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”Sopravvivere agli amanti” dei John Qualcosa, la recensione

by Leslie Fadlon

I John Qualcosa hanno appena pubblicato il loro album d’esordio: “Sopravvivere agli amanti”. Il duo, formato da AmbraMarie e Raffaele D’Abrusco ha scelto, per anticiparne  l’uscita, un singolo al disco omonimo, che si fa  omaggio al film “Only Lovers Left Alive” di Jim Jarmusch.  “Sopravvivere agli amanti” è un lavoro totalmente autoprodotto e può vantare la collaborazione di Filippo Cornaglia (Niccolò Fabi, Bianco, Andrea Laszlo De Simone) alla batteria e alle percussioni. Nelle sue tracce, le chitarre acustiche danzano con i delay, incontrano il pianoforte, il violino e i sintetizzatori, e insieme disegnano lo sfondo delle storie narrate dalla doppia voce. La voce femminile di AmbraMarie si abbraccia a quella maschile di Raffaele D’Ambrusco e John Qualcosa prende la sua intrigante forma. Il loro stile porta ad un cantautorato non lontano dagli echi dell’influenza delle radici, cui si intrecciano venti lontani e sonorità a tratti glaciali e a momenti desertiche.

‹‹Avete presente quella sensazione di quando guardate una vostra fotografia e sentite di essere “usciti bene”? Che quello che vedete è esattamente quello che solo voi potete percepire nel profondo di voi stessi, ma che ora finalmente potranno vederlo anche gli altri? Ecco, “Sopravvivere agli amanti” per noi è esattamente questo: una fotografia da incorniciare per ricordarci di quell’istante in cui ci siamo sentiti “davvero noi”, in tutte le nostre sfumature››. John Qualcosa

“Sopravvivere agli amanti” – le tracce

Di tracce, in “Sopravvivere agli amanti”, ne troviamo nove. La prima è il primo singolo e anche la title track. Un brano rock, dalle tinte esotiche, dal testo sensuale. Si sopravvive agli amanti, se si è capaci di farlo. E la notte, circonda sapori ed odori in grado di accompagnare storie eterne. Una chitarra ci introduce poi su ‘’15 Million Merits’’, brano nel cui contorno la realtà è offuscata e il mondo ha assunto i contorni di un incubo.Sembra di trovarsi in una storia texana. La magia di un cielo viola è narrata sulle note de “Il ladro e la strega”, il primo brano in cui le voci di AmbraMarie e Raffaele D’Ambrusco si incontrano in maniera concreta, in questo debut album. È la storia di un amore, quella tra il ladro e la strega. Intanto, è di nuovo al cielo che si guarda quando inizia a suonare il pianoforte che apre “Sfacelo azzurro”. La voce femminile di John Qualcosa ci regala un calore cui è difficile restare indifferenti. Occhi, capelli, mani, si immaginano muoversi al ritmo di un sentimento dolcissimo. Ma è lo stesso sentimento che rende gli umani vulnerabili, facendoli soffrire. E facendoli sperare di poter dimenticare anche la felicità passata, per il dolore che in essi fa riaffiorare. Per dimenticare, a volte si sceglie di viaggiare. E un altro viaggio, in ‘Sopravvivere agli amanti”, lo facciamo entrando ne “La mia Amsterdam”. E qui incontriamo nuovamente Raffaele D’Ambrusco, che ci racconta le belle immagini di una città che resta nel cuore di chi la sceglie. Non mancano poi, le “Questioni Irrisolte”. Nel brano i rimpianti, i rimorsi, il bisogno di non restare lontani da chi ci è capitato di amare. I John Qualcosa ci regalano poi ‘’Una canzone quasi felice” , dal ritmo un po’ estivo: un ritmo che galleggia mentre si parla di sogni infranti e della difficoltà di riuscire, davvero, a sentirsi felici. Torniamo al piano, abbandonando l’ukulele, quando parte la traccia numero 8: ‘’Un secolo di polvere”. Ed è un brano che fa male al cuore, perché sceglie di cantare il tempo che passa e il tempo sprecato. Per chiudere un disco intenso come “Sopravvivere agli amanti”, i John Qualcosa hanno scelto “Una canzone dei Doors”: voce e chitarra ci accompagnano verso ricordi di una felicità così bella da far paura. Il duo ci parla sempre più da vicino, affonda e colpisce esprimendo i sentimenti più forti, raccontandoci la fragilità del tempo e delle nostre vite, cantando la nostalgia e la malinconia che ci rendono umani. E ci consiglia di fare uno sforzo e di “Sopravvivere agli amanti”.

john qualcosa

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