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IL RITORNO DEL DIABLO TOUR 2025 al Largo Venue di Roma – Gallery

by Redazione Web
008 Piero Pelu Largo Venue Domenico Cippitelli CD1 2574

Il 12 ottobre al Largo Venue di Roma ultima data de IL RITORNO DEL DIABLO TOUR 2025, il personale Giubileo del Rock di Piero Pelù, che è stata l’occasione per festeggiare 4 importanti anniversari: 40 anni di “Desaparecido“, 35 anni di “El Diablo”, 30 anni di “Spirito“, 25 anni di “Né buoni né cattivi” e 5 anni di “Pugili Fragili”.

Gallery a cura di Domenico Cippitelli
La scaletta
  • Porte
  • Lo Spettacolo
  • Eroi Nel Vento
  • La Preda
  • Novichock
  • Taksim Blues – Io Ci Saro
  • Maledetto Cuore
  • Il Volo
  • Istanbul
  • No Frontiere
  • Spirito
  • Lacio Drom
  • Gigante
  • Bomba Boomerang
  • Toro Loco
  • El Diablo
  • Febbre
  • Lulu’ E Marlene
  • Proibito
  • Gioconda
  • Tziganata
  • Bella Ciao
  • Deserti

Anche per questa ultima data PIERO PELÙ è tornato, con i suoi Bandidos (Amudi Safa alla chitarra, Luca Martelli “Mitraglia” alla batteria e Max Gelsi “Sigel” al basso) e la partecipazione straordinaria del mitico Don Aiazzi dei Litfiba.

La data romana è stata, infatti, l’ultima occasione per alzare i calici e festeggiare con il popolo del Rock passando in rassegna la storia del rocker fiorentino e dei LITFIBA fino ad arrivare all’ultimo disco di Pelù DESERTI“, un mix di passato e presente che conferma come Pelù sia riuscito e riesca ancora oggi a rendere il rock una musica senza limiti di generazione e  senza limiti di tempo.

Un viaggio che ha condotto i fans tra i momenti fondamentali per la sua lunga carriera come Né buoni né cattivi”, il suo primo lavoro da solista del 2000 in cui ha esplorato suoni e generi e Spirito“, l’album del 1995 che arrivò come una scarica elettrica nella vita del rocker, un disco quasi grunge co-prodotto insieme a Rick Parashar dei Pearl Jam che ha segnato un nuovo percorso fatto di suoni più ampi, di contaminazioni e nuovi ritmi (“Spirito –  racconta Piero Pelù – è stato, ed è ancora oggi, un grido di ribellione rinnovato rispetto a Terremoto, un inno alla libertà e alla vita, un manifesto per chi non accetta muri né confini, per chi crede che la musica possa abbattere qualsiasi limite”).

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