Dopo vent’anni al fianco di Vasco, Clara Moroni riprende in mano la sua carriera da solista e lo fa con la sua storica band The Black Cars, rispolverando due album usciti negli anni ’90 “Chi ha paura di chi” (1990) e “Spiriti” (1992).
Il 12 ottobre, i due dischi rimasterizzati, saranno presentati in concerto al Legend Club di Milano, insieme a un brano totalmente inedito: “Dentro al blu”.
Nell’intervista che segue abbiamo ripercorso con Clara la sua lunga carriera da quando, giovanissima, ha iniziato a calcare i palchi con la musica rock nelle vene e un sound personale e accattivante che l’ha sempre contraddistinta.
È stato Guido Elmi il primo a vedere in lei una cantante che precorreva i tempi, forse ancora troppo acerbi in l’Italia, per accettare una donna che faceva rock in maniera del tutto fuori dagli schemi. Fu lui, dopo vari “tira e molla” musicali, a volerla al fianco di Vasco aprendo una collaborazione durata oltre vent’anni in studio e nei live col rocker di Zocca.
Nel 2017 Clara Moroni è stata una figura iconica nell’evento “Modena Park 017” nel quale, Vasco Rossi, le ha proposto di esibirsi in chiave lirica durante l’Interludio di metà concerto.
L’anno successivo, con l’album “Unica”, ha aperto i concerti di Vasco ma, dopo 22 anni, Clara ha deciso di ripartire da dove tutto era iniziato, con accanto i The Black Cars.
INTERVISTA
“Chi ha paura di chi” e “Spiriti” sono due dischi che hanno più di 30 anni ma conservano una forza prorompente, come se fossero stati scritti ieri. Come è nata l’idea di ripubblicarli?
Ho ritenuto fosse importante riportarli alla luce per spiegare meglio qual è stata la mia storia e da dove nasce la mia musica, che non nasce con Vasco ma nasce con i The Black Cars.
Facevamo del rock duro e, a quei tempi, non c’erano figure femminili come front woman. Siamo stati degli antesignani del rock fatto in un certo modo e, infatti, la gente ci guardava come se facessimo qualcosa di strano. La cosa che mi ha stupito è che ci sono ancora tantissimi estimatori che già ai tempi ci seguivano.
“Dentro al blu”, inedito del 1993, è un brano che fa da anello di congiunzione non solo tra i due album ma anticipa anche questi 22 anni in cui hai collaborato con Vasco Rossi. Perché lo hai tenuto nel cassetto così a lungo?
Perché faceva parte del progetto dei The Black Cars, quindi sono contenta di avere rimasterizzato questi due album perché mi hanno dato l’occasione di trarlo fuori da quel cassetto e devo dire che è un brano molto bello e moderno.
Sono felice di avere ancora al mio fianco la band originaria dei The Black Cars, che erano Stefano Bittelli (basso), Luca Testoni (chitarre)che ora fa parte degli Skiantos, Michele Vanni (chitarre), il compianto Giacomo Giannotti (tastiere) e Andrea Ge (batteria).
Alla chitarra questa volta ci sarà Maurizio Solieri, che ha già collaborato con noi in altre occasioni, e Beppe Leoncini alla batteria.
Il sodalizio artistico con Vasco è qualcosa che ha sicuramente influenzato la tua carriera. Ripensando a quei tempi, rifaresti la stessa scelta?
Era quel genere di proposta alla quale è difficile dire di no; non sapevo come sarebbe andata, nessuno lo avrebbe mai detto che sarei rimasta con lui per vent’anni, per cui sicuramente non me l’aspettavo. Io sono per prendere la vita come viene, afferrare al volo l’occasione e viverla fino in fondo, quindi non ho dubbi nel dire che lo rifarei ancora all’infinito.
È stata un’esperienza meravigliosa, che mi ha dato tanto e non ho nessun rimpianto.
Il tuo modo di fare musica è sempre stato avanti rispetto ai tempi, ispirato al rock americano, ma qui in Italia hai faticato a trovare un posto al sole. Pensi che sia dovuto anche al fatto che sei una donna?
Sicuramente ero l’unica donna a portare avanti quel tipo di progetto e il pubblico italiano, negli anni 90, non era abituato a un rock italiano anche gli uomini che facevano rock erano pochi, forse solo i Litfiba e Vasco.
Credo che, ai tempi, fossi troppo fuori dagli schemi. Forse non si fidavano o non riuscivano a capire… Ogni periodo ha i suoi stereotipi e la donna nella musica italiana è ingabbiata in certi ruoli; si fa fatica a lasciare alle donne sfumature o anche la libertà di fare cose che sono prettamente maschili.
Il nuovo album uscirà nel 2025 e sarà bello vedere se qualcosa è cambiato.
Significa che stai preparando un qualcosa di nuovo?
Si, uscirà un nuovo album dal sound non italiano, molti crossover tra vari generi musicali che rispecchiano il mio sound.
Ho scritto musica, testi e ho fatto anche gli arrangiamenti personalmente perché avevo ben chiaro quello che volevo ottenere. Le mie idee non sono mai mainstream, non seguono mai le regole quindi sono preparata anche al peggio.
In questa nuova avventura c’è spazio anche per Vasco?
Musicalmente parlando abbiamo due stili completamente diversi… ora che ci penso qualcosa che potrebbe cantare in realtà ci sarebbe, ma lui non fa duetti, non li ha mai fatti, quindi no…

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)