Damian Marley in concerto: il figlio del re del reggae apre il Postepay Sound Rock in Roma

Ieri 23 giugno J.Gong ha aperto la rassegna musicale romana tra le più seguite degli ultimi anni

In una tiepida serata di giugno, poco dopo le 22.00, le energie positive del reggae hanno acceso il palco del Postepay Sound Rock in Roma. J.Gong, al secolo Damian Marley, ultimo dei figli del re della musica giamaicana scomparso nel 1981, è entrato dopo un’introduzione suggestiva affidata ai musicisti e alle splendide coriste che hanno preparato il pubblico al mood avvolgente.

È stato preceduto dallo sbandieratore che per tutta la durata del concerto ha sventolato lo stendardo etiope con il leone di Giuda, simbolo del movimento rasta e che rappresenta l’ex imperatore d’Etiopia HaileSelassie I, l’ultimo Negus che abolì la schiavitù e lottò per la libertà del suo paese.

“Are you feeling?”, “Are you ready?”, incita così il pubblico Damian dopo aver salutato e ringraziato l’Italia. Si apre la lunga scaletta con Black Am I, Living Dread, In Da Ghetto e il sound reggae inizia subito a sortire i suoi effetti: anime distese, mani sollevate, spiriti confortati.

Ma la musica reggae, si sa, non è solo uno stile bensì una filosofia: veicolo della cultura Rasta a partire dagli anni ’70 grazie a Bob Marley, affonda le radici nell’Etiopismo, movimento politico nazionalista africano dell’800 che rivendica la libertà e la dignità del popolo contro schiavitù e deportazione. Jg. Gong segue le orme del padre e, con numerosi concerti in tutto il mondo, porta avanti questa logica e fa di un live non solo uno show ma anche un momento di condivisione e di dialogo.

La comunicazione abbatte le barriere sociali, etniche, religiose e culturali e la musica è uno dei mezzi più universali per trasmettere idee e sensazioni, perché parla allo spirito delle persone. La musica è positività, conforto, ribellione, giustizia, bellezza. La showlist del concerto sembra seguire proprio questa progressione con un’infilata di pezzi come Sun in Shining, Confortation, BunDem, Set Up Shop, Justice, Beautiful, Promised Land. Estratto dall’ultimo disco, Stony Hill, Junior Gong canta anche Medication, che vede la collaborazione del fratellastro Stephen Marley e dedicato all’uso terapeutico della marijuana.

A metà serata e dopo un cambio d’abito, da chiaro a scuro, con intermezzi strumentali e il sostegno delle coriste, il pubblico è caldo, il mood è quello giusto. Damian Marley continua con i suoi brani più famosi come Jg Gong, Love & Infinity, Mission, Move!,Sabali, Strong Will Continue, ma c’è un momento nel quale si innesca un incantesimo, nel quale la storia sembra scendere sul palco e la musica dirompe con le sue infinite potenzialità.

Ed è quando Damian chiede: “So Italy, any Bob Marley fan is in the audience?”.

Un’aura sembra alzarsi dal palco, un coro unanime inizia ad intonare pezzi indimenticabili come Could You Be lovede In This Love.Il figlio del re che segue le orme, ripercorre territori battuti più di 40 anni fa, il pubblico che recepisce, canta, balla, su note che hanno fatto la storia del reggae, che hanno rappresentato principi in anni nei quali la maggior parte dei presenti non erano neanche nati. Ma non è forse questa la forza della musica? Gli schemi si disintegrano, il tempo si ferma, i pregiudizi si svuotano, le differenze si annullano in una sorta di rito sciamanico nel quale gli individui si rispecchiano e scoprono una verità tanto banale quanto complessa: non esiste diversità, il colore è varietà, la cultura è ricchezza, la religione è storia. Lo spettacolo volge al termine, le luci si stanno per spegnere, J.Gong chiede di alzare accendini e cellulari, il cielo sull’Ippodromo delle Capannelle di Roma si accende di centinaia di fiammelle artificiali sulle note di Jamrock, la musica continua la sua missione e il sound reggae la esalta. Allora ci si osserva, gli sguardi si scambiano, le mani si intrecciano, le braccia si sollevano, le menti volano e tutto appare chiaro, scontato e dannatamente perfetto.

Sabrina Pellegrini | foto di Laura Sbarbori

Luca Ferri

Si appassiona alla musica sin da bambino, scoprendo la vena rock n roll alla tenera età di 8 anni folgorato dall’album EL DIABLO dei Litfiba e PARANOID dei BLACK SABBATH. Nel 2010, insieme a due amici, Alessio Mereu e Alessandro Cherubini fonda il LITFIBA CHANNEL che di li a poco diventerà la radio ufficiale della storica rock band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli, all’interno della quale conduce il programma SOGNO RIBELLE scoprendo e intervistando insieme a GRAZIA PISTRITTO band come IL PAN DEL DIAVOLO, BLASTEMA, KUTSO, ILENIA VOLPE, METHARIA, FRANCESCO GUASTI, PAVIC, UROCK. Format portato anche in formato live organizzando serate di vera e propria musica live in alcuni locali di Roma. Nel 2017 dopo tre anni alla direzione di una webzine, decide di fondare e dar vita a INSIDE MUSIC insieme alla socia MARTA CROCE.

2017-06-24T12:43:53+00:00 24 giugno 2017|Live Report|0 Commenti