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“Almeno tu nell’universo”, sintesi dell’esistenza terrena di Mia Martini

by InsideMusic
Mia Martini Almeno tu nelluniverso

La musica italiana, più leggera e scanzonata, alla fine degli anni ’80 subisce in particolare l’influenza dell’elettronica, ma la “canzone d’autore” non perde il suo fascino: un esempio perfetto è questo brano della splendida Mia Martini, un’artista indimenticabile per la sua voce e per la sua infinita umanità.

Questo è un decennio fondamentale per la nostra storia contemporanea: in Italia, dopo i difficili “anni di piombo” e sulla scia dell’ “edonismo reaganiano” di stampo USA,  si registra un distacco rispetto a quei temi che hanno caratterizzato le lotte sociali nei venti anni precedenti.

 “Tu, tu che sei diverso,
almeno tu nell’universo.
Un punto sei, che non ruota mai intorno a me,
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore”

Mia nel 1989 è lontana dalle scene musicali da oltre 6 anni: troppo forte il dolore per la fine della tormentata relazione con Ivano Fossati, per l’allontanamento di sua sorella Loredana Berté – con la quale si ricongiungerà qualche anno più avanti – ma soprattutto per le calunnie subite, per quella assurda targa di “porta sfortuna” o di “donna maledetta” che si trascina dai tempi del Piper, nei primi anni ’70. “La mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C’era gente che aveva paura di me, che per esempio si rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch’io.”

A spingerla ad uscire dalla sua tana è un amico fedele, una persona che la conosceva molto bene: Bruno Lauzi, già autore di “Piccolo uomo”, canzone con cui, nel 1972, Mimì si era imposta sulla scena musicale italiana ed europea. Il cantautore, tra i principali esponenti della cosiddetta “scuola genovese”, le sottopone un altro brano scritto e conservato gelosamente per lei, convincendola a tornare sul palco del Festival di Sanremo, a distanza di 7 anni dalla sua prima partecipazione con “E non finisce mica il cielo”, che le valse il “Premio della Critica”. Un’intuizione, quella di Lauzi, sin troppo felice.

“Almeno tu nell’universo” è la sintesi perfetta dell’esistenza terrena di Mimì: la sua voce autentica, profonda e potente è quasi venata dalle sofferenze emotive vissute e si sposa alla perfezione con la lettera d’amore rivolta a quel “Tu”, quel punto di riferimento tanto desiderato dalla stessa Mia Martini che da bambina ha avuto un rapporto controverso con suo padre e che poi, in età adulta, non ha mai trovato un’anima affine in grado di prendersi cura delle sue fragilità.

I versi più emblematici sono quasi un’implorazione: “Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo! Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero e che mi amerai davvero di più, di più, di più…

La sua interpretazione è semplicemente memorabile e le permette di aggiudicarsi per la seconda volta il “Premio della Critica”, riconoscimento che, a seguito della sua prematura scomparsa nel Maggio del 1995, sarà a lei intitolato.

“Almeno tu nell’universo”, certificato con il disco di platino nel 2021, è un brano entrato nell’immaginario collettivo come una delle canzoni d’amore più belle di sempre e che ha segnato il grande ritorno di una donna straordinaria, di un’artista sublime in grado di vincere anche i più stupidi e ciechi pregiudizi.

Luca Nebbiai

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