiniti, tanto da doversi fermare, non avendo più le forze per andare avanti: da questo sentimento comune nasce questa canzone.
Nel testo dico ”mi porti su e giù come un’altalena” e infatti si va in burnout quando qualcosa di esterno prende il controllo su di noi, sul nostro umore…
L’altalena nei sentimenti che descrivi in questo singolo ha a che fare con l’esaurimento emotivo, che può portare anche ad una ridotta percezione del proprio valore come persona; alla fine ti ribelli a questa situazione o no?
La sopraffazione, anche lavorativa, nasce nel momento in cui si vuole dare sempre di più.
Nel singolo racconto la determinazione che mi spinge ad andare avanti, senza cercare scuse, senza prendermi neanche una pausa o, peggio, chiudere un rapporto, solo perché mi sento stressata.
Io cerco sempre di risolvere, se è possibile, ed è questo che mi manda in burnout.
Amici ti ha fatto conoscere al grande pubblico, sebbene tu avessi già anche un disco d’oro per “Carillon”. Che rapporto hai con il successo?
Come dico nella prima barra di “Tanto da fare” sono una persona che non è mai soddisfatta, non mi rilasso mai, anche quando raggiungo un traguardo.
Ho un rapporto viscerale con questo lavoro, quindi da un lato penso di non aver mai dato abbastanza, e ne soffro, dall’altro lato sento forte la fame, il fuoco, la voglia di fare questo mestiere che mi ha permesso di arrivare ai traguardi che, da emergente, ho raggiunto.
Uscita da quel contesto è stato più facile o, al contrario, più difficile proseguire la tua carriera?
Amici è una vetrina enorme ma, ovviamente, bisogna avere talento, anche quello di sfruttare a pieno questa possibilità.
Al di là delle borse di studio che il programma offre nell’immediato, dopo vieni contattato dalle case discografiche che ti hanno notato.
Le opportunità che offre vanno sfruttate al meglio e, essendo un programma televisivo in cui sei costantemente sotto gli occhi del pubblico, bisogna stare attenti a non “bruciarsi” questa chance.
Amici è, fondamentalmente, una scuola in cui hai l’opportunità di imparare da professionisti che, a loro volta, hanno istruito altri professionisti, quindi il livello di preparazione è altissimo.
L’esperienza scolastica è quella che mi ha insegnato di più e che, sicuramente, mi ha portato ad essere la Nahaze che sono oggi.
Dalle canzoni che scrivi mi sembri una persona decisa e indipendente. Cosa consiglieresti a chi, come te, ha il sogno di diventare cantante?
È una cosa che senti dentro. Io ho sempre pensato, fin da bambina, di cantare. Poi, si tratta anche di allineamento di astri, di fortuna, però la fortuna arriva nel momento in cui ti esponi.
Il mio consiglio è quello di cogliere ogni occasione e di buttarsi: nulla è inutile, ogni esperienza serve a farci crescere ed è un tassello in più verso l’obiettivo.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)