“Cosa mi resta” è il titolo del nuovo brano del cantautore e polistrumentista romano DANIELE NICK.
Il brano è una ballad Rock, in cui il cantautore ripercorre la sua carriera musicale, focalizzandosi su tutto ciò a cui ha dovuto rinunciare per inseguire il suo sogno.
Come ci ha raccontato nell’intervista che segue, il singolo farà parte di una raccolta, in uscita in autunno, che va ad aggiungersi alle due precedenti in cui, Daniele Nick, ha scelto di dividere le passioni a seconda del colore da cui derivano.
Benvenuto su Inside Music Daniele,
il tuo singolo “Cosa mi resta”, come già era stato “Resta qui”, è una dichiarazione d’amore alla musica, sotto forma di dialogo interiore, attraverso il quale ripercorri le tappe e le rinunce che hai dovuto fare per inseguire il tuo sogno. Ne è valsa la pena?
Assolutamente sì! Mi sono dedicato, sin dall’inizio di questo progetto, solo all’aspetto compositivo, abbandonando, sotto tanti aspetti, la vita sociale, per riuscire a fare questo.
A distanza di anni è ovvio che si traccino dei bilanci e ci si ponga il dubbio: avrò fatto bene, oppure male?
Però, nel momento in cui riascolto quello che ho scritto in questi anni, mi rendo conto che la musica c’è sempre stata ed è tutto per me.
Il messaggio della canzone è sapersi ritagliare i propri spazi e, in questo senso, la musica per te rappresenta un’evasione, un rifugio. Hai mai pensato a cosa avresti fatto in alternativa? C’era un piano B?
Oscillo sempre tra il piano A e il piano B.
Per riuscire a fare musica ho sempre lavorato nel supermercato dei miei genitori; anche quando studiavo, le vacanze le passavo in negozio a racimolare i soldi da reinvestire nella musica.
Poi io mi ritengo un po’ vintage, mi piace la musica fatta bene, in uno studio di registrazione dove ci sono ancora le macchine a nastro, come si usavano negli anni ‘70/’80.
Inseguire questo sogno ha comportato dei sacrifici e delle rinunce: invece di uscire con gli amici a cena, preferivo stare in camera a scrivere.
I tuoi testi sono anche di denuncia di quello che non ti piace della società, la tua arma a disposizione per gridare il tuo dissenso. Hai scelto questa missione per la tua musica?
Ho sempre cercato di riportanre nei miei testi cose vere, che ho vissuto sulla mia pelle, quindi, già il fatto che mi alzi ogni mattina all’alba per andare a fare un lavoro che mi piace, ma che ho fatto solo per potermi permettere di continuare a fare musica, credo sia la chiave di lettura per comprendere cosa c’è dentro le mie canzoni.
Probabilmente, se avessi potuto fare solo musica, sin dall’inizio, non sarei riuscito a scrivere quello che ho scritto fino ad ora.
Mi ha molto interessato il progetto che hai portato avanti nel 2019 con “Blu” e “Rosso”, in cui le canzoni erano divise a seconda dei sentimenti da cui derivavano, e curiosamente, il rosso non corrispondeva all’amore ma all’odio, mentre l’amore era blu. Come mai questa scelta?
Io funziono al contrario di quello che passa per radio e che diventa hit!
Non mi piace omologarmi agli altri, non mi interessa…
Nelle mie canzoni non troverai mai quelle parole ammiccanti come sole, cuore, amore o peggio ancora l’auto tune; non fanno parte del mio modo di fare musica.
Per esempio: quando ho iniziato questo progetto, musicalmente parlando, non riuscivo a fare rock, quindi facevo un genere tra il pop e l’elettronica, poi a forza di scrivere sono riuscito a fare quello che mi piace, un rock stravagante e sperimentale, tutto mio!
Se vogliamo ho anticipato i tempi, perché ora si usa più il genere che io facevo tra il 2017 e il 2019; è paradossale, ma è così!
“Ricomincio da qui, nella testa un EP. Poche tracce riportano in vita; Questa storia non è mai finita” è un’anticipazione di quello che ci sarà dopo questo singolo?
In parte sì, ma quando l’ho scritto non ci avevo pensato, anche se non sarà un Ep di sicuro….. (ride)
Dal momento in cui ho iniziato questo progetto, nel 2017, ho scritto 46 canzoni.
Tra ottobre e novembre conto di far uscire una terza raccolta, che va ad aggiungersi alle due precedenti, “Rosso” e “Blu”, e si intitolerà “Verde”.
Conterrà altri 26 singoli, più una bonus track.
Ho scelto il compromesso dei singoli, ma a me piace fare le cose come si usava una trentina d’anni fa… quindi sarà una racconta.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)