Canzoni con dei veri contenuti, disappunto e denuncia sociale, ritornelli al limite del tormentone, tutto condito da padronanza di palco e pubblico ormai consolidate da una lunga carriera; il concerto di Fabri Fibra al Tuscany Hall di Firenze ha messo in tavola (anzi sul palco) tutti gli ingredienti da cui il Rap ha avuto origine.
Una lezione che molti dovrebbero imparare, soprattutto chi fa di questo genere musicale solo una questione di apparenza e ostentazione di sé.
Fibra sa cosa dire, come farlo, e allo stesso tempo sa far saltare un club intero, dal dodicenne al cinquantenne, senza che nessuno sembri fuori posto.
Di solito si dice “la vecchia scuola”, perché è quella l’impostazione di chi “usava” questo genere per gridare un disagio al mondo (e non solo per parlare di privé, f**a e Lamborghini).
E questa è l’unica cosa di “vecchio” che si trova nella musica di Fabri Fibra. Si capisce specialmente durante il live, quando l’artista incrocia lo sguardo con la gente che ricambia urlandogli in faccia ogni singola parola dei suoi pezzi.
Adrenalina ed emozione alle stelle.
Il live di Fabri Fibra
Il concerto inizia alle 21.00 in punto, e dalla prima nota è già il delirio:
Intro (cielo), GoodFellas – Brutto Figlio Di – Sulla Giostra, Cronico, La pula bussò (Tradimento reloaded).
La temperatura all’interno del Tuscany Hall torna a quella dell’anticiclone che non ci ha dato tregua per tutta l’estate.
Dopo le coinvolgenti Fenomeno e Demo nello stereo, arriva Propaganda: pezzo che tiene banco da primavera e continuerà ad essere attuale per sempre.
Un po’ come Vip in Trip, che non manca infatti nella scaletta di questo tour, e che arriverà più tardi.
Sempre da Caos arriva la bellissima Stelle, di cui il pubblico non perde una strofa; poi un balzo indietro (ma anche in aria) con le sempreverdi Pamplona, Rap In Guerra / Applausi per Fibra. Rap In Vena / Non Crollo / Non Fare La P****na, Come Vasco e Bugiardo.
La scaletta alterna presente e passato come sulle montagne russe. Verso altri lidi, da un lontano 1999, è preceduta da Cocaine (2022), per poi riavvicinarsi ad oggi con Yoshi, Caos, Fotografia, Calipso.
La già citata Vip in Trip apre l’ultima parte dello show, che va avanti senza perdere terreno, con la stessa energia dall’inizio alla fine: sfilano La soluzione, Panico, Stavo pensando a te, Luna piena e Tranne te (senza dubbio la più trasversalmente conosciuta dell’artista)
Si chiude con una densa Dalla A Alla Z, in arrivo dal 2002, con cui Fabri ricorda quanto gli sembrasse un sogno la possibilità di cantarla ad un pubblico così vasto; cogliendo l’occasione per sottolineare quanto anche un grande talento, abbia bisogno di tenacia e desiderio, quello vero, per uscire allo scoperto.
Peccato solo che in un’ora e mezza, quasi spaccata al minuto, sia tutto finito.
Il Caos tour di Fabri Fibra, nella sua semplicità, è il vademecum essenziale per chi di questa corrente musicale vuole farne la propria base di partenza. Ma è anche una perla per chi non riconosce in questo genere la sua musica preferita.

Sono una toscana semplice : un po’ d’arte, vino buono & rock ‘n roll.
“Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”
(Frida Khalo)