Home Interviste Aiello: “Ho smesso di voler controllare tutto”. Dentro Scorpione, il disco della rinascita

Aiello: “Ho smesso di voler controllare tutto”. Dentro Scorpione, il disco della rinascita

by Paola Pagni
AIELLO 6400 foto di Sara Ferraris

Ci sono dischi che nascono per necessità. Scorpione, il nuovo album di Aiello, è esattamente questo: un lavoro che arriva dopo anni di cambiamenti profondi, terapia, pause, nuovi inizi e una riconciliazione con le proprie ombre. Un disco che mescola R&B contemporaneo e cantautorato italiano, vulnerabilità e leggerezza, malinconia e gratitudine.

Durante la nostra chiacchierata, Aiello si racconta senza filtri: dall’astrologia al bisogno di lasciare andare il controllo, passando per Sanremo, la psicoterapia e il ritorno all’entusiasmo per la musica. Il risultato è una conversazione spontanea, sincera, piena di momenti autentici. Proprio come il suo nuovo album.


“Vivo da sempre il conflitto tra il Leone e lo Scorpione”

Io parto subito da una cosa fondamentale perché ovviamente già il nome dell’album… Scorpione. E anche il fatto che io sono appassionata di astrologia come te. Tu sei Leone ascendente Scorpione, giusto?

“Con luna in Scorpione.”

Ah pure. Leone, Scorpione, Scorpione. Quanto influisce questa cosa nella tua vita artistica? Perché lo Scorpione è uno dei segni più intensi dello zodiaco, diciamo così.

“Io vivo questo conflitto da sempre, di cui però ho preso consapevolezza ultimamente. Ecco perché poi ho fatto questo viaggio e ho scelto di chiamarlo Scorpione.

Io vivo questo conflitto fra il Leone, che è ‘luce, guardatemi tutti’, e lo Scorpione che invece è ‘non guardatemi per favore, non sono abbastanza, non sono capace’.

Quindi per la prima volta, negli ultimi due anni, ho proprio deciso di abbracciare l’aspetto più ombroso, il dark che c’è in ognuno di noi. Nel mio caso a volte viene proprio dallo Scorpione. L’ho accettato, l’ho accolto, l’ho abbracciato e alla fine gli ho dedicato un disco.”

Hai fatto benissimo.

“Eh sì, a una certa è inutile che vai contro natura. Accettati, allora puoi riprendere il viaggio.”

Esatto.


“La psicoterapia mi ha permesso di sciogliere tanti nodi”

Questo disco parla di un viaggio che è durato più o meno quattro anni. Ti vedi diverso rispetto a quando hai iniziato questo percorso?

“Sì, assolutamente sì. Tre anni e mezzo fa — come mi rendo conto hanno iniziato a fare tantissime persone, artisti e non — ho iniziato un percorso di psicoterapia che mi ha permesso di sciogliere una serie di nodi e di abbandonare una serie di stanze che avevo abitato per un po’ di tempo.

Piano piano ho fatto delle evoluzioni, una crescita. Fino a due anni fa, quando ho fatto proprio una serie di scelte: cambi di città, di team… e quindi mi sono trovato a fare incontri nuovi, collaborazioni nuove e ad avere voglia di raccontare una luce nuova, un’energia nuova ritrovata.

Io poi sono un entusiasta per natura e devo dire che si era un po’ appannato l’entusiasmo rispetto alla musica. Perché poi siamo tutti soggetti a degli up and down nelle vite che conduciamo e anche nelle professioni che facciamo.

Quindi sì, ho fatto un percorso che ha rigenerato l’entusiasmo e che mi ha riempito di gratitudine. E quella gratitudine l’ho voluta tradurre con canzoni nuove, un disco nuovo e un tour che ci aspetta.”


“Mi sono regalato un disco”

A proposito di questo, in 1000 uragani scrivi proprio di aver ritrovato il piacere di fare musica. C’è stato un momento in cui hai capito che la musica era tornata davvero a risuonarti dentro?

“Sì, guarda, soprattutto nell’ultimo anno. Anche quando scrivevo ritrovavo proprio un piacere, una carica, una voglia.

Perché se non sei autenticamente nutrito da questo entusiasmo fai una grande fatica a fare un mestiere che comunque è pieno di performance, giudizi, numeri…

Se poi non ti stacchi da queste logiche e non ti regali della musica, fai una fatica doppia. Io infatti mi sono regalato un disco.

E non a caso è un disco pieno di R&B, che è la musica che ascolto io. Antonio la mattina si sveglia e ascolta R&B. Quindi volevo che fosse un disco che somigliasse alla musica che ascolto di più, ma anche alla mia versione più recente: più fresca, più leggera, più grata.

C’è la malinconia, c’è il dolore di alcune cose che sono superate… ma è pieno di nuovi inizi.”


“Riscoprirsi vulnerabili oggi è una chiave di svolta”

Una delle cose più forti del disco è il coraggio di raccontarti senza armatura. È stato difficile scegliere di essere vulnerabile?

“Sì. Io penso che in questo momento — tra social, dinamiche politiche internazionali e la vita che conduciamo — siamo tutti portati a dare sempre questa visione iper performante: sold out, numeri importanti, tutti invincibili, tutti eroi ed eroine.

Invece secondo me riscoprirsi vulnerabili e condividerlo senza avere troppa paura è una chiave di svolta importante per campare bene, per godersi la vita e anche il viaggio professionale.

Io sento di aver fatto dei passi importanti in questo senso. Non sento più il bisogno di mostrarmi super power, tipo ‘ti salverò io’. Paola (sì, dice a me ndr) si salva da sola, se vuole salvarsi. Io semmai posso stare al tuo fianco e godermi il momento.

Non mi carico più di pesi gratuiti.”

E quando inevitabilmente ricadi in quelle logiche?

“Quando cado in quei pensieri tipo ‘speriamo che piaccia, speriamo che applaudano’, dopo poco stacco subito. Lascio andare e dico: io do il meglio che posso, dopodiché pazienza. Non posso governare e pretendere nulla di più.”

D’altronde su quello che non si può controllare non puoi fare altro che lasciarlo andare.

“Esatto. E io in passato tendevo tantissimo a controllare tutto o ad avere aspettative molto precise. Sto esercitandomi a non farlo più.”


“Con Leo ho riscritto il mio rapporto con Sanremo”

Nel disco ci sono featuring molto interessanti: Levante, Leo Gassmann, Antonia… come li hai scelti?

“Guarda, io faccio sempre delle scelte puramente artistiche. Mai numeriche.

Levante la volevo perché mi piace la sua voce, perché ci siamo ritrovati più volte e abbiamo scoperto di avere tanti punti in comune.

Leo invece è stato un momento artistico molto importante. Quello che abbiamo vissuto insieme a Sanremo mi ha permesso di ritornare su un palco a cui legavo ancora sensazioni intense, a volte neanche troppo belle.

Lui mi ha permesso proprio di riscrivere completamente la mia pagina artistica e umana su quel palco. Io me lo sono goduto tantissimo. E io, che mi giudico sempre e non mi piaccio mai, lì mi sono rivisto e ho detto: ‘Che cosa bella che abbiamo fatto’.

Poi la gente ha avuto un apprezzamento incredibile, quindi sono grato a quel palco e a Leo.”

E Antonia?

“Secondo me è una delle voci R&B più belle che abbiamo in Italia. È chiaramente una ragazza che farà cose bellissime e io volevo essere tra i primi a collaborare con lei. Fiammiferi con la sua voce è venuta veramente figa.”


“Volevo far incontrare Frank Ocean e Pino Daniele”

Nel disco convivono Frank Ocean, Mina, Pino Daniele, Battisti… era quello l’obiettivo?

“Sì, assolutamente. Io volevo far incontrare l’R&B contemporaneo che ascolto tutti i giorni con il cantautorato italiano senza tempo.

Pino Daniele, Mina, Lucio Dalla, Battisti, Rino Gaetano fanno parte della nostra cultura e io sono super fan. L’R&B invece è la musica che ascolto di più da quando avevo sedici anni.

Quindi questa unione è stata molto naturale.”


“È arrivato il momento di spaccare un po’”

Ci hai parlato del tour: come ti stai preparando?

“Fisicamente con una buona alimentazione e allenandomi ogni giorno. Mentalmente invece sto preparando tutta l’estetica che ho già in mente.

Tra estate e autunno ci saranno diverse date e non vedo l’ora perché sono tre anni che non sono in giro. È arrivato il momento di spaccare un po’.”

Aiello porterà Scorpione live durante l’estate con una serie di festival e appuntamenti in aggiornamento, prima del tour nei club previsto per novembre.

Le date già annunciate sono:

  • 5 novembre 2026 – Padova, Hall (data zero)
  • 6 novembre 2026 – Venaria Reale (TO), Teatro Concordia
  • 8 novembre 2026 – Bologna, Estragon
  • 11 novembre 2026 – Firenze, Teatro Cartiere Carrara
  • 13 novembre 2026 – Roma, Atlantico
  • 16 novembre 2026 – Napoli, Casa della Musica
  • 19 novembre 2026 – Milano, Fabrique

Con Scorpione, Aiello sembra aver trovato un equilibrio nuovo: meno controllo, meno sovrastrutture, più verità. E forse è proprio questa la forza del disco. Non la perfezione, ma la sincerità con cui sceglie di mostrarsi fragile, umano e finalmente in pace con le proprie ombre.

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