Home Live Report AUTORITRATTO TOUR, Renato Zero: report e foto della terza serata romana

AUTORITRATTO TOUR, Renato Zero: report e foto della terza serata romana

by Serena Di Mambro
0 Renato Zero Palazzo dello sport COPERTINA

Prosegue con successo AUTORITRATTO TOUR – CONCERTI EVENTO (prodotto da Tattica) di Renato Zero, registrando, come ampiamente prevedibile, il tutto esaurito in più date.

I 14 CONCERTI-EVENTO sono l’occasione perfetta per ascoltare dal vivo, accanto a canzoni che hanno segnato l’ultracinquantennale carriera musicale di Renato Zerobrani contenuti nell’ultimo album AUTORITRATTO, pubblicato lo scorso dicembre per Tattica e subito balzato ai vertici delle classifiche FIMI/GfK: 13 tracce guidate dalle sue visioni uniche e dalla straordinaria abilità di raccontare e raccontarsi attraverso la propria arte.

Zero, che ha ideato, scritto e diretto lo spettacolo, è affiancato on stage da una superband composta da 11 musicisti (Danilo Madonia – direzione musicale, tastiere e pianoforte; Lorenzo Poli – basso; Lele Melotti – batteria; Bruno Giordana – tastiere e sax; Rosario Jermano – percussioni; Giorgio Cocilovo – chitarre; Fabrizio Leo – chitarre; Stefano Bergamaschi – tromba; Emanuele Feliciani – tromba; Elisabetta Mattei – trombone; Fabio Tullio – sax), un coro a 10 voci e dall’orchestra Piemme Project coordinata dal primo violino Prisca Amori; gli arrangiamenti sono a cura del  Alterisio Paoletti edel M° Adriano Pennino.
A sublimare le performance di Renato Zero, autentico catalizzatore di energia ed emozione, la scenografia a cura di Igor Ronchese e Gigi Maresca, il light design di Francesco De Cave e i coinvolgenti visual affidati alla direzione di Younuts! (Antonio Usbergo e Niccolò Celaia).

Arrivano a quota 8 le date di AUTORITRATTO TOUR al Palazzo dello Sport di Roma: 13 – 14 – 16 -17 -20 – 21 – 23 – 24 Marzo

Photogallery della terza data romana, a cura di Giusy Chiumenti
(Segue il live report)

Puntualissimi, alle 21:00, i primi ad entrare in scena sono i musicisti e  il coro. Irrompe poi Renato sul palco, di nero vestito, con tocchi piumati e l’immancabile copricapo a conferire quel tocco di eleganza in più, intonando: “Il ritorno”, un brano del 1993 tra i meno conosciuti, ma così tanto amato dai fan “sorcini”. “Io ritorno a voi, da quegli occhi sognanti che non dimentico mai”, canta Renato, salutando così il suo affezionato pubblico.

A “Come mi vorresti” è affidata la scelta del secondo brano in scaletta, pezzo meraviglioso dell’album “Cattura”, che scalda la platea, mentre sullo schermo scorrono le immagini di tutti i costumi indossati da Zero negli oltre 50 anni di carriera, le vere e proprie trasformazioni che lo hanno reso iconico: “Io sono io, il solito Renato!”

Si presenta senza trucco e senza inganno, oggi, il cantante romano. Sempre molto attento a trasmettere messaggi, che vadano al di là delle parole in musica, Renato saluta la sua Roma, rivolgendosi a lei come “una bella donna, scippata dai potenti, da quelli che cercano di possederla!”.

Tre ore di concerto, una scaletta studiata per presentare al suo pubblico alcune delle canzoni contenute nel suo ultimo lavoro discografico, AUTORITRATTO, quali per esempio “Eccoci qui”, “Così tenace”, “La ferita”, ma anche per riproporre ai più affezionati delle perle rare e più nascoste del suo repertorio.

E’ il caso di “Salvami!”, dall’album TRAPEZIO del ’76, ricordandoci, ancora una volta di quanto sia affezionato a questo brano; “Figli della guerra”, “La pace sia con te”, “Figaro”.
E ancora “I nuovi santi”, dall’album VOYEUR cui a far da sfondo in video, scorrono le immagini di cartelli le cui scritte riportano i nuovi “santi” del momento, puntando il dito, non troppo velatamente, ai nuovi “santi” idolatrati del giorno d’oggi…

Ospiti della serata: Tosca, con la quale duetta la meravigliosa “Inventi” e omaggia Gabriella Ferri sulle note di “Sempre” della straordinaria cantautrice romana ed il Maestro Alterisio Paoletti, che lo accompagna al piano emozionandoci con il brano “Mai più da soli”, tra i più recenti del repertorio di Renato.

Pochi lustrini, insomma, via le paillettes, o quasi, meno effetti spettacolari, a voler farci concentrare sulle parole, sulla sua magistrale interpretazione e sulle musiche arrangiate in modo sublime dal M° Pennino e dal M° Paoletti.

Lo spettacolo ripercorre varie tappe della sua carriera: a Pino Insegno stavolta, in questo tour, viene consegnato questo compito, sotto forma di metaforico auto – avversario, venendo proiettato sullo schermo con un filtro piuttosto deformante. 

Affida, totalmente, al coro “Wuacciuwari”, composto da 10 elementi, l’unico medley dance dello spettacolo: Triangolo, Mi vendo, Morire qui, arrivano verso la fine della scaletta, e fa ballare l’intero palazzo dello sport, dal sorcino più giovane a quello più ‘vintage’.
Opinabile questa scelta, ci sia consentito. Come anche il fatto che Renato Zero decida di togliere in questo tour i suoi pezzi più celebri, anche quelli più amati, per dare spazio come già detto, ai suoi lavori più nascosti, ricercati – oltre che recenti.

E’ da dire che il Maestro Fiacchini sul palco non si risparmia, né sotto il profilo artistico, né tantomeno umano: è un interprete eccezionale, ride e scherza col pubblico, è alla ricerca continua di creare empatia con la sua gente, si emoziona e fa emozionare. Impeccabile.

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