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Gianni Rojatti ci racconta il suo album strumentale 9222 – INTERVISTA

by Alessia Andreon
9222

Si intitola 9222 il nuovo EP strumentale del chitarrista e giornalista musicale Gianni Rojatti, pubblicato da The Saifam Group.

Rojatti ha uno stile perfettamente riconoscibile per la profonda ricerca sonora, che spazia tra rock, elettronica, post-punk e sperimentazioni con distorsioni sintetiche. Inoltre, è una delle figure più singolari del panorama rock strumentale italiano contemporaneo, capace di unire tecnica, personalità e una ricerca sonora estrosa e sorprendente.

Le strade tracciate dai tre brani di “9222” fanno esplorare alla chitarra elettrica di Rojatti, percorsi inattesi e inaspettati, con forti contaminazioni anni ’80, che spaziano tra elettronica, derive cinematiche e urgenza punk.

L’album, che è stato scritto e inciso tra il 2022 e il 2023, è la natúrale evoluzione del linguaggio chitarristico di Rojatti, che, in quel momento, attraversava una fase di intensa attività musicale e creativa con l‘inizio della collaborazione live con Stewart Copeland, il tour con Steve Vai insieme ai DANG! e l’esordio come conduttore su Radiofreccia.

Queste esperienze gli hanno dato lo slancio per esplorare, con “9222”, nuovi territori sonori: rock, punk, metal, reggae, progressive ed elettronica.

Un lavoro che incarna alla perfezione la sua attitudine: inquieta, contaminata, libera.

La produzione del lavoro è stata affidata a Daniel Fasano (DANG!, Salmo, dARI, Santi Francesi, Tommaso Paradiso).

Di contro al fervore musicale di quel periodo, la stesura di “9222” è stata infuenzata da una perdita importante: un lutto che ha investito quella musica nuova ed euforica, rendendola ancora più urgente. È da questo intreccio di esperienze intense, concentrate in un breve arco di tempo, che nasce la spinta a fissarle in musica: una fotografia sonora di un momento irripetibile. Questo volevano essere, fin dall’inizio, i tre brani di “9222”.

INTERVISTA
Ciao Gianni, benvenuto su Inside Music!

Grazie a voi per l’interesse e l’ospitalità: è un piacere!

Il tuo nuovo EP è stato scritto tra il 2022 e il 2023. Come mai hai aspettato tanto per pubblicarlo?

In realtà non avevo pianificato di fare un EP: quei brani sono nati come appunti, quasi delle fotografie musicali. Tra il 2022 e il 2023 mi sono successe cose enormi a livello di carriera e ispirazione: sono entrato nella band di Stewart Copeland, il batterista dei Police, che per me sono il gruppo preferito di sempre. Con lui suono in Police Deranged for Orchestra, uno spettacolo in cui i classici dei Police vengono riletti in chiave sinfonica grazie ai suoi arrangiamenti estrosi e brillanti. Portare la mia chitarra rock dentro quel mondo è stata una sfida che mi ha regalato tantissimi stimoli.

Nello stesso periodo sono entrato nei DANG! con Marco Scipione e Daniel Fasano: una band che già amavo e che mi ha spinto a estremizzare certi aspetti del mio linguaggio, soprattutto la parte crossover e l’uso degli effetti. Con loro siamo anche andati in tour con Steve Vai, un altro mio grande riferimento. E poi c’è stata Radiofreccia: mi sono trovato immerso nella musica, tra montagne di ascolti, scoperte e riscoperta di cose che non avevo mai approfondito così tanto.

Tutta questa energia è confluita in quei tre brani: un modo per immortalare nuovi suoni, idee e colori che mi stavano conquistando. Sono come foto scattate in un posto nuovo che ti sorprende e non vuoi dimenticare. Poi, per via degli impegni, sono rimaste un po’ in un cassetto. Ma quando le ho riascoltate, ho sentito che era il momento di condividerle. Ho aspettato anche perché volevo trovare un’etichetta che mi supportasse davvero. Con Saifam è successo: io sono uno a cui piace suonare e parlare di musica, ma per promozione e distribuzione ho bisogno di qualcuno che ci creda. E loro sono stati perfetti.

Il titolo “9222” deriva dall’asteroide “9222 Chubey”?

Prima della tua domanda non avevo idea dell’esistenza dell’asteroide “9222 Chubey”. Quindi no, il titolo non deriva da lì… ma grazie, perché ora so anche questa cosa!

L’EP è frutto di alcune esperienze che hanno segnato profondamente la tua vita, sia in ambito personale che lavorativo. In che modo è cambiato, nel tempo, il tuo approccio musicale a questi brani?

Proprio in questi giorni sto lavorando per portare i brani dal disco al palco, sia con i DANG! che da solo. È divertente mettersi alla prova: capire se riesco a suonarli esattamente come sono nati, se li sento ancora così o se ho voglia di aggiungere e cambiare qualcosa. A me piace distinguere tra studio e palco: non mi entusiasma l’idea di “clonare” il disco dal vivo. Preferisco che i brani fioriscano in concerto, tra improvvisazioni, divagazioni e cambi di struttura. Quindi la risposta vera la avrete solo venendo a sentirmi suonare dal vivo!

Puoi spiegarci i titoli delle tre tracce Carmine perché piangi, Mela e 1992?

Ogni volta che mi sono innamorato di una canzone è stato perché riuscivo a cucirmela addosso: il titolo, il suono, le atmosfere, il testo, le parti strumentali… tutto diventava la colonna sonora perfetta per raccontare un periodo, una storia o una persona. Poi magari scoprivo che l’autore aveva in mente tutt’altro, e un po’ di quella magia si incrinava.

Per questo preferisco che sia la musica, più che le mie spiegazioni, a suggerire cosa significhino i titoli e le atmosfere di questo EP. Ognuno, ascoltando, può farne la propria colonna sonora personale. E con la musica strumentale questo processo è ancora più libero e suggestivo.

I tre brani si presentano con una veste energica e decisa, un po’ anni ’80, contaminata con l’elettronica e il punk. È un omaggio alla tua passione musicale per quegli anni?

Sì, è vero: in questo EP ci sono tanti anni ’80. Amo quel linguaggio e inevitabilmente riaffiora, ma non volevo fare un esercizio filologico o una citazione nostalgica. Ho cercato piuttosto di farlo convivere con sonorità moderne, elettroniche e persino punk, creando qualcosa di personale e fuori dagli schemi.

L’idea era di avere tre brani di musica “matta”: dolce e malinconica in certi passaggi, volutamente sgangherata in altri, con improvvise impennate shred, progressive. Un esempio è l’assolo di “Carmine Perché Piangi?“: credo sia la cosa più bella che io abbia mai registrato. È arrivato di getto, in una first take improvvisata, ed è rimasto lì, puro ed essenziale.

Dato che sei anche conduttore di Radiofreccia, quale momento della giornata per te è il più indicato per ascoltare “9222”?

Mela” la mattina, in metropolitana, in bici o in auto, quando vai incontro a lavoro, scuola o impegni. È quel momento in cui ti senti sopraffatto e ti serve energia, cattiveria e la giusta dose di sclero: diventa una corazza.

Carmine Perché Piangi? è il venerdì sera, quando esci e vuoi sentirti una rockstar.

1992 è l’attimo in cui stai per baciare per la prima volta la persona che ti piace da pazzi.

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