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Gazzelle fa scintille a Napoli – Live report e scaletta

by Giusy
Gazzelle

Prosegue il tour di Gazzelle, che, martedì 24 Maggio 2022, ha fatto tappa a Napoli, mettendo a segno il quinto concerto del tour (ieri sera è toccato a Bari!). Dopo il debutto a Mantova e gli spettacoli a Milano, Bologna e Firenze, finalmente è arrivato il momento tanto agognato per il pubblico partenopeo. La tappa di Napoli è stata la prima dei due concerti previsti al sud Italia per l’artista romano (Napoli e Bari).

Gazzelle è andato in scena al Palapartenope e noi di Inside Music eravamo presenti. Vi racconteremo proprio tutto sulla tappa napoletana.

Live Report Gazzelle al Palapartenope

Sono le 21:20, quando Flavio Bruno Pardini fa il suo ingresso sul palco del Palapartenope. La platea esplode in un applauso appena più rimbombante di quello che aveva poco prima dedicato alla band che lo ha preceduto.

Avvolta da una illuminazione stroboscopica, la band parte con il primo brano in scaletta “Zucchero filato”: il pubblico, trepidante e impetuoso, canta ogni singola parola, lasciandosi andare in esternazioni di apprezzamento, urla di felicità, applausi e fischi di gradimento.

La prima parte di setlist è un miscuglio ben assortito di successi, con la nubilosa “Meglio così”, l’introspettiva “Sbatti, e la languida “Lacri-ma“…

Gazzelle non è di molte parole, interagisce col proprio pubblico ringraziandolo come si farebbe con un amico che viene ad assistere alla recita scolastica. Il suo modo adorabilmente impacciato di stare sul palco lo contraddistingue ancora. La presenza di migliaia di persone lo rincuora e gli conferisce adrenalina, ma senza mai distaccarlo dalla realtà: lui è uno fra tanti. Il palco e la marea di gente sottostante si fondono diventando una cosa sola.

Flavio, dopo ogni performance, dispensa indizi al proprio pubblico, anticipando la canzone che seguirà: loro intercettano i riferimenti in pochi millesimi di secondo, esultano e lo acclamano chiamandolo per nome.

«La prossima parla di un mezzo orso…», annuncia.

Non mi chiedi mai veramente come sto,
come vuoi che sto? Non lo so nemmeno io, boh.
Guardami la faccia e poi decidi tu.
Tienimi le braccia, così non casco giù, giù…

Giurami che cercherai di stare qui,
anche se vorrai strappartimi di dosso,
anche se perdo la testa e divento uno stronzo:
un mezzo orso

“Flavio, Flavio, Flavio, Flavio” urla un palazzetto gremito, per 30 secondi buoni, impedendogli di attaccare immediatamente con “Blu”.
Quando la band ricomincia, dopo i ringraziamenti di Flavio al pubblico e ai suoi musicisti, i decibel che rimarcano le strofe della canzone non diminuiscono.

Ora, però, l’atmosfera si fa malinconica e sullo sfondo appare una maxi-scritta «Ho rovinato tutto un’altra volta»: è la volta della struggente “Scusa”. Il palco alle spalle della pedana e il pubblico piombano nell’oscurità, solo la sagoma di Flavio viene illuminata da un flebile luce bianca di riflettore. Gradualmente, lo schermo si satura dalla parola Scusa, fino a creare un fitto muro che fa da cornice alla frase principale.

I lacrimoni fanno capolino sul viso di qualcuno; qualcun altro, invece, canta con un’enfasi che è direttamente proporzionale alla paura di dire quelle parole al “qualcuno” a cui sta pensando.
Perché tutti, nessuno escluso, quando Gazzelle propone “Scusa”, pensiamo a Qualcuno.

E ho rovinato tutto un’altra volta,
e sei sparita via con la tua roba.
Pezzi di cuore a terra, pezzi di porta,
sono un disastro, ok, chi se ne importa…

Terminato il brano, la reazione di Gazzelle per buttar tutti fuori da quel clima di rimpianti e rancori è immediata, arriva l’ammonimento anti-nostalgia:

“Regà, adesso dovete fare un po’ di caciara!”

A questo punto la scaletta propone i tormentoni (in sequenza) “Però”, “Vita paranoia”, “Brutta nuvola”, “Settembre”, “Una canzone che non so”.

Il pubblico strepita, danza, si abbraccia e mette su cori da stadio. L’adrenalina è a mille. E quel “qualcuno” di “Scusa” non fa neanche più così male.

Gazzelle si interrompe, scruta nella folla attraverso i suoi immancabili occhiali neri; questa volta è lui a fare una richiesta: «L’ultima volta che ero io qui, mi ricordo che a ‘na certa qualcuno ha iniziato a canta’ tipo “oi vita…” ». APOTEOSI. ‘O surdato ‘nnammurato rintrona e infiamma lo stadio in nome dell’amore partenopeo.

Ma è tempo di dare il via alla sezione centrale di questo concerto ripartito in tre parti, Flavio recupera alcune perle dal passato: “Coltellata”, “SMPP”, “7”, “Sopra”, “Fottuta canzone”, “Nero”.

Molto interessante la cura per gli arrangiamenti che scorgono la significativa presenza di un violino, il quale non si limita ad attribuire uno stile sofisticato e colorito, ma interviene con sapienza e pertinenza nel sound , regalando, a tratti, un’atmosfera classica di gran gusto.

Da non sottovalutare nemmeno gli assoli di chitarre e basso, costruiti da corde e dalle mani sapienti di Claudio Bruno e Gabriele Roia.

Adesso, però, “Coprimi le spalle” dà vita a un’epidemia di baci romantici, sguardi intensi e abbracci complici. Un’epidemia a cui il brano successivo, “NMRPM”, fa da deterrente:

Non mi ricordi più il mare,
Se penso a te ora vedo un centro commerciale…

La terza e ultima fase del concerto è un mix di nuovi e vecchi successi d’ispirazione elegiaca;

Una sovreccitata “Scintille” e una “Quella te” che sfocia in una ribelle ovazione del pubblico “Destri, Destri, Destri!“…

Gazzelle sospira e acconsente: è “Destri”, signori! Il boato soverchia persino la distorsione dell’acustica avvertita in fondo alla sala e sulle tribune e pare sancire l’epilogo dello show.

Ma Flavio si congeda al pubblico con “Non sei tu”, lasciando a tutti l’amaro in bocca.

Dopo il giusto plauso ai suoi compagni di viaggi (e di palco), Gazzelle si dissolve tra applausi scroscianti, volti grati e commossi … e smartphone a documentare tutto!

«Ciao regà!»

È stato bellissimissimissimissimissimo tra noi e te (senza però).



SCALETTA CONCERTO GAZZELLE, NAPOLI 24/05/2022

Zucchero filato
Meglio così
Sbatti
Lacrima
Belva
Blu
Scusa
Però
Brutta nuvola
Settembre
Una canzone che non so
Coltellata/Sayonara/Greta/Ora che ti guardo bene
Smpp
7
Sopra
Fottuta canzone
Nero
Coprimi le spalle
Nmrpm
Punk
Scintille
Quella te
Destri
Non sei tu

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