Il giovane artista indie-rock STILL CHARLES tornacon il nuovo EP “ANCORACARLO” (Universal Music Italia/EMI Records).
Un progetto composto da sei tracce, in cui Still Charles si addentra con delicatezza e intensità nelle pieghe di emozioni complesse, dove ironia e malinconia si intrecciano per raccontare una generazione sospesa tra voglia di leggerezza e senso di smarrimento.
Un viaggio tra sonorità indie rock e influenze pop, un’esplorazione emotiva che oscilla tra energia e malinconia ed incarna il concetto di resilienza in musica. Il progetto prende forma come un invito a superare i fallimenti, ad accettare le cadute e ad abbracciare la forza di rialzarsi, ancora, ancora e ancora. “ANCORACARLO” non è solo un titolo, ma un mantra esistenziale, una promessa a sé stessi di non mollare mai. I brani si distinguono per testi scritti di getto, istintivi e viscerali, capaci di restituire immagini vivide ed emozioni sincere. Ogni parola è un frammento d’anima, ogni nota una tappa del percorso interiore dell’artista. Il mood dell’EP mescola slanci vitali e introspezione, creando un equilibrio potente tra melodie coinvolgenti e una narrazione personale che riesce a coinvolgere e toccare chi ascolta.
Intervista a Still Charles
- Ciao Still Charles! Quando ti sei avvicinato alla musica per la prima volta?
Ciao! Mi sono avvicinato alla musica per la prima volta da bambino, ho suonato il pianoforte per 10 anni fino alla fine del liceo, per poi iniziare da autodidatta a strimpellare la chitarra e scrivere canzoni intorno ai 19-20 anni.
- Com’è il tuo processo creativo? Parti dalla musica, dalle parole o da un’immagine mentale?
Il mio processo creativo parte spesso da uno stato d’animo o comunque da un’emozione che provo in quel preciso momento e mi faccio influenzare da quello che vedo e provo in un determinato periodo della mia vita. Tutto ciò parte dalla musica, che mi porta l’ispirazione a scrivere un determinato tipo di testo, ma utilizzo anche un’immagine mentale, ovvero, immaginare una situazione che sto vivendo o che vivrò a breve. A volte inizio anche dalle parole stesse, se ne ho alcune in particolare che voglio assolutamente mettere in musica, ma questo metodo è più raro, è più facile che io parta da un’emozione o uno stato d’animo.
- Venerdì 4 luglio è uscito il tuo nuovo ep “ANCORACARLO”. Il titolo sembra molto chiaro e diretto, in questo progetto hai voluto esprimere la volontà di ritrovare te stesso o volevi ribadire che la tua identità non è mai andata via?
Sì, il titolo è molto introspettivo, per me “ANCORACARLO” è un po’ un motto che utilizzo con me stesso per incoraggiarmi e, essendo un EP molto personale, parlo di cose che mi sono successe negli ultimi anni, sia positive che negative. “ANCORACARLO” ha dentro di se la volontà di ribadire la mia identità, che penso sia importante nella musica. Mettere del proprio è fondamentale e credo di averlo fatto molto in questo EP, di più rispetto ad altri lavori passati.
- I brani dell’EP sono molto energici ma lasciano trasparire comunque della malinconia. Rappresentano qualcosa che hai vissuto in prima persona? Cosa vuoi trasmettere a chi ti ascolta?
Sì, i brani dell’EP sono molto energici anche se hanno questo alone di malinconia perché rappresentano un po’ il modo in cui vivo la vita in realtà. Cerco di viverla sempre al massimo, ma non sono pochi i momenti di malinconia che affronto, ho sempre avuto questo dualismo di vivermi tutto il più possibile ma allo stesso tempo, a volte, farmi assalire dalla malinconia. Malinconia che non per forza è sempre negativa ma accompagnata da un ricordo che mi fa pensare: “Wow, forse in quel periodo stavo davvero bene e non me stavo accorgendo” ed è questo che prevale nell’EP, la consapevolezza di alcuni momenti della mia vita che, essendo passato del tempo, ora riesco a vedere in maniera più chiara. A chi ascolta voglio trasmettere un mix di emozioni, ognuno in questi brani può sentire quello che vuole anche non essendone particolarmente coinvolto.
- C’è un brano dell’EP a cui ti senti particolarmente legato? Perché?
Il brano a cui sono più legato in questo EP è senza dubbio “Anfield” perché rappresenta perfettamente l’idea di canzone che volevo portare in questo lavoro, ovvero una canzone scritta veramente di getto, che parla di situazioni che ho realmente vissuto da una prospettiva “dall’alto”. Riascoltando la canzone e analizzando un po’ il testo, prendo consapevolezza di certe cose che ho scritto in maniera matura. Ogni parola che dico, ogni frase, e ogni immagine che descrivo per me è vivida e me la ricordo come se fosse ora. Per me “Anfield” è speciale perché si collega al primo brano che ho scritto che s’intitola “Wembley” (che è presente su Spotify), “Anfield” è un po’ il continuo di “Wembley” ma quattro anni dopo, in “Anfield” canto al passato quello che in “Wembley” cantavo al presente, quindi, per me è un altro motivo per cui questo brano è speciale.
- Pensi che “ANCORACARLO” sia il lavoro che più ti rappresenta fino ad ora? Come mai?
Non so se “ANCORACARLO” è il lavoro che più mi rappresenta finora, sicuramente è il lavoro in cui più ho inserito il mio stile e la mia visione della musica, ma in generale del progetto a 360 gradi. Ogni canzone l’ho voluta fortemente, ho scritto anche in passato molte altre cose che mi rappresentavano, ma in questo EP sicuramente emerge una visione artistica più delineata.
- Nell’EP vediamo una collaborazione con Mazzariello in un brano veramente profondo ed emotivo. Come è nata l’idea di collaborare con lui? Cosa vi ha unito artisticamente?
Con Mazzariello mi sono trovato attraverso la stima reciproca dei nostri rispettivi progetti e per il nostro modo di scrivere simile e molto intimo. Ci siamo beccati in studio una volta e abbiamo scritto questo pezzo che ci è piaciuto fin da subito e, vedendo i nostri stili molto compatibili, abbiamo deciso di inserirlo nell’EP.
- C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare in futuro?
Ci sono molti artisti con cui mi piacerebbe collaborare. Ultimamente sto ascoltando Tredici Pietro, il suo ultimo album mi è piaciuto molto e mi piacerebbe sicuramente collaborare con lui in futuro.
- Dove ti vedi tra cinque anni, sia come artista che come persona? Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Come mi vedo tra cinque anni? Sicuramente il sogno nel cassetto è quello di continuare a fare musica, vivere di musica, arrivare a più gente possibile e vivere serenamente quello che già sto vivendo adesso, in maniera consapevole, sperando di essermi tolto qualche soddisfazione in più.
