Ieri sera, domenica 4 novembre, nella Sala Sinopoli del Parco della Musica il concerto della band londinese composta oggi da Skye Edwards e Ross Godfrey

Roma non è stata costruita in un giorno. Così recita il titolo di quello che molto probabilmente è il brano più famoso e conosciuto dei Morcheeba, band britannica cha ha come caratteristica uno dei sound più originali degli ultimi vent’anni.

E così come Roma, anche loro non si sono “costruiti” in un giorno. Anzi, tutt’altro. Si sono, infatti, costruiti, decostruiti e ricostruiti dopo l’addio di Paul Godfrey (fratello di Ross) che nel 2013 ha lasciato orfani gli altri due membri della band che, dopo aver continuato ad andare in tour con il progetto Skye & Ross, quest’anno sono rinati dalle ceneri dei “vecchi” Morcheeba, ne hanno riacquisito il nome e si sono rilanciati a livello internazionale con un nuovo disco, Blaze Away per l’appunto, e di conseguenza con un nuovo tour dove si lasciano andare nella maniera più spontanea possibile.

L’apertura del concerto è affidata a Irena Žilić, giovane musicista folk bosniaca la cui voce di primo acchito ricorda molto quella di Norah Jones, solo con un ritmo un po’ più movimentato, che ci presenta alcuni dei suoi brani prima di lasciare il palco alla band d’oltremanica.

Ecco che così, dopo l’antipatico seppur necessario cambio palco, finalmente dopo mezz’ora abbondante prendono possesso della scena i veri protagonisti della serata che anticipano di una manciata di secondi l’ingresso della frontwoman Skye che sfoggia un vestito rosso da diavolessa che è un tutt’uno con le luci di scena, anch’esse principalmente rosse, e che ci confesserà più tardi essersi fatta da sola.

La scaletta, ovviamente, alterna i nuovi brani ai vecchi successi, quelli che hanno portato qui stasera il pubblico a godersi la loro musica dal vivo dopo parecchi anni di assenza dal Belpaese.

Si comincia dunque con Never Undo, le cui note dolci e cullanti entrano in contrasto con la voce calda e possente della cantante londinese dei Morcheeba che chiede al pubblico se ha intenzione di rimanere seduto per tutta la sera o si alzerà in piedi, prima o poi. Ovviamente non c’è bisogno di ripeterlo due volte e non appena parte l’inizio di Friction sono già tutti in piedi sotto il palco a saltare e ballare con lei, sempre generosa e interattiva con il suo pubblico.

La situazione si scalda ancora di più quando trova spazio il primo dei grandi successi in scaletta, Never an Easy Way, che richiama sempre più gente sottopalco. Ma, ahimè, vuoi per ragioni di sicurezza, vuoi per le proteste di chi, rimasto al proprio posto, non riesce a vedere niente, si spezza l’incantesimo e Skye, seppur a malincuore, rimanda tutti a sedere, per poi richiamarli a sé sul finale del concerto, quando ormai tutta la platea e la galleria si è alzata in piedi.

Il concerto prosegue liscio e il tempo vola via, quindi dopo Let Me See è il momento di uscire temporaneamente di scena per poi rientrare subito dopo per gli ultimi due pezzi: Sweet L.A. dove ci invita ad accendere le torce dei telefono che oramai hanno soppiantato il caro vecchio accendino, e chiudere poi con il biglietto da visita dei Morcheeba, quella canzone che tutti aspettavamo fin dall’inizio, Rome Wasn’t Built in a Day, sulle cui note tutto il pubblico salta e canta a squarciagola, strappando a tutta la band un sorriso di soddisfazione a 32 denti.

Dopo essere stata tra i fortunati di stasera, posso affermare che i Morcheeba sono la testimonianza che gli anni ’90 qualcosa di figo e serio ce l’hanno dato, così almeno per una volta non ci troviamo a dover invidiare i nostri genitori che sono cresciuti con quella musica a cavallo tra i ’70 e gli ’80 che tutti noi avremmo voluto visto nascere e avremmo voluto vivere.

Camilla Sabatini

Foto di Giusy Chiumenti

Di seguito la scaletta:

  • Never Undo
  • Friction
  • Never an Easy Way
  • Otherwise
  • The Sea
  • Part of the Process
  • Blaze Away
  • Trigger Hippie
  • Blood Like Lemonade
  • Slow Down
  • Summertime (George Gershwin cover)
  • It’s Summertime
  • Let’s Dance (David Bowie cover)
  • Blindfold
  • Let Me See

Encore:

  • Sweet L.A.
  • Rome Wasn’t Built in a Day