Home Approfondimenti “Virtual experience” con Piero Pelù: cronistoria del firmacopie digitale con l’artista fiorentino

“Virtual experience” con Piero Pelù: cronistoria del firmacopie digitale con l’artista fiorentino

by Dalila Giglio

C’erano una volta i firmacopie: quegli eventi in cui “masse” di persone, tendenzialmente munite di un “lasciapassare” fornito dalla location ospitante a seguito dall’acquisto del disco o del volume legato all’evento, accorrevano, festanti ed elettrizzati, al pensiero di incontrare di persona -e magari anche di stringere la mano o di abbracciare- i loro beniamini, portandosi a casa un autografo e una foto ricordo.

Adesso ci sono ancora, ma in forma digitale, che la configurazione che molte cose hanno assunto nell’ultimo anno; meglio di niente, almeno per chi, come me, appartiene a quella schiera di persone che, fra niente e piuttosto, optano per l’accontentarsi -naturalmente godendo- di quel che viene.

E quindi, lo scorso mercoledì, circa un anno dopo la data fissata per il firmacopie “in presenza”, mi sono apprestata a vivere il mio primo firmacopie virtuale, che mi avrebbe permesso di incontrare virtualmente Piero Pelù, di scattare una foto insieme a lui e di avere un suo autografo digitale.

Fortunatamente avevo conservato il pass della libreria nella quale si sarebbe dovuto tenere il firmacopie dell’ultimo lavoro discografico del cantautore fiorentino, “Pugili Fragili”, sicché ho potuto registrarmi alla “Virtual Experience” e scegliere una delle tre date disponibili per il mio incontro individuale con Piero Pelù, che prevedeva un saluto di gruppo a un orario prefissato e, successivamente, un momento individuale con l’artista della durata indicativa di un minuto.

Dopo un inizio un po’ incerto, con la connessione che non voleva saperne di funzionare, sono riuscita ad accedere al saluto di gruppo giusto in tempo per sentir dire a Piero che era necessario armarsi di pazienza poiché, nonostante il grande lavoro di tutte le persone che, per settimane, avevano preparato l’evento nei minimi dettagli, potevano esserci degli “intoppi” legati alla connessione e che, chi non fosse riuscito ad effettuare l’accesso all’incontro individuale, avrebbe avuto modo di recuperarlo più avanti.

Terminato questo momento iniziale, nella mia “waiting room” si è attivato il countdown del tempo che mi separava dall’incontro virtuale con il cantautore, che era stimato in un’ora e mezza.

Emozionatissima all’idea, mi sono scervellata pensando a come impiegare utilmente quel breve ma lunghissimo lasso temporale, onde ingannare l’attesa -sulla waiting room mi consigliavano di ascoltare i brani di Piero-, senza riuscire, però, a fare qualcosa di diverso dal tormentare i miei conoscenti con messaggini nei quali li aggiornavo, in tempo reale, sui minuti che mancavano al fatidico momento.

Le ore e i minuti sono diventate, a un certo punto, il numero di fan che mi precedevano, il quale scalava di minuto in minuto: a meno 2 persone prima di me, il cuore ha cominciato a battere fortissimo e le mani a sudare, un po’ come mi accadeva prima di sostenere un esame all’Università.

E poi, finalmente, è arrivato il mio turno, e l’ansia ha lasciato spazio alla gioia.

Lo schermo del PC era sdoppiato a metà: da un lato c’ero io e dall’altro Piero Pelù, in canotta nera e barba curatissima, che mi ha accolta, sorridente, salutandomi e chiedendomi dove vivessi e cosa facessi nella vita. Ne è seguita una rapida e gradevole conversazione che si è conclusa con la foto, l’autografo digitale e i saluti. Il tutto ha avuto una durata di uno o due minuti, finiti i quali mi sono sentita sinceramente felice e soddisfatta. Mai avrei pensato che un giorno avrei avuto modo di parlare, neppure virtualmente, col mio cantautore preferito.

Certo, i firmacopie in presenza sono un’altra cosa perché ti permettono di vedere il tuo idolo “in carne e ossa”, ma non ti consentono di intrattenerti a scambiare due parole con lui, senza, peraltro, avere una ressa di persone attorno. A volte, ciò che si perde da un lato, lo si guadagna dall’altro.

In questo periodo così difficile d’isolamento e di distanza sociale, nel quale le relazioni umane ci sono parzialmente precluse, così come la frequentazione dei luoghi nei quali ritrovarsi e vivere dei momenti di comunione collettiva, anche un’iniziativa come quella della “virtual experience” con un personaggio famoso, può contribuire ad apportare un po’ di sollievo e di benessere alla psiche e allo spirito.

Nell’attesa, naturalmente, che il mondo dello spettacolo torni a mettersi in moto e che noi si possa tornare a vivere esperienze culturali di persona alle quali, magari, affiancare anche quelle digitali.

Potrebbe piacerti anche