La cantautrice e chitarrista salentina Cristiana Verardo ci presenta, in questa intervista, il suo nuovo singolo “Amore Neve”, che anticipa l’uscita del suo prossimo album.
Lo stile viscerale e, allo stesso tempo, poetico di Cristiana Verardo ne fa un talento apprezzato in vari concorsi come il Premio Bianca d’Aponte al quale ha partecipato nel 2019.
Ha già al suo attivo due dischi e con questo singolo si affaccia al terzo e vanta collaborazioni con artisti come Tosca, Vinicio Capossela e La Municipàl.
“Amore Neve” racconta l’incanto e la paura racchiusi nel piccolissimo spazio che separa due corpi prima di sfiorarsi, che viene narrato dalla voce magnetica e fluida di Cristiana Verardo.
Il nuovo album, come ci ha anticipato Cristiana Verardo nell’intervista che segue, avrà come tema centrale il dualismo che accompagna luce e ombra, presenza e assenza, desiderio e paura. Un lavoro di profonda introspezione che la cantautrice ha condotto su sé stessa, cercando di esplorare e di conciliare con la sua musica.
il videoclip di “Amore Neve” è ricco di simbologie e mette in scena la caducità dei sentimenti identificandola in due donne e due cervi, che si sfiorano, si sfidano in un dialogo senza vincitori né vinti, ma che apre solo a possibilità di incontro.
Sarà la palla di ghiaccio che racchiude dei fiori a lasciar spazio alla primavera emotiva, sciogliendosi come neve.
INTERVISTA
Ciao Cristiana,
“Amore neve” esprime tutta l’aspettativa, che poi si riduce a pochi attimi fugaci, come la gioia che si prova quando si posa e la tristezza perché immediatamente si dissolve. Quale sentimento prevale nel tuo modo di percepire la canzone?
Il sentimento che domina “Amore neve” penso sia quello della speranza: quello che desidero nella canzone è che l’amore non si dissolva come la neve; c’è, inoltre, la componente della paura che il sentimento finisca; la paura è un’emozione che spesso va di pari passo con la speranza.
Hai voluto richiamare delle atmosfere anni ’60, con un pizzico di elettronica contemporanea, che ha prodotto un brano etereo e senza tempo. L’effetto è casuale o l’hai ricercato?
Arrangiare la canzone con sonorità elettroniche me lo ero prefissato, e con Simone D’Avenia abbiamo trovato questa strada per il singolo. All’interno dell’album, che uscirà il prossimo 17 ottobre ci saranno alcuni brani arrangiati in questo stesso modo e altri più acustici.
Protagonisti del video sono due donne e due cervi, che si sfiorano, si sfidano e si accolgono in un continuo scambio di ruoli e tensioni. Mi ha fatto pensare alle mille sfaccettature di noi stessi che talvolta ci accettiamo e, molto più spesso, non riusciamo ad amarci come dovremmo. È una possibile interpretazione?
Assolutamente sì, si può anche riferire a noi stessi, è molta bella come interpretazione e probabilmente il dualismo che domina la canzone può portare anche a questa interpretazione.
Il video è molto evocativo e tutt’altro che didascalico, quindi ci sta che le due donne siano la stessa persona.
Il video è, in parte, girato in Giappone. Che rapporto hai con questo paese e con la sua cultura, dato che mi è sembrato di cogliere una simbologia importante nelle immagini?
A novembre ho fatto un tour di dieci giorni in Giappone e lì ho visto l’immagine di questa ragazza vestita con abiti della tradizione giapponese e questa maschera e da lì è nata l’idea di inserire il personaggio femminile all’interno del video e poi ci sono i cervi del Parco di Nara. Sono riprese che ho fatto interamente con un iPhone 15 Pro e poi sono diventate parte del videoclip.
“Amore Neve” è il preludio di un nuovo album. Ti va di svelarci qualcosa?
Quello che hai detto poco fa è un qualcosa che ha a che fare sicuramente con l’album, perché l’album, come si capisce già dal titolo è incentrato sul dualismo che abbiamo con noi stessi.
È frutto di un percorso introspettivo che poi ha portato alla musica, dalle sonorità particolari per la musica italiana, come si sente in “Amore Neve”, dove una melodia molto cantabile è stata messa a contrasto con musiche elettroniche.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)