Home Interviste I DESIDERI raccontano la loro rinascita nell’album “Oltre il buio” – INTERVISTA

I DESIDERI raccontano la loro rinascita nell’album “Oltre il buio” – INTERVISTA

by Alessia Andreon
I Desideri Assieme 3399 LucrezioCatapano

Dopo cinque anni, I DESIDERI, duo formato dai fratelli Giuliano e Salvatore, sono tornati con un nuovo album dal titolo “Oltre il buio”.  

Una fratellanza, quella de I DESIDERI, vissuta fianco a fianco, nella vita artistica e in quella di ogni giorno, compresi i momenti di buio; per questo, il loro nuovo progetto va ben oltre la musica: un vero e proprio incoraggiamento per chi si trova in difficoltà, per chi ha scelto l’amore per sé stesso e per chi, ogni giorno, sceglie di rialzarsi.

“Oltre il buio”, come ci hanno raccontato nell’intervista che segue, rappresenta una rinascita, sia artistica che umana, dopo un lungo periodo di introspezione che li ha portati a ritrovare la luce, anche nella musica condivisa.

In questo nuovo album, i due artisti hanno scelto di raccontarsi e, per farlo, avevano bisogno di eliminare ogni sovrastruttura; il risutato è un lavoro senza filtri, che racconta il loro percorso, le ferite, i legami più profondi che li uniranno per sempre.

INTERVISTA
Ciao ragazzi, il titolo del vostro nuovo album esprime quello che avete attraversato negli ultimi anni. Come siete usciti dal buio?

Per noi il buio non è stato un periodo buio in senso drammatico, ma piuttosto un tempo di cambiamento, di transizione.

È stato quel momento in cui capisci che devi rimettere in discussione tutto, anche te stesso, per andare avanti.

Abbiamo vissuto un passaggio importante, che ci ha portato a maturare e a cambiare, sia come persone che come artisti. Scrivere questo disco è stato il modo per superare quel passato e far emergere una nuova versione di noi.

Proprio mentre lo costruivamo, ci siamo accorti che insieme stavamo facendo luce — ed è stato quello, in fondo, il nostro modo per andare oltre.

È stato anche un percorso di riscoperta di voi stessi che viene raccontato nel singolo “Assieme”; cosa avete capito sulla vostra amicizia?

In realtà non si tratta di amicizia, noi siamo fratelli, di sangue, prima di tutto, e poi anche artisticamente.

“Assieme” nasce proprio dal bisogno di raccontare questa cosa: che abbiamo vissuto fianco a fianco, condividendo la vita e la musica, senza mai separarci davvero.

È un brano che ripercorre la nostra storia, con la volontà di fissarla nero su bianco, anche per chi ci ascolta.

È come se, per la prima volta, avessimo deciso di dedicarci una canzone. E farlo è stato importante, perché ci ha fatto capire quanto tutto quello che siamo oggi è figlio di quello che siamo stati, sempre e comunque insieme.

Già leggendo i titoli si capisce che è un lavoro che vi ha coinvolto dal lato umano. Vi va di raccontarci qualcosa di più, track by track?

Certo, ogni brano racconta un pezzo di questo viaggio, a volte nostro personale, a volte condiviso.

  1. Assieme – È il cuore pulsante del disco. La nostra storia vissuta spalla a spalla, senza filtri.
  2. Chiamami ora – Un brano più leggero, con delle vibrazioni positive che ci rappresentano. Ci ha fatto tornare a certe sensazioni che avevamo voglia di rivivere.
  3. Stupida – Parla del bisogno di stare vicino a chi si ama, nonostante i litigi e le incomprensioni.
  4. L’unica – È quel momento dopo una fine, quando ti resta addosso il vuoto. E lo affronti.
  5. Ma’ – Una dedica sincera a nostra madre, che è un punto fermo nella nostra vita.
  6. In tutte le lingue del mondo – Un inno all’amore in ogni sua forma, perché non esiste una lingua sola per dire “ti amo”.
  7. Lei – Racconta la storia di chi, dopo una caduta, trova la forza di rialzarsi e ripartire.
  8. Adrenalina – Parla di una relazione travolgente, che ti mette alla prova ma che non puoi lasciar andare.
  9. A cosa serve – Forse il più poetico. Parla del rischio di perdersi, e dell’importanza di non lasciarsi andare.
  10. Senz’ e te – Descrive il dolore crudo che resta dopo una rottura, quando manca il respiro.
  11. Semp cu te – Chiude il disco riportando tutto alla base: l’importanza di esserci, uno accanto all’altro, da sempre e per sempre.
In questo album siete tornati al duo puro, senza sovrastrutture: niente featuring, nessuna produzione esterna, nessun artificio. Una scelta in controtendenza, soprattutto guardando ai vostri trascorsi che vi hanno portato da subito a collaborare con nomi già affermati…. Vi siete sentiti un po’ fagocitati, forse?

Non diremmo fagocitati, ma sicuramente avevamo bisogno di fermarci e risentire la nostra voce.

Le collaborazioni ci piacciono e le abbiamo sempre cercate, ma stavolta era diverso. Avevamo tanto da raccontare e sapevamo che dovevamo farlo da soli, senza interferenze.

Questo disco è stato come riscrivere da zero la nostra storia. Non potevamo filtrarla. Non potevamo condividerla con altri, perché è nostra.

È stato giusto così: solo noi, senza artifici, senza sovrastrutture. Volevamo essere reali, anche a costo di essere imperfetti.

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