Harry Styles – Harry’s House: la recensione

di Giorgia Bacis

Pubblicato il 20 maggio da Columbia and Erskine Records, “Harry’s House” è il terzo attesissimo album da solista di Harry Styles.

Ex membro della boyband di successo planetario One Direction, Harry Styles ha dimostrato fin dal primo album una sensibilità e una sofisticatezza musicali che lo rappresentano appieno e gli permettono di comunicare al meglio attraverso i propri brani.

harry's house

Harry’s House: recensione

Il titolo dell’album fa trasparire una potenziale apertura a una conversazione molto intima, come se accogliesse l’ascoltatore di fatto nella propria casa.

Questa conversazione viene condotta attraverso paesaggi sonori molto vividi, ma testi non altrettanto eloquenti.

Il titolo è anche un velato riferimento a “Hosono House”, l’album del 1973 di Haruomi Hosono.

Anche dopo lo scioglimento della boyband, Harry Styles ha sempre espresso nei propri testi un elogio disinteressato alle figure femminili, seppur in modo più maturo rispetto ai pezzi della band.

Già in alcuni brani di “Fine Line“, come “Watermelon Sugar” o “Adore You“, si poteva notare un’ode ammiccante ma sensualmente seria al piacere femminile.

Tale devozione al femminile rende la musica di Styles più fluida rispetto alle molte canzoni pop segnate da una vera e propria misoginia.

Con questo album, pur mantenendo un filo conduttore nella tematica dei testi, Styles si distacca da tutto ciò che ha realizzato fino ad ora: è sicuramente l’album dal suono più deciso.

Il suo team di produzione, composto da Kid Harpoon e Tyler Johnson (con i quali Styles ha lavorato a stretto contatto su tutti i suoi album da solista) è stato in grado di catturare dei vividissimi paesaggi sonori.

L’album canzone per canzone

Il disco si apre con la brillante e giocosa “Music for a Sushi Restaurant“, piena di fiati, una linea di basso gommosa e sorprendenti esplosioni di voci sovrapposte.

Si prosegue con “Grapejuice” e con la sua melodia vivace e ascendente con una specie di pianoforte sbarazzino ed effetti vocali compressi; per proseguire con “As It Was“, il singolo di successo che ha preceduto il rilascio dell’album, entrando alla posizione numero uno delle classifiche di tutto il mondo.

La sognante “Daylight” è caratterizzata da una certa assenza di gravità e improvvisi scricchiolii di chitarra elettrica e la voce di Harry Styles è elegante e agile per tutto il tempo, favorendo un’interpretazione più sciolta e consapevole.

Arriva poi “Matilda” che, insieme a “Cinema” sono risultate essere le preferite dai fan al primo ascolto su Twitter.

“You can throw a party full of everyone you know and not invite your family, ’cause they never showed you love,”

Così canta proprio in “MatildaHarry Styles: una canzone in cui si effettua un amorevole studio sul personaggio di una donna che porta il peso dei traumi passati – almeno fino a quando il narratore non le darà il permesso di lasciarli andare.

Seguono il testo apparentemente insensato di “Cinema” e “Daydreaming“, che ricorda molto la performance di una band funk ad un matrimonio.

Prima di chiudere il disco con “Love Of My Life“, nella tracklist appare “Boyfriends“: un’osservazione da esterno della categoria dei fidanzati sulla quale l’artista fa delle considerazioni, ritraendoli come comuni mortali.

Di seguito potete trovare la tracklist completa dell’album e il link per ascoltarlo.

Music For A Sushi Restaurant
Late Night Talking
Grapejuice
As It Was
Daylight
Little Freak
Matilda
Cinema
Daydreaming
Keep Driving
Satellite
Boyfriends
Love Of My Life

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