Guappecartò : il palco ci manca tantissimo – Videointervista-

di InsideMusic

Nella nostra video intervista abbiamo, come si suol dire, superato mari e monti per incontrare Claudio Del Vecchio, fisarmonicista dei Guappecartò, un quintetto strumentale italo francese conosciuto e apprezzato in tutta Europa, che nel 2020 ha presentato al pubblico italiano
l’ultimo album Sambol – Amore Migrante.

Lo scorso 26 novembre è stato pubblicato il live video di Sorgen dei Guappecartò, registrato nel prestigioso teatro Cafè De La Danse di Parigi che, per l’occasione, aveva registrato il sold out. A proposito di quell’indimenticabile concerto il Dottor Zingarone, questo il soprannome di Claudio nella band, ci ha detto:

Sentiamo tanta nostalgia: il palco ci manca tantissimo, ci manca l’affetto delle persone; anche se nel video magari non si vede tanto il pubblico, ci ha rimandato a dei ricordi bellissimi di quella serata che avevamo preparato con più due anni di lavoro per l’album e poi tre mesi per lo spettacolo; eravamo veramente emozionati come se fosse la prima volta e non sono mancate forti emozioni anche sul palco. Il grande affetto del pubblico ci ha ripagato del duro lavoro. In un periodo in cui non si può più salire su un palco provoca emozioni davvero forti.

Ma come mai i Guappecartò hanno scelto la Francia come loro patria di elezione?

Siamo arrivati in Francia per caso. Facevamo le prove per strada e mettevamo il cappello; abbiamo visto subito che il cappello si riempiva e trasformavamo il guadagno in benzina e biglietti per poter partire…. questa è stata la nostra prima esperienza e così abbiamo deciso di mollare tutto per suonare. La strada era un palco accessibile un po’ ovunque e viaggiando siamo arrivati a Parigi. Eravamo affascinati dalla quantità di concerti che Parigi offriva rispetto a Perugia, e quindi abbiamo deciso di rimanere.

Tra le altre cose è stato interessante capire come se la passano i musicisti in Francia in questo periodo e abbiamo scoperto che il sistema francese supporta maggiormente i lavoratori dello spettacolo.

La Francia ha un sistema sociale molto più forte rispetto a quello italiano, soprattutto per la cultura, che in questo periodo fa la differenza. La Francia è un caso al mondo unico: se tu dimostri di lavorare all’interno del mondo culturale per un tot di ore ti viene riconosciuto lo status di intermittente dello spettacolo, una sorta di disoccupazione. È un sistema che funziona molto meglio e in un certo senso ti stipendia mensilmente affinché tu possa fare il tuo lavoro culturale, che non è solo quello del musicista, ma può essere il tecnico o quello che fa le luci; tutto ciò che gravità intorno alla cultura insomma… e in più ci sono molti finanziamenti per gli spettacoli quindi c’è tutto un giro che manca in Italia ma anche in Europa o nel mondo.  È un sistema che andrebbe copiato e incollato perché, soprattutto in una situazione del genere, fa la differenza. In Italia penso che i gruppi, durante questo periodo, stiano faticando molto, così come molte persone che gravitano attorno al mondo dello spettacolo; in Francia ci tengono comunque in vita nonostante non possiamo fare concerti.

Se avete voglia di viaggiare con noi attraverso la musica, l’intervista integrale al Dottor Zingarone la trovate qui sotto…. Buona visione!

A cura di Alessia Andreon

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