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Greta Zuccoli : dal palco di Diodato alla finale di AmaSanremo

by Paola Pagni

Quest’anno le selezioni per Sanremo Giovani sono passate attraverso un nuovo format, AmaSanremo, che ha visto i concorrenti impegnati in una sorta di talent, giudicati da una giuria d’eccezione: Piero Pelù, Beatrice Venezi, Morgan e Luca Barbarossa.

Tra le 967 voci iniziali, solo 10 sono arrivate in finale, e tra questo c’è quella di Greta Zuccoli.

Greta Zuccoli arriva alla finale di AmaSanremo con Ogni Cosa sa di te, brano di cui è autrice e compositrice.

Un brano che per Greta è una sperimentazione e una sfida, è infatti il suo primo brano scritto in italiano, ma che al suo interno mantiene le influenze trip hop derivanti da un percorso incentrato su un cantato in inglese e sullo studio della musica internazionale.

Questo bisogno di avvicinarsi alla canzone italiana arriva grazie all’incontro con Diodato, con cui ha condiviso i palchi durante il tour estivo del cantautore (“Concerti di un’altra estate”) come voce della band.

Ogni cosa sa di te è infatti prodotto da Diodato e da Tommaso Colliva, gli archi sono di Rodrigo D’Erasmo.

Abbiamo intervistato Greta Zuccoli prima della finale, trovandola piena di emozione ma già artisticamente molto matura, grazie non solo al suo talento, ma anche alla sua voglia di imparare da ogni situazione.

Ciao Greta, innanzi tutto complimenti per la tua partecipazione ad AmaSanremo.

Sei a casa ora?

Sono a Roma, sai stiamo facendo le ultime cose per poi andare a Sanremo.

Appunto, perché tu sei tra i finalisti . Te l’aspettavi?

Diciamo che è stata tosta perché comunque erano 967 canzoni all’inizio, quindi quando l’ho saputo sono rimasta già molto sorpresa di essere rientrata nei 60. C’erano tanti artisti molto validi, ed è stata quindi una bellissima soddisfazione.

Cosa ti è piaciuto di più di questo nuovo format?

È stata un’esperienza nuova per me perché non ho mai fatto nulla di televisivo ne talent, quindi ero anche un po’ in tensione per questo, in quanto non sapevo come sarebbe stato anche proprio dal punto di vista televisivo.

Però il contesto in cui mi son trovata è stato molto familiare ed è stata un’esperienza molto bella .

Ho trovato un ambiente sereno e mi sono trovata benissimo con i ragazzi, anche se ci siamo potuti vivere poco purtroppo.

Mi è anche sembrata una grande occasione di confronto, anche proprio con i giudici ,che sono professionisti di altissimo livello, quindi è stato bellissimo conoscere tutti.

Insomma nonostante la tensione mi sono anche divertita.

Beh se può farti rilassare ti posso dire che in video vieni benissimo!

“Ogni cosa di te” è una canzone che parla di sentimenti profondi, in cui con i tuoi alberi infiniti citi anche il Grande Gino Paoli: come è nata questa canzone qual è il significato che gli dai?

È uno dei miei primi brani in italiano, sicuramente il primo che poi è riuscito dopo tanti esperimenti di scrittura.

Sono felice di aver portato questo brano, perché da un po’ di tempo avevo questa necessità di esprimermi in italiano, avevo sempre scritto in inglese, e questo mi ha consentito di aprirmi molto.

In questo testo veramente c’è molto di me. Parla di amore ma anche tanto di distanze, di vuoti percepiti tra le persone; però lo spazio vuoto nella canzone diventa una risorsa da colmare.

Da lì parte questa immagine degli alberi infiniti, che esprimono questa tensione, in cui io ho visto una vera rivoluzione : è un brano che parla anche della scoperta di sé stessi ,come conquista.

“Ogni cosa di te” parla di conflitti e di evoluzione e questa è una cosa che è più legata a me ed alla mia persona , a quello che sto sperimentando proprio su me stessa.

Sto capendo meglio quello che sono sia a livello umano che a livello artistico.

Quello di AmaSanremo non è però il tuo primo palco importante. Una coincidenza curiosa ti aveva infatti portato in tournée con Damien Rice: ci racconti come è andata?

È stato un incontro con molta casualità, dopo un suo concerto a Napoli in cui ha regalato questo after show al pubblico, e proprio lui mi ha messo letteralmente la sua chitarra addosso, quindi è stato un momento un po’ surreale.

Da lì siamo poi rimasti in contatto perché lui era interessato alla mia voce, cosa che io non mi sarei mai aspettata. È iniziata così una splendida collaborazione e nel 2017 abbiamo duettato insieme per la prima volta all’Olympia di Parigi : avevo 19 anni quindi immaginati… una cosa incredibile.

Devo dire però che proprio avendo 19 anni ero anche un po’ incosciente, quindi sono andata in realtà senza paura e piena di meraviglia.

Abbiamo fatto anche un tour nel 2018 a bordo di un veliero antico, tra Italia e spagna, ci muovevamo col veliero, scendevamo, suonavamo e tornavamo su.

Un’esperienza incredibile, con tantissimi musicisti. Tutto questo mi ha permesso di vedere da vicino cosa significa fare questo lavoro.

E soprattutto mi ha fatto capire che qualsiasi cosa accada ,io sul palco non ho mai paura, paradossalmente è una dimensione in cui mi sento molto protetta.

Sempre in tema di palchi importanti, tu hai appena concluso un tour con Diodato, che è anche uno dei produttori del tuo brano insieme a Tommaso Colliva: come è stato condividere il palco con lui?

Anche con Antonio è stato un incontro molto bello e particolare perché lui aveva sentito una mia versione di Grazie dei Fiori alla radio, gli è piaciuta e mi ha cercata. Diciamo che è stato un momento per me molto importante soprattutto perché mi ha molto incoraggiato nella scrittura in italiano.

Anche lui come me ha sempre ascoltato molto rock britannico quindi conosceva bene lo stile da cui provenivo. Quando mi ha chiamato per fare questo tour, in questo anno speciale per lui, è stato anche più bello.

Poi, oltre alla condivisione totale con lui e con la band, il periodo che abbiamo vissuto è stato molto delicato, quindi i concerti ci sono sembrati ancora più speciali.

Era la prima volta che mi trovavo nel ruolo di corista ed è stato molto formativo professionalmente perché diverso da cosa ho fatto di solito.

Oltre alla sua band originaria abbiamo condiviso il palco con Rodrigo D’Erasmo e Beppe Scardina : abbiamo creato un gruppo molto unito in cui ci siamo scambiati tanto e che mi ha formato anche a livello personale.

Successivamente io e Diodato, dopo aver ascoltato il mio brano, abbiamo deciso di lavorarci insieme: c’è la sua produzione, poi quella di Tommaso Colliva ed i violini sono suonati da Rodrigo D’Erasmo .

Io sono contenta di iniziare in qualche modo a fare questo percorso con l’italiano. Di questo sono davvero molto felice.

Come si sta preparando Greta Zuccoli alla finale di AmaSanremo?

Innanzitutto sto provando molto il brano, così tanto che ad un certo punto ho dovuto distaccarmene per ritrovare l’emozione originaria nel cantarlo.

Diciamo che alterno tra momenti in cui mi distraggo a momenti di full immersion sul brano, ma sempre in maniera molto serena e molto concentrata sulla musica.

Manca pochissimo, quindi sto cercando anche un po’ di conservare le energie per la finale, ma ora come ora non vedo l’ora di esserci.

Cosa ascolti quando devi staccare?

Molta musica folk, che è una delle mie più grandi influenze, e poi in italiano Endrigo, De André e devo dire anche molto lo stile trip pop Massive attack, Portishead, Bjork: ascolti vari ma in qualche modo sempre coerenti, uniti da un filo.

Beh , Greta Zuccoli ha degli ottimi gusti , oltre che una grandissima voce : l’ “in bocca al lupo” è d’obbligo !

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