Home RubricheFigli di una vecchia canzone “Certe notti”: un successo senza tempo

“Certe notti”: un successo senza tempo

by InsideMusic
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“Certe notti”, il singolo di Luciano Ligabue contenuto nel leggendario album “Buon compleanno Elvis”, quest’anno ne compie 30. Il brano che ha dato il titolo ad una lunga tournee che partirà nei prossimi mesi è diventato ormai un grande classico della nostra musica. Ma cosa c’è alla base di questa canzone che ha fatto sognare tutta l’Italia? Scopriamolo insieme.

“Buon compleanno Elvis” e la definitiva maturazione

“Elvis Presley quest’anno ne farebbe sessanta”, è la frase che più di tutte riecheggia nella sala di registrazione che Ligabue ha ricavato in una vecchia scuola elementare in disuso alle porte di Correggio, la sua città natale. Intorno solo campagna emiliana, quella vera, quella autentica. Luciano è reduce da 4 dischi, uno dietro l’altro, che lo hanno proiettato ai vertici della musica italiana nel giro di pochissimi anni. Ma gli manca qualcosa, gli manca quel gusto nel tornare a scrivere brani che parlino proprio della sua terra, delle notti vissute “urlando contro” quel cielo che a lui, a “Lucianino”, sembrava sempre troppo grande. E dopo la giovanile, potente ondata rock dei primi dischi, Ligabue vuole imprimere una nuova impronta, più matura, più vera, più autentica, omaggiando proprio la sua campagna che lo ha visto crescere.

La necessità di un disco “personale”

Nasce così uno dei dischi più importanti della sua straordinaria carriera, iniziata nel 1990 all’età di 30 anni: “Buon compleanno Elvis”, pubblicato nell’Agosto del 1995, segna la consacrazione definitiva del rocker emiliano. All’interno dell’album si mescolano diversi stili musicali: il rock’n’roll dei primi album assume venature blues in “Vivo o morto o X”, “Buon compleanno Elvis” e “I ragazzi sono in giro”; le ballate evocano atmosfere più intime in “Hai un momento Dio?”, “Viva!”, “Quella che non sei” e “Leggero”. Ma all’interno dell’album spicca, ovviamente, il brano più celebre di Ligabue, “Certe notti”.

Le origini, il significato e il successo

“<<Certe notti>> è una canzone a cui sarò grato per sempre”, ha dichiarato Ligabue. Un inno alla giovinezza, alle notti passate in giro con gli amici su una “macchina calda” che “dove ti porta lo decide lei”, al modo di interpretare quella vita di provincia a cui Luciano è da sempre legato. 

“Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è.

Certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te”

Momenti che ritraggono alla perfezione l’Italia degli anni ’80: necessità di spensieratezza, di evasione, con la strada e i bar che diventano luoghi di profonda aggregazione. È proprio grazie a questo brano che diventerà celebre il “Bar Mario”, già citato da Ligabue in altri suoi brani, un luogo iconico a pochi chilometri da Correggio a cui, poi, è stato intitolato il fanclub ufficiale del rocker.

Dal punto di vista musicale il brano riassume in sé i tipici elementi di una “ballad” rock, impreziosita dagli arpeggi di chitarra elettrica di Federico Poggipollini, ma che presenta una particolarità: “Quella notte per me fu una sorta di sfida: volevo scrivere quella canzone usando soli accordi in tonalità Mi maggiore, in modo da conferire comunque al brano una sonorità più vivace, in linea con il testo”, ha raccontato Ligabue. 

Un vero colpo di genio che ha attirato l’attenzione di un certo Lucio… Nella sua autobiografia, infatti, Ligabue ha riportato una telefonata inaspettata, ricevuta pochi giorni dopo l’uscita del disco. “Sei tu, Luciano?”, una voce che a Ligabue suonava familiare… “Si, sono io. Chi parla?”. Dall’altra parte del telefono: “Sono Lucio, Lucio Dalla”. “Dai, Massimo, non fare questi scherzi idioti”. “Non so chi sia questo Massimo, comunque ho sentito <<Certe notti>> alla radio. Venderai più di 700.000 copie con il tuo album. Ciao”. Profetico a dir poco… “Buon compleanno Elvis”, infatti, supererà il milione di copie vendute.

Nel 1996, inoltre,Certe notti” si aggiudica la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno. Nel 2000, a seguito di un sondaggio popolare, viene eletta come “Canzone italiana degli anni Novanta”. Ancora oggi, a distanza di 30 anni, questo brano continua a far sognare perché, in fondo, parla a tutti coloro che, nel cuore della notte, “tra cosce e zanzare”, sono alla perenne instancabile ricerca di una piccola dose di felicità.

di Luca Nebbiai

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