Ziliani ci parla di Cliché, il suo primo EP – Intervista-

di Paola Pagni

Il 20 maggio è uscito Cliché, il primo Ep di una nostra “vecchia” conoscenza, Marco Ziliani, in arte Ziliani.

Avevamo conosciuto Ziliani circa due anni fa, davvero agli esordi, e ci aveva già travolti con il suo entusiasmo. Lo ritroviamo oggi artisticamente più maturo, forte di un’ esperienza live, il tour con Cimini, che ha sicuramente consolidato le sue doti di frontman, oltre che a quelle ormai rodate di tecnico e backliner.

Il suo Clichè è una raccolta di pezzi freschi e sempre ironici, adatti a più livelli di ascolto, che promettono di dare il loro cento per cento durante la versione live, ma che anche dalle cuffie inebriano del giusto spirito d’ascolto.

Leggero ma non banale, riflessivo ma non triste, Clichè è un EP che si fa ascoltare con facilità, e che fa battere il tempo insieme al cuore.

Ce ne ha parlato proprio Ziliani, durante questa intervista.

Ciao Marco come stai? Non ci sentiamo da un annetto circa

Tutto bene direi, sono tornato stamani mattina da Cuneo dove ho fatto il backliner per gli Psicologi, mentre domani parto e vado a fare il Miami.

Beh, direi sopra e sotto il palco come sempre quindi

Sì sì, a volte provo a fare altro ma la mia vita mi riporta sempre intorno al palco!

Nel frattempo hai fatto un tour con Cimini: come è andata?

Io e Cimini eravamo una sorta di dream team. Durante il tour ho fatto sia il tecnico che il backliner che il cantante. Praticamente mancava solo che mi applaudissi allo show! (ride)

È stata una cosa veramente bella ed essere tra le poche produzioni che hanno girato quest’inverno è stata una bella soddisfazione. Non avevo mai fatto una collaborazione con un altro artista ed è nata una cosa allucinante, in senso buono, che ha messo insieme più realtà: io, Cimini, Lodo Guenzi tutti sotto lo stesso tetto. Alla fine poi ci siamo sentiti veramente in famiglia. Un’esperienza che mi porto nel cuore. Con Cimini posso dire di aver acquisito un fratello.

Adesso sei appena uscito con il nuovo EP, ed in effetti qualcosa di diverso si sente: in che arco temporale lo hai scritto?

Il lavoro è frutto degli ultimi anni, ed è stato un po’ bloccato a causa della pandemia. Così si sono un po’ accumulate cose che però hanno trovato una loro linea guida, e finalmente sono riuscite ad uscire come EP. Ci siamo ritrovati con tanti brani da chiudere, ed abbiamo scelto quelli dove ci sentivamo più pronti ad arrivare infondo. Mentre invece abbiamo escluso quelli che secondo noi non ci stavano proprio. Per cui alla fine quelli nell’ EP sono i pezzi a cui teniamo di più, dal primo all’ultimo.

Qual è stato quello che avete finito per primo?

Zucchero. Che in realtà è stato scritto la prima volta tipo 3-4 anni fa, periodo in cui scrivevo cose forse anche più istintive. L’abbiamo suonata live nei concerti dell’anno scorso e ci è piaciuto molto farlo, quindi abbiamo deciso di metterla nell’EP. Poi è nata Cliché, che abbiamo scelto anche come title track, perché racchiude un po’ la leggerezza che volevamo dare la lavoro completo.

E il pezzo preferito invece?

Posso dirti che un brano a cui tengo particolarmente è ” Come ieri”, che già abbiamo portato live ma che quest’anno verrà reso ancora più speciale. È un pezzo che è stato ispirato dall’ascolto di “Fiori rosa fiori di pesco” di Battisti, ed ho legato quella storia ad una mia relazione storica di qualche anno fa. Tutto sempre con un tono abbastanza ironico. Poi non voglio spoilerare troppo, ma è un brano che live ad un certo punto diventerà “clubbing”, con tutte le conseguenze (positive) del caso.

Il suono generale lo trovo più funky e leggermente più vintage rispetto alle prime produzioni: come lo descriveresti?

Diciamo che il risultato finale del lavoro è un po’ il mix tra le mie produzioni e quelle di Mattias, che è in pratica quello che tiene le fila dei brani, che mette in ordine le mie idee. Ci siamo accorti che in tante situazioni eravamo sulla stessa linea a livello di modello di ascolti. E quindi le nostre due realtà insieme hanno funzionato benissimo: il nostro funky, mischiato a pezzi italiani, ma anche ai Disco Purple Machine che adoro.

Ti stai preparando ad andare live?

Il live sta venendo una bomba! Siamo molto soddisfatti di come lo abbiamo strutturato perché comunque veniamo dall’estate scorsa quando ancora in tour c’erano le restrizioni: quest’anno invece vogliamo spingere al massimo. Sarà uno show di quelli che devono rimanere in testa e deve dare la chiara prospettiva di cosa sia il progetto Ziliani. Perché Ziliani non sono solo io, ma è una sorta di collettivo: c’è Mattias, ci sarà Remo al basso ed in alcune date anche il batterista. Per noi è fondamentale essere forte live: deve proprio arrivarti in faccia.

Terremo d’occhio il calendario quindi!

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