È in radio e in digitale “NUVOLA”, il nuovo singolo dell’architetto e musicista milanese LORENZO PALMERI estratto da “4 (CREDITI COSMICI DANCE FLOOR)”, il suo ultimo album disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download.
Il brano parla della speranza e della volontà che ogni individuo ha di cercare se stesso, di riconoscersi, di lottare, di sbagliare e di ricominciare.
Nuvola ha anche un video, lacu sfida, come ci spiega l’artista stesso, consiste nella sua apparente semplicità:
Idealmente questo video potrebbe essere stato girato in qualsiasi posto in cui il cielo e la natura riescano ad incontrarsi così felicemente. Tecnicamente abbiamo un unico punto di vista e un piano sequenza ininterrotto, simile a quello del cielo, che sembra immobile e, invece, non è mai lo stesso. La sorpresa arriva grazie alla tecnica del “rotoscoping”: l’immagine viene scomposta e il risultato è un gioco di contrasto tra la semplicità della ripresa (una sorta di selfie realizzato con il cellulare) e la complessità della grafica, che rimarca il concetto espresso nel brano: “Ci sono strade che non riusciamo neanche ad immaginare”».
Abbiamo scambiato qualche battuta proprio con Lorenzo Palmeri, che ci ha descritto la sua Nuvola e l’album a cui il singolo appartiene.
Intervista a Lorenzo Palmeri
Partiamo da “4 (CREDITI COSMICI DANCE FLOOR)”: possiamo definirlo un concept album? Qual è quindi il suo filo conduttore?
Direi la diversità degli episodi. Mi piace che un mio album sia una sorta di ritratto della nostra vita che non è certo fatta di esperienze tutte uguali. Faccio fatica a capire gli artisti che compongono dischi di canzoni tutte sullo stesso modo, inseguendo un’idea di “coerenza” artefatta. Inoltre, mi piace pensare alla musica come a un nutrimento. A seconda dei momenti si può aver bisogno di energia o di calma. Mi interessa che ci siano più ingredienti sul tavolo.
“Nuvola” è il singolo estratto dal tuo album. Una nuvola può esser leggera oppure carica di pioggia: quella del brano com’è? A cosa è riferita?
“Nuvola” si riferisce alla ricerca della propria forma e della propria misura. Il tono della canzone rimanda all’ipotesi di riuscire a farlo con una certa lievità.
“Nuvola” evoca atmosfere sonore molto particolari: dove ricerchi questi suoni e da cosa hai preso ispirazione?
Nuvola è in effetti nata da un suono. Come spesso capita, inventato e “costruito” da me a partire da un campione della mia voce, che attraverso vari passaggi e filtri diventa un suono altro, per me interessante.
Il video di “Nuvola” è frutto in qualche modo anche delle tue conoscenze di design?
Credo che il mio approccio sia sempre lo stesso. Ho una forte idea del servizio ma amo inserire nei miei progetti una certa dose di sorpresa. Tuttavia, l’idea dello “shock” visivo sul ritornello è di “altri luoghi comuni” che ha diretto il video e ben capito la mia propensione.
Tu sei definito come architetto musicista: quale di queste due anime si è rivelata prima? Una delle due prevale rispetto all’altra?
La musica è arrivata prima, per istinto, come un richiamo. Da subito cantando nella mia testa, poi suonando una tastiera apparsa misteriosamente in casa e poi studiando pianoforte e composizione. L’architettura è arrivata più tardi per processi e vie completamente diverse direi. Più culturali che d’istinto.
A seconda dei momenti una prevale sull’altra, ma genericamente cerco di tenere i diversi mondi in un equilibrio, a volte precario, che mi stimola e diverte.
In cosa architettura e musica si somigliano?
In tantissime cose, persino nei termini, “struttura”, “composizione”, “ritmo”, “vuoto e pieno”. Già Goethe diceva che l’architettura è musica congelata.

Sono una toscana semplice : un po’ d’arte, vino buono & rock ‘n roll.
“Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”
(Frida Khalo)