Michelangelo Vood pubblica “Due morsi”, fuori oggi per Carosello Records, il secondo singolo di anticipazione dell’album di esordio in uscita in primavera. Già molto apprezzato dalla critica, Vood ha una vocazione naturale nel far vibrare il suo vissuto sulle stesse note di chi lo circonda, condividendo frammenti di una vita eccezionalmente ordinaria e lontana dallo star system, ma vicina a chi lo ascolta: è un cultore delle piccole cose quotidiane, sta costruendo la propria carriera da cantautore tra i live club e gli studi di registrazione di Milano, città in cui ha iniziato anche l’insegnamento di italiano e storia in alcune scuole superiori locali. Con “Due morsi” pubblica una canzone intima, sincera e verace, liberatoria per tutti coloro che si sono trovati a fronteggiare delle promesse d’amore puntualmente disattese.
Michelangelo Vood racconta “Due Morsi“
«L’atmosfera sospesa di “Due morsi” riflette gli strascichi di un amore finito, ma che fatica a tramontare nell’animo di chi l’ha vissuto. Il sentimento di abbandono si fa strada nel protagonista, sale la delusione di esser stato lasciato “come gli avanzi di 2 giorni fa”. Lo sconforto si trasforma in una preghiera, in una disperata fuga notturna alla ricerca dell’altra persona. Ma lì fuori non c’è nessuno, solo la Luna a farci compagnia», racconta Michelangelo Vood. «É il secondo singolo tratto dal disco, è un’altra tessera del puzzle che ci condurrà al mio primo lavoro discografico. Con una sfumatura di romanticismo diversa rispetto al precedente singolo “2000 anni”, questo è un brano che si muove in un contesto urbano costellato di immagini vivide e quotidiane, vicine alle esperienze vissute da ognuno di noi».
Il brano è stato co-scritto da Michelangelo Vood, Dema (Fabio De Marco) e Gobbi (Giuseppe Gobbi), prodotto da Giordano Colombo con il contributo ai synth di Donato Di Trapani (già musicista per Colapesce Dimartino, Paolo Nutini, ecc.) e alle chitarre di Nicolò Carnesi, realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
