Ieri – sabato 20 aprile – il Duel Club di Pozzuoli (Na) ha ospitato il pop/rock a tratti psichedelico di Giorgio Poi e del suo “Smog Tour”.

Giorgio Poi è certamente uno dei nomi più chiacchierati del nuovo panorama musicale italiano, può vantare già prestigiose collaborazioni, su tutte quella con i Phoenix a cui ha aperto i concerti in Francia ed America. Il 2018 lo ha visto protagonista anche come autore per Luca Carboni (Prima di partire), mentre con Frah Quintale ha composto la hit Missili. È stato, inoltre, chitarrista per Calcutta in Evergreen ed in occasione delle due date-evento la scorsa estate a Latina e all’Arena di Verona.

Il tour è a supporto del secondo disco in studio, Smog appunto, pubblicato lo scorso 8 marzo per la label indipendente Bomba Dischi, ideale seguito del debut album Fa niente. Rispetto alla scorsa tournée, al bassista Matteo Domenichelli e al batterista Francesco Aprili si aggiunge anche il tastierista Frankie Bellani, arricchendo ancor più la formazione live.

La location tarda ad affollarsi, anche al momento dell’inizio del live presenta comunque un buon colpo d’occhio. Ecco, dunque, Giorgio ed i suoi musicisti prendere le loro postazioni sul palco, si parte con Non mi piace viaggiare, traccia d’apertura del nuovo album. “Ciao ragazzi!”, saluta quasi timidamente il cantautore prima di riprendere subito a suonare, il concerto infatti procede abbastanza spedito, alternando pezzi più datati a quelli più recenti: spazio, dunque, anche ad Acqua minerale, senz’alcun dubbio una delle tracce più riuscite del disco d’esordio. Il coinvolgimento del pubblico cresce progressivamente, l’esecuzione dei brani è impeccabile, con il bassista Matteo particolarmente ispirato ed il batterista Francesco in grande spolvero. Ma al momento de Il tuo vestito bianco succede che la chitarra di Giorgio decide di abbandonarlo, obbligandolo a sostituirla con un’altra: nonostante l’inconveniente, però, i fan apprezzano ugualmente cantando a squarciagola il singolo. A questo punto, ecco la parentesi più intima del concerto, con il cantautore che resta da solo in scena per eseguire in acustico (voce e chitarra) dapprima la hit Missili, per poi regalare ai presenti la perla La musica italiana. Ora è Giorgio ad abbandonare il palcoscenico, mentre i musicisti riprendono le loro postazioni per la title track strumentale del nuovo disco, che in qualche modo segna la conclusione della prima metà del concerto e allo stesso tempo ne introduce il secondo blocco, caratterizzato per lo più da tracce accessorie provenienti da entrambi gli album, eccezion fatta per Niente di strano: è con tale pezzo che il cantautore si è fatto conoscere come solista (in precedenza Giorgio era frontman della band Vadoinmessico e scriveva in inglese), ottenendo un buon riscontro sia di pubblico sia di critica.

Il live sembra essere terminati, in realtà mancano all’appello ancora quelli che probabilmente rappresentano i migliori brani del cantautore. Al rientro sul palco, viene eseguita subito Tubature, richiesta a grandissima voce da tutti i fan. A differenza della scorsa tournée non c’è spazio per cover, dunque nel cosiddetto bis (che poi bis non è) tocca all’ultimo singolo pubblicato, Stella . Introdotta con un’intera strofa solo piano e voce, a calare il sipario è l’attesissima Vinavil.

Circa un’ora e mezza di musica per un live che conferma l’elevato spessore artistico di Giorgio Poi nonché dei musicisti che lo accompagnano e la riproduzione dal vivo dei brani del cantautore è quasi sempre fedele alla loro versione originale.

Scaletta:

Non mi piace viaggiare
Ruga fantasma
Acqua minerale
Napoleone
Paracadute
Il tuo vestito bianco
L’abbronzatura
Missili
La musica italiana
Smog
Solo per gioco
Semmai
Le foto non me le fai mai
Maionese
Niente di strano

Encore:

Tubature
Stella
Vinavil