Home Interviste BNB Music MMXX: il “Lockdown” ha fatto anche cose buone

BNB Music MMXX: il “Lockdown” ha fatto anche cose buone

by Paola Pagni

I BNB Music MMXX nascono nel 2017 capitanati dalla cantautrice torinese Luana Barnabà, già finalista nel 2018 di Fiat Music, e Gianluca Nardelotto, compositore/autore, chitarrista, attivo da anni nella scena musicale piemontese.

La band debutta live lo stesso anno con un repertorio di brani inediti cantautorali alternati da alcune cover di artisti italiani e internazionali. Il progetto si evolve e si consolida poi in versione elettrica nel 2020 con l’ingresso nella band prima del batterista Enrico Battaglino e successivamente del bassista Alberto Macerata.

Lockdown, che prende il nome dal primo singolo pubblicato lo scorso giugno, nasce a cavallo tra il 2020 e il 2021 in modo istintivo ed improvviso.

Dopo alcuni incontri, Gianluca Nardelotto e Luana Barnabà cominciano a lavorare ad una serie di pezzi, ancora allo stato embrionale, che avevano imbastito ciascuno per conto proprio.

I brani nascono in forma acustica e solo successivamente si arriva alla versione elettrica dell’album.

Abbiamo fatto una piacevole conversazione con Gianluca Nardelotto, chitarrista e fondatore della band, che ci ha spiegato da dove arriva la loro musica e soprattutto verso dove vuole andare.

Il video di “Lockdown”

Intervista ai BNB Music MMXX

Parto dalla domanda forse più banale: BNB Music MMXX da dove arriva questo nome?

In realtà la composizione del nome arriva da un ragionamento molto facile: B,N,B sono le iniziale dei cognomi dei fondatori della band, poi nel 2020 il progetto si è consolidato includendo anche altre persone: da qui MMXX per fissare l’anno in numeri romani

Quindi più che un nome è un promemoria!

(ridiamo) sì in effetti è un po’ così.

A proposito di promemoria, Lockdown: un titolo che si riferisce in primis al periodo in cui è stato prodotto l’album. Ha anche un altro significato?

L’album si chiama Lockdown perché il nostro progetto si è sviluppato tutto in quel periodo, però come si vede anche dalla nostra copertina, al centro si intravede una luce ed un quadrifoglio: alla fine pur partendo dal lockdown si va verso un futuro di speranza. Una sorta di viaggio verso la normalità. Ci sono anche brani più leggeri ed allegri infatti, non è un lavoro monotematico. Il lockdown è presente solo come inizio: poi si parla soprattutto di situazioni vissute, ma condivisibili, in cui più di una persona si potrà ritrovare.

Sonorità pop rock e testi da cantautorato: cosa vi ha portato in questa direzione?

Io sono il più rockettaro del gruppo mentre Luana è più la paroliera, quindi è stato un mix fortunato di ascolti musicali anche molto diversi. Enrico invece, il batterista, proviene più dal reggae, dallo ska, quindi ha seguito altri percorsi ancora: tutte queste sonorità differenti sono state poi incanalate in un’unica direzione.

È il momento giusto per fare rock in Italia adesso?

Sarebbe bello che fosse così (ridiamo). Noi comunque non abbiamo fatto un discorso a tavolino, queste sono semplicemente le realtà che ci contraddistinguono. Abbiamo pensato a fare qualcosa che ci piacesse, che ci divertisse.

Invece l’idea di far disegnare ad un fumettista la copertina dell’album come è venuta?

Paolo Mottura, il disegnatore,  è nostro amico di lunga data, con cui avevamo già collaborato in un progetto precedente, ed è anche un musicista: quindi siamo andati a colpo sicuro. In questa copertina lui è partito da una nostra foto e ci ha resi fumetti, infatti le quattro caricature presenti siamo proprio noi. Anzi lo devo ringraziare perché a me ha tolto anche qualche chiletto sulla pancia (ride, ovviamente)

Chissà che magari non ci sarà un futuro per questi quattro personaggi che si troveranno in altre situazioni, oltre il lockdown.

La tracklist dell’album segue un ordine definito?

Non c’è un ordine predefinito però in effetti quella sequenza assume un certo significato, diciamo che volendo è un po’ un crescendo verso la leggerezza.

Pensate già a portare live questo lavoro?

Sicuramente ci abbiamo pensato, infatti abbiamo già anche fatto dei live: il primo è stato proprio il 21 Settembre scorso per la festa della musica. Per noi è stato il primo concerto di fronte ad un pubblico, quindi è stato doppiamente bello ritrovare anche gli sguardi di chi era venuto a sentirci. Poi abbiamo partecipato al Mei e successivamente ad un altro paio di live;  da qui alla fine dell’anno poi  abbiamo altre 3/4 occasioni da finire di preparare.

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