“Fino a quando il cielo esiste, non è l’apocalisse“. Sono due settimane che ripeto queste parole come un mantra e le canticchio nella mia testa per farmi forza. Sono giorni complicati di un periodo altrettanto complicato, eppure MOX (Marco Santoro all’anagrafe) e la sua “Fino a quando il cielo esiste“, nuovo singolo in duetto con Fulminacci, hanno portato una ventata di freschezza e soprattutto speranza.
Il brano, come ci racconta il cantautore romano, è nato sei anni prima, ma le sue parole sono ancora estremamente attuali. Continuate a leggere l’intervista a MOX per saperne di più!

Ciao Marco! Raccontaci la storia dietro al singolo “Fino a quando il cielo esiste” e la tua collaborazione con Fulminacci. Perchè hai scelto proprio lui per accompagnarti in questo progetto?
“In realtà è stato lui a scegliere me. “Fino a quando il cielo esiste” è un brano che avevo scritto con la mia vecchia band sei anni fa. Quest’estate la stavo registrando in studio e quando Filippo (Fulminacci) l’ha sentita, gli è subito venuto in mente un nuovo ritornello. Me l’ha proposto, io l’ho ascoltato e ho deciso immediatamente che sarebbe stato quello definitivo. Funzionava molto bene e soprattutto una nuova ritmica ed una nuova cadenza alla canzone, perciò sono molto felice che mi avvia fatto questa proposta e che alla fine questo sia il risultato”.
E come nasce, invece, l’idea del video ufficiale del brano (girato a Milano ndr)?
“L’idea è nata ai registi del videoclip, penso probabilmente che si siano rifatti al verso della canzone che dice: “E guardavo nuove costruzioni, immaginavo nuove direzioni”. Si sono immaginati due vecchietti che sono soliti guardare i cantieri e curiosare. Abbiamo girato in una Milano a tratti post-apocalittica, che già di per sé è molto particolare da vedere, e devo dire che mi è piaciuto molto provare l’ebbrezza del vedermi invecchiato“.
Cosa ispira MOX nella vita di tutti i giorni quando si tratta di scrivere un testo o comporre una melodia?
“Non c’è una formula fissa. Spesso e volentieri, mi segno sul cellullare delle parole, dei versi o delle frasi che mi colpiscono. Le conservo per poi rileggerle quando ho bisogno di una vera e propria ispirazione testuale. Devo ammettere però che la maggior parte delle volte l’ispirazione che mi porta a creare un brano parte dalla musica o da un giro di accordi, che di conseguenza ti sugggerisce qualche parola. Mi lascio trasportare dalle emozioni che un dato accordo o una data melodia possono trasmettermi“.
Rispetto alla tua precedente fatica, “Figurati l’amore” (2018), che aveva come tema centrale il concetto di amore in tutte le sue sfumature, pensi di esplorare un’altra dimensione dell’essere umano con il tuo prossimo disco?
“Ci sto lavorando in maniera naturale ed inevitabile. Canto, suono e scrivo per natura, pertanto sarebbe impossibile non pensarci o non avere nei piano un nuovo progetto discografico. Ho diversi provini da approfondire e sui quali vorrei lavorare in questi mesi e mi piacerebbe sicuramente esplorare nuove tematiche. Già con i due inediti, “Fino a quando il cielo esiste” e con quello che uscirà invece ad aprile, ho già iniziato ad addentrarmi in un altro territorio musicale e a sperimentare maggiormente. L’amore come elemento cardine tuttavia è stato fondamentale per quanto riguarda l’album precedente, mi ha permesso di arrivare fino a questo punto”.

Ad aprile uscirà un doppio 45 giri, che contiene due brani inediti e due brani rimasterizzati per l’occasione, in cui ti avvali della collaborazione di altri cantautori. C’è una ragione precisa dietro alla scelta di rilasciare un disco in questo formato? E come sono nate queste collaborazioni?
L’idea del 45 giri è nata da una battuta. A me piacciono tantissimo i vinili e “Figurati l’amore” non era stato ancora rilasciato in questo formato, perciò quando è nata questa opportunità, insieme a mio team ho deciso di coglierla subito. Per la prima volta in assoluto, proverò l’ebbrezza di sentire la mia musica appoggiando la tradizionale puntina sul giradischi, è un sogno che si realizza. Le collaborazioni invece sono nate in maniera naturale, grazie anche al prezioso aiuto della mia etichetta discografica, la Maciste Dischi, che è stata in grado di raggiungere tutti i musicisti con i quali desideravo collaborare. Essendo fan di tutti gli artisti che hanno preso parte alla realizzazione di questo progetto, per me questo è un grande traguardo e sono molto emozionato“.
Quando sarà finita questa emegenza sanitaria, è nei tuoi piano un tour in giro per la penisola?
“Per il momento chiaramente non abbiamo ancora fissato alcuna data, ci stiamo lavorando per un futuro non troppo lontano, si spera. Invito tutti i miei colleghi musicisti e tutti i lettori di questa intervista a rispettare il più possibile le istruzioni che ci vengono fornite giorno per giorno e a tenere duro.”

Redattrice web, milanese doc, scrivo e racconto la musica attraverso i miei occhi.