Home Live Report “Cara Vale”: la musica come comunità nel ricordo di Valentina Del Re

“Cara Vale”: la musica come comunità nel ricordo di Valentina Del Re

by Alessia Andreon
CaraVale Auditorium PdM Andrea Melaranci 05

A un anno dalla sua scomparsa, Roma ha ricordato Valentina Del Re con una serata capace di restituirne l’essenza più autentica: viva, collettiva, attraversata da musica, parole e legami. Il 22 aprile, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, “Cara Vale” ha riunito artisti e amici in un abbraccio corale che ha trasformato il ricordo in presenza.

Fin dall’inizio è stato chiaro che non si trattava di una commemorazione formale. Il filo conduttore della serata è stato il senso di comunità: quella che Valentina sapeva creare, naturalmente, tra persone, linguaggi e mondi diversi.

Sul palco, guidati da Anna Foglietta, si sono alternati l’Orchestra d’archi e la band L38, di cui Valentina faceva parte, insieme a Mr. Paganini, Simone De Sena, Il Muro del Canto, Nabil Bey Salameh, Margherita Vicario e Francesco Motta. A questi si sono uniti compagni di viaggio di Propaganda Live: Propaganda Orkestra, Diego Bianchi, Valerio Aprea e il Nicola Piovani, in una successione di interventi che hanno restituito, ciascuno a modo proprio, un frammento di memoria condivisa.

L’evento, fortemente voluto dalla famiglia di Valentina – in particolare dalla sorella Nicole, dalla mamma Rita e dal marito Emiliano Esposti– è stato organizzato insieme a EMERGENCY, con cui Valentina condivideva valori e impegno.

L’associazione è stata al centro dell’iniziativa, trasformando il ricordo in un gesto concreto e partecipato.

La serata si è configurata come un momento di memoria condivisa, che potrebbe diventare un appuntamento annuale, pensato per celebrare la vita, l’umanità e il segno profondo di affetto che Valentina ha lasciato in tutte le persone che ha incontrato.

Anche nella sofferenza, ha ricordato il Maestro Nicola Piovani, ha saputo trovare una chiave di lettura diversa:

Ricordo una telefonata, in uno dei momenti più difficili. Le speranze erano poche, sì… ma lei disse subito: “Meglio poche che niente”.

Tra i momenti più intensi, l’esibizione deIl Muro del Canto, che l’ha ricordata con “Che te lo dico a fa” e la struggente “C’era una volta un amore”, scritta a quattro mani da Valentina e Er Fisa.

Le parole di Daniele Coccia, fondatore della band, restituiscono con chiarezza la natura del loro legame artistico:

“Il nostro modo di essere musicisti e quello di Valentina sono sicuramente molto simili, ed è forse proprio questo il motivo che ha fatto incrociare le nostre strade. La sua spontaneità e la sua sensibilità sono state per noi un lasciapassare per entrare in sintonia. Ha sempre cercato di offrire il suo prezioso contributo con proposte personali, ma nel pieno rispetto della nostra visione”.

Un rapporto costruito su equilibrio e rispetto, fatto anche di piccoli gesti significativi:

“Quando l’abbiamo vista in TV suonare con la nostra maglietta, è stata una bellissima sorpresa. Registrare e suonare dal vivo con lei è stata per noi un’esperienza straordinaria, che rimarrà per sempre impressa nei nostri cuori”.

Accanto a questa dimensione artistica, il ricordo di Er Pinto ha portato sul palco una testimonianza più intima e quotidiana, capace di restituire tutta la vitalità di Valentina:

“Valentina per me era prima un’amica e poi anche una collega. C’è sempre stata una grande stima reciproca e subito dopo un volersi bene.

Non ci conoscevamo da sempre, ma da subito è stata una di quelle persone con cui ti prendi e hai la sensazione di parlare la stessa lingua e avere una visione simile del mondo”.

Nel racconto emergono i momenti condivisi tra musica e poesia, ma anche la leggerezza che li accompagnava:

“Sempre pronta a dire la cosa giusta, anche quando era ‘na parolaccia, come ci piaceva a noi, alla romana”. E poi la musica, il suo violino: “come la poesia, sembra non andare mai di moda. Ma quando il suo violino suonava, anzi tutte le volte che suona e suonerà, c’è stata e ci sarà sempre la poesia”.

Il ricordo si fa vivido nei dettagli: le notti piene di idee – “sentite sta cosa che ho scritto” – le richieste improvvise di scrivere, i dialoghi infiniti, le citazioni, i tormentoni. “Le risate sempre, pure dentro al cimitero di Montparnasse a Parigi…”. Un racconto attraversato da affetto e ironia, che restituisce una presenza impossibile da separare dal sorriso: “non riesco a non ricordarla se non sorridente, anche quando non c’era troppo da ridere”. E infine, una delle sue frasi più semplici e più preziose: “devi ‘sta tranquillo!”.

A chiudere, una consapevolezza che attraversa tutta la serata: “Valentina ha lasciato un vuoto che solo la musica lascia quando c’è il silenzio”.

A questo si è aggiunto il contributo di Mr. Paganini, che ha raccontato la genesi de Il regno delle Fragole, brano scritto di getto il giorno della notizia della sua scomparsa. Un dolore trasformato in musica, ma senza cedere alla tristezza:

“Valentina se mi avesse visto piangere avrebbe detto: ‘manco a fa’ così però’”.

Da qui la scelta di un brano luminoso, coerente con la sua personalità, registrato in presa diretta al Pigneto insieme a musicisti legati a lei da affinità umana prima ancora che artistica.

Un gesto collettivo che racconta, ancora una volta, la comunità che Valentina aveva contribuito a creare nel tempo, fin dagli inizi della collaborazione, molti anni prima, fino ai lavori più maturi, portati avanti anche nei periodi in cui era impegnata al fianco di Ennio Morricone.

“È piuttosto difficile per me parlare a nome di Emergency di Valentina e di quello che è stata, ed è, e continuerà a essere Valentina per Emergency.

Non riesco a scindere l’esperienza professionale avuta con lei, impegnata a creare eventi e contenuti artistici di altissimo livello al servizio della causa della pace, e il percorso personale che ho avuto la fortuna di fare insieme a lei, ad alta intensità emotiva.

Vale era una di noi. Vale non era un’operatrice umanitaria, ma era una di noi, non era una dipendente dell’ufficio comunicazione, ma era una di noi, non era una volontaria, ma era una di noi, perché condivideva con noi la profonda convinzione che la guerra fa schifo, che non serve a nulla se non a distruggere persone, comunità, luoghi, diritti.

Per anni Vale ha portato il suo talento, la sua generosità, la sua allegria sui palchi degli eventi di Emergency, dando un contributo fondamentale alla diffusione di una cultura di pace e alla raccolta fondi per sostenere i progetti umanitari dell’associazione, in Italia e nel mondo, nelle zone di guerra e in quelle di pace, ma toccate da vulnerabilità e marginalità.

ha raccontato Michela Greco di Emergency, durante il concerto

Vale era capace di travolgere moltitudini di persone col suo entusiasmo e la sua motivazione, di convincere artiste e artisti talentuosissimi a venire a suonare, gratis, per Emergency, alle 7 mattina in una piazza piena di gente emozionata, come è successo a Simone, o ad accollarsi ore e ore di macchina per suonare 20 minuti ed entusiasmare il pubblico del Festival di Emergency, come è successo a Ramon. O a mettere insieme per la prima volta strumenti, energie e voci diverse per creare eventi memorabili, come era stato “Grazie Gino, continuiamo noi”, ad aprile del 2022 al Teatro Argentina, una serata di cui Valentina è stata l’anima e la principale artefice – organizzata per ricordare Gino Strada a meno di un anno dalla sua morte – o come è successo al parco Nomentano, all’evento Pace e pace. Molti degli artisti coinvolti in queste occasioni sono qui anche stasera.

La prima volta che ho parlato con Vale è stata nel 2017. Qualcuno le aveva dato il mio numero e lei mi ha chiamato per dirmi con la voce rotta che era da poco mancato suo padre, che lui adorava Emergency e che quindi voleva fare un grande evento musicale per ricordarlo, raccogliendo fondi per sostenere i progetti della nostra associazione. Fu un evento grandioso, col cinema Palazzo strapieno di gente. Da allora siamo rimaste sempre legate e Vale ha continuato a farci regali su regali, incluso questo di stasera e quelli che, sono sicura, ancora arriveranno.
Grazie Vale, sempre.
Continueremo a mettercela tutta, portandoti con noi.”

Alla fine, ciò che resta è qualcosa che va oltre il ricordo. Non il silenzio della perdita, ma il suono della presenza.

In quelle voci, in quelle note, in quella comunità riunita, Valentina Del Re continua a vivere.

Gallery a cura di Andrea Melaranci

Potrebbe piacerti anche