Moby Dick, Banco del Mutuo Soccorso a Mal Di Testi

di Dafne D'Angelo

Gli anni ’70 e il Rock

Siamo negli anni ’70, in pieno rock progressive.  Epoca perfetta per un gruppo musicale iconico come il  Banco del Mutuo Soccorso. Il frontman della band si presentava  con un look fuori da ogni canone da rockstar. Il  talento e la voce impareggiabile abbattevano qualsiasi muro, così come la sensibilità che aveva ancora valore e peso specifico (dell’anima).   Il Banco del Mutuo Soccorso, ancora oggi in vita con una nuova line-up,  è un progetto unico nel proprio genere sia per l’originalità della proposta che per il contesto in cui si colloca. Considerando che si tratta di un progetto interamente italiano possiamo infatti spalancare la bocca in un grande, immenso : wow. 
L’eleganza del sound, unita a testi che oscillano tra l’ancestrale e il futuristico, ci fa davvero pensare che il Banco del Mutuo Soccorso possa essere un gruppo ancora importante che possa abbracciare anche il pubblico più giovane.
Fatta questa dovuta premessa possiamo ora inoltrarci nel vivo di uno dei testi più affascinanti del gruppo: “Moby Dick”.

L’analisi del testo di Moby Dick

Grande Moby Dick, dove saranno tutti gli amanti che hai
Dolce Moby Dick, nessuno ti ha baciata mai.
Grande Moby Dick, regina madre segui le stelle che sai
Non fidarti della croce del sud, la caccia non finisce mai.

Chi è Moby Dick? Chi si nasconde dietro l’enorme cetaceo decantato nel famoso libro di Herman Melville? Secondo il testo proposto dal Banco del Mutuo Soccorso siamo di fronte a una creatura misteriosa e gigantesca, quale è appunto la balena. Questa creatura è però danzante, viva, capace quindi di leggerezza.

E danzerai sopra una stella marina
E danzerai colpendo al cuore la luna
Chi impazzì dietro a te non tornò mai più.
La sorte corre nella tua scia colpo di coda e vola via.
E danzerai sopra una stella marina
E danzerai colpendo al cuore la luna
Moby Dick, bada a te se t’innamorerai.
E vola via colpendo al cuore la luna
Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più.

Creatura maestosa e mitologica. Infinitamente sola nelle sue rotte. Qualche fugace incontro nei fondali dell’oceano. “Colpo di coda e vola via”, recita il testo. Ma può una balena volare? A causa della sua stazza, così come il colibrì, di certo non potrebbe, ma siccome non lo sa, vola lo stesso. Un enorme uccello d’acqua, questa Moby Dick. Smuove nelle acque anche quando nessuno la vede. Non sa cos’è un bacio e non può fidasi della croce del Sud.  In quella “caccia che non finisce mai” Moby Dick danza, avvalendosi di movenze leggiadre. E’ ballerina di se stessa. Ma torniamo alla domanda iniziale.

Chi è Moby  Dick, in fondo l’abbiamo capito. Lei dorme sicura, i cavalieri del Santo Graahl non la raggiungeranno mai. Esatto, avete indovinato. Si tratta della libertà. Colei che “vola via verso la terra promessa” è proprio lei. Capace di danzare sopra una stella marina, in quella che è una poesia di rara bellezza.

“Chi impazzì dietro te, non tornò mai più” ripete il testo.

E non vi è più bisogno di aggiungere altro.

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