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Intervista ad Emanuele Dabbono: Buona Strada, prodotto da Tiziano Ferro, è il suo nuovo album

by Paola Pagni
02 Emanuele Dabbono credits Luigi Cerati

Si intitola “BUONA STRADA” il nuovo album di inediti di EMANUELE DABBONO, autore, cantautore e polistrumentista genovese, in uscita questo venerdì 21 ottobre (prodotto da Tiziano Ferro, pubblicato dalla TNZ e distribuito da Universal Music) in tutti gli store digitali (https://dabbono.lnk.to/BuonaStrada).

“BUONA STRADA” è il frutto di due anni di scrittura. Inizialmente, molti dei brani presenti nel disco dovevano essere cantati da altri artisti poi però a distanza di tre anni dal suo ultimo progetto discografico “LEONESSE“, Emanueledecide di tenerli per sé, pubblicando così 16 brani inediti e dimostrando la sua incredibile versatilità.

L’album è anticipato dal singolo “CEREZO” già disponibile sulle piattaforme digitali a questo link: https://dabbono.lnk.to/cerezo.

Abbiamo fatto qualche domanda ad Emanuele, che ci ha spiegato meglio la genesi di questo suo lavoro, e promesso scintille per i live.

Intervista ad Emanuele Dabbono

Ciao Emanuele, benvenuto su Insidemusic. Ciao Emanuele, benvenuto su Insidemusic.

È più un saluto, un commiato col sorriso per quello che dovrai affrontare. Credo viviamo in un tempo in cui le parole sono spesso usate a caso, non scelte con cura, finiscono per essere svuotate di significato come quelle discussioni dove si parla del tempo o quei “Come stai” senza punto interrogativo, dove nessuno si aspetta una risposta significativa. Penso ai termini “condividere” o “pubblicare” utilizzati sui contenuti social. Quei termini volevano dire altro. C’è una citazione perfetta di Shakespeare che secondo me racchiude quello che volevo esprimere con il titolo BUONA STRADA: “Domani nella battaglia, pensa a me”.

Buona Strada è un album ricco, che mostra molte sfaccettature: come hai scelto i pezzi per comporlo?

Ho scandagliato tra centinaia di canzoni che ho da parte per comporre il quadro. Mi servivano tanti colori per definire il caleidoscopio finale. Non l’ho fatto per dimostrarmi eclettico, piuttosto per cercare il filo conduttore della verità. Tiziano mi ha permesso una libertà di espressione che è un vero e proprio lusso.

16 canzoni sono una scelta importante ed anche impegnativa, visto quanto si sia abbassata la soglia di attenzione in ambito di ascolto musicale. Secondo te qual è il modo giusto per porsi all’ascolto del tuo lavoro?

Passavo le mie giornate ad ascoltare dischi tenendoli in mano, a leggere i crediti di copertina sui vinili, a trascrivere e tradurre i testi dai libretti dei cd di Bruce Springsteen. Un disco durava perché aveva una vita più consistente di un’estate. Oggi il mercato è fagocitato da una specie di urgenza di uscire, ma non altrettanta sostanza o intenzione di rimanere. Ci sono canzoni che ti parlano dopo il terzo ascolto. So che quel tempo e quell’attenzione sono mutati in qualcosa di veloce, liquido e più a portata di spostamento. 

La macchina è diventata il luogo depositario dei brani. Mi piacerebbe la gente sentisse la mia musica in viaggio. Perché è una colonna sonora. Quella della mia vita.

Mi sembra di capire che Cerezo, uscito anche come singolo, sia un pezzo a cui se particolarmente legato: vuoi spiegarci perché?

CEREZO è la mia liberazione. Ho finalmente fatto pace con mio padre a distanza cosmica. Lui non c’è più, ma lo avverto. Presente come a un appello in una classe in cui ci siamo solo io e lui. Venire alla luce con questa canzone mi ha regalato la chiusura di un cerchio. Chiamalo elaborazione del lutto o consapevolezza. Forse semplicemente ora posso capire come sentiva e il perché delle cose che tratteneva.

Alle porte dell’uscita dell’album, stai già pensando anche ad un live?

Sì e non vedo l’ora. Da gennaio avremo un paio di concerti in anteprima che vivo come appuntamenti con le persone che saranno state toccate dalle canzoni. Prometto scintille. 

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