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Frankie Lovecchio racchiude la sua carriera in Memories

by Alessia Andreon
MEMORIES copertina

È uscito il 20 giugno, “My Sweet Obsession”, il nuovo singolo di Frankie Lovecchio estratto dall’album Memories.

“My Sweet Obsession”, in pieno stile di Lovecchio, richiama atmosfere intime e sensuali che si sposano con la sua voce spiccatamente soul.

Il testo racconta di un amore caratterizzato da una forte complicità, come una “dolce ossessione”, ripreso anche nell’intrigante video, diretto da Andrea Centrella, con la partecipazione di Samantha De Grenet.

Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/A_F1ulhSKKQ

Memories è un progetto musicale composto da 14 brani tra editi e inediti, che mescolano sonorità soul, dance e jazz, con la maestria di chi si diverte a giocare sulle sfumature vocali che il mestiere gli permette di padroneggiare.

È un album che ripercorre, attraverso la musica, la vita e le tante esperienze vissute da Frankie in questi anni di carriera in band e come corista, al fianco di artisti nazionali ed internazionali, ma vuole anche essere un omaggio a due cari amici e colleghi scomparsi prematuramente: Fabio Sinigaglia e Claudia Arvati, che hanno partecipato attivamente all’album e sono stati al fianco di Lovecchio in tante sue avventure musicali.

In questi giorni Frankie Lovecchio sarà impegnato sui palchi di Gigi D’alessio e Achille Lauro e in molti altri show e festival in giro per l’Italia.

INTERVISTA
Ciao Frankie,
il tuo nuovo singolo parla di una dolce ossessione che, in questo caso, è un amore… ma possiamo estendere questo concetto anche alla musica?

Assolutamente sì, il concetto di ossessione riguarda anche la complicità, l’amicizia, le situazioni intriganti, come la storia che viene rappresentata nel video con Samantha De Grenet, dove giochiamo sulla complicità, come Diabolik ed Eva Kant.

Lei lavora come croupier in un casinò e io sono un artista; facciamo finta di non conoscerci, ma alla fine scappiamo insieme col bottino, quindi ci sono sia l’ingrediente del rischio che quello dell’amore.

Già nel titolo dell’album, Memories, è racchiusa l’essenza del progetto?

L’ album prende il nome da un brano composto da un mio carissimo amico, un fratello, che non c’è più, con il quale ho fondato più di 30 anni fa la mia band “Frankie & Canthina Band” che è il nostro gruppo di riferimento e  vanta collaborazioni anche con artisti internazionali come Kid Creole & the Coconuts, The Trammps, i Delegation.

C’è anche un altro brano, sempre scritto da un mio amico, Fabio Senigallia, che si intitola “Finally” che esprime il concept dell’album, scritto in parte da Ricky Baeley, leader e fondatore dei Delegation, un gruppo inglese degli anni ottanta che ebbe un grande successo con i brani come “You and I”.

Memories è una raccolta di brani già editi, in collaborazione con Papik, con qualche novità e inediti, come “Finally”, e alcune cover di artisti di riferimento per me, come “In the mood” dei The Whispers, gruppo americano degli anni 80/90 che ebbero grande successo con canzoni come “And the beat goes on” ed erano, tra l’altro, autori di un programma tv in America che ha imperversato per anni, in cui c’erano guest star come Stevie Wonder.

C’è, inoltre, una cover “Can’t Get Enough Of Your Love” di Berry White, fatta in chiave new jazz, sempre in collaborazione con Papik.

È un album di ricordi del passato, di esperienze, di tour, di amori: un progetto al quale abbiamo dedicato molto tempo e ricerca e sono molto contento che, dopo tanti anni, sia riuscito a pubblicare questo lavoro.

È anche un omaggio ad alcuni tuoi amici e colleghi scomparsi: Fabio Sinigaglia e Claudia Arvati, ai quali l’album è dedicato. In che modo hanno “influenzato” questo lavoro?

Sì, è dedicato, oltre che a Fabio Sinigaglia, a Claudia Arvati con la quale ho condiviso tante trasmissioni televisive, tanti tour, come Baglioni, Morandi, Gigi D’Alessio, Renato Zero, Giorgia.

Ultimamente aveva partecipato anche a The Voice Senior, nonostante stesse male, classificandosi seconda.

Sono veramente legato a loro e, per me, è stato istintiva questa dedica.

Entrambi fanno parte di questo progetto: Fabio con la composizione dei due brani che ha voluto fortemente fossero inseriti nell’album, e Claudia con i cori, come nel brano già edito “Morning Delight” e “Falling In Love”. In quest’ultima predomina la sua voce e io la sento in maniera particolare.

Molti di questi brani li ho cantati nel suo studio casalingo, quindi, sono ricordi importanti, per l’affetto e l’emozione che mi suscitano.

“Memories” ha un respiro internazionale, che riflette la tua formazione e carriera. È una sorta di raccolta delle tue esperienze di questi anni?

Il mio genere di riferimento è sempre stato il soul, funky, dance e, quindi, i miei punti di riferimento sono prevalentemente internazionali.

C’è soltanto un brano in italiano, “Quel tuo modo di fare”, che ho voluto inserire perché mi ricorda il periodo in cui facevo  parte della produzione dei fratelli Paul e Peter Micioni, dalla quale sono usciti nomi come Mike Francis, Amii Stewart e Marina Rei.

In quel periodo ci dedicavamo molto alle cover e, infatti, la parte finale di “Primavera” di Marina Rei, nel brano originale, non esiste: è stata creata da me in studio.

La nostra idea era quella di comporre delle canzoni italiane che potessero andar bene dal lato dance, però non era ancora il momento discografico adatto; siamo stati dei precursori dei tempi.

L’unico brano di quel periodo che ho voluto inserire è proprio quello, riadattato in chiave moderna, con una parte rap, e mi sono divertito molto a farlo.

Nella tua carriera hai avuto numerose collaborazioni con artisti di alto livello. C’è qualche aneddoto carino che ci vuoi raccontare di qualcuno di loro?

Ho un ricordo carino, se non altro dal punto di vista della soddisfazione personale: alcuni anni fa, con la mia band, spesso accompagnavamo artisti internazionali, appartenenti alla scena della dance e del funky. In una di queste occasioni abbiamo avuto l’onore di accompagnare i The Trammps in Italia, appena dopo aver ricevuto il Musical Awards per il quarantesimo anniversario del brano “Disco Inferno” inserito, insieme ai Bee Gees, come colonna sonora nel film “La febbre del sabato sera”.

Volevano rendersi conto di chi eravamo e se effettivamente potevano appoggiarsi a noi e quindi abbiamo fatto delle incisioni in studio, dove ho cantato alcuni dei loro brani e mia la soddisfazione è stata che mi abbiamo chiesto: ma tu sei black? 

Quando poi vennero a fare le prove prima di partecipare ad un’importante manifestazione, vicino a Rimini, dedicata alla musica anni 70/80 e giocarono a capire chi fosse il cantante con la voce black.

Ci siamo divertiti tantissimo in quei due giorni di prove e c’è stato anche un bello scambio reciproco: in alcuni brani ho anche cantato insieme a loro.

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