“COME UNA STELLA” , il nuovo libro per ragazzi del musicista e scrittore RENO BRANDONI con le illustrazioni di CHIARA DI VIVONA, accompagnato dall’audiolibro con la voce narrante di DEBORA MANCINI e le musiche originali composte dallo stesso Reno Brandoni, è disponibile in libreria e negli store digitali.
“Come una stella“ racconta la storia di Stefani, un’adolescente vittima delle angherie dei compagni di scuola, che trova il coraggio per superare le sue insicurezze e inseguire i suoi sogni nel momento in cui vede in televisione l’esibizione di Lady Gaga in occasione dell’Inauguration Day, la cerimonia per l’insediamento del 46° Presidente degli Stati Uniti d’America. È proprio grazie all’esempio della cantante americana, che con forza e determinazione è riuscita a superare il bullismo di cui è stata vittima da ragazza, che Stefani prende coscienza di se stessa e di ciò che vuole diventare.
Un tema delicato che Reno, con questa formula narrativa, è riuscito ad esporre senza rendere il racconto pesante: ne abbiamo parlato durante la nostra intervista.

Intervista a Reno Brandoni
Ciao Reno, benvenuto su Insidemusic. Parto con una domanda secca: perché hai deciso di passare dalla chitarra alla penna?
Ho iniziato come musicista e come chitarrista, suonando soltanto musica strumentale, quindi senza pensare alle parole. Una volta mi sono trovato per caso a fare un lavoro per ragazzi: ho notato che c’era grande interesse per il mio modo di raccontare. Ho iniziato quindi a scrivere un libro, un racconto sulla storia del blues, ma sempre accoppiato ad una parte musicale. Per cui ho messo insieme sia la musica che la mia voglia di narrare, ed ho visto che funzionava. Poi piano piano questa cosa mi ha preso la mano. Dal primo libro sono passato al secondo, al terzo, ed andava sempre meglio. Così la scrittura è diventata prioritaria rispetto alla musica, che continua ad esistere ma come colonna sonora dell’audio libro.
Un tema attuale, quello del bullismo, che nel tuo libro ha un lieto fine. Come mai hai deciso di affrontarlo?
Di sicuro l’obiettivo di tutta la collana è quella di porre delle questioni, come quella del razzismo, delle diversità, dell’inclusione etc. Ma anche temi come le violenze, affrontati attraverso le storie dei protagonisti. Tutti questi libri possono avere anche una particolare importanza nel rapporto tra genitori e figli: in qualche modo rendono pubblico il problema, lo rendono normale. Spesso un ragazzo che subisce una violenza non si confida perché pensa di essere l’unico in quella situazione; quando invece scopre che è una cosa che esiste, che può essere gestita, risolta, curata, si sente più libero di poterlo confessare.
Nei tuoi libri si prendono ad esempio sempre artisti musicali famosi: non credi che sarebbe più giusto che i riferimenti fossero familiari e non delegati a personaggi dello spettacolo?
Il problema è che è molto difficile parlare ai ragazzi nel momento in cui loro sono molto distanti dai simboli educativi. Io stesso sono genitore e quando spiego una cosa ai miei figli, difficilmente viene subito compresa, anzi sembra sempre una limitazione alla loro libertà. Allora l’utilizzo di simboli esterni, in qualche modo identificativi, come Lady Gaga o Jimi Hendrix, aiuta a far capire concretamente al ragazzo che può farcela, come quell’esempio famoso. Utilizzare queste figure di riferimento può essere utile a spronare una persona, almeno a provarci, a dire: perché non potrei farcela anch’io?
Alla fine è solo per questo. Per rafforzare i concetti.
Un libro con delle belle illustrazioni di Chiara Vivona, un audiolibro con la voce con la voce narrante di Debora Mancini e le musiche originali composte da te stesso, Reno Brandoni: come è nata l’idea di unire questi elementi?
L’idea è di presentare un tema serio ai ragazzi senza farlo diventare pesante: come una storia in cui il tema esce fuori come problematica, che poi però alla fine viene risolta. Il modo giusto per parlare con i ragazzi secondo me è utilizzare tutte le caratteristiche multimediali di cui disponiamo e che loro conoscono. Non solo il racconto quindi, che potrebbe annoiare, ma anche l’immagine, la cura delle illustrazioni, la voce, la musica, in modo tale che il progetto possa essere veramente coinvolgente.
Le immagini usate poi non sono solo dei disegni, ma nascono da uno studio approfondito: io scrivo la storia, la divido in ambientazioni e poi su ogni ambiente viene creata una tavola. Spesso discutiamo sulle tavole, anche per giorni, perché io cerco di trasmettere la mia visione iniziale. Anche per questo motivo il tempo di realizzazione del libro è abbastanza lungo.
L’uso di questi elementi poi rende anche il lavoro più inclusivo, anche magari per i ragazzi con disabilità o difficoltà di apprendimento
Certo, infatti ho avuto molti genitori che mi hanno sottolineato di come il problema della dislessia ad esempio, con l’audiolibro veniva risolto. Per questo motivo il testo che viene letto, riproduce fedelmente quello del libro.
Una storia breve e diretta perché sia chiaro il significato: qual è quindi la morale di questo libro?
Per me la morale è sempre quella di credere in sé stessi, di avere il coraggio di difendere le proprie idee, di esprimere la propria personalità. In tutti i libri cerco di spingere sempre questo concetto.
Ogni diversità, ogni modo diverso di vedere e vivere la vita va portato fino in fondo, non va limitato solo perché gli altri ci dicono che le regole sono diverse. La mia idea è di sconfiggere quelli che sono gli stereotipi di una società che non accetta chi non è omologato. Anche la protagonista di questo libro dice alla madre che non vuole vivere la vita degli altri, ma la propria.
Il titolo del libro “Come una stella” è emblematico: tutte le stelle brillano di luce propria. Anche noi dobbiamo brillare della nostra luce, se non altro per vivere la vita che vogliamo vivere.
Non è un caso che tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto mi abbiano detto che conoscevano l’argomento: questo mi ha fatto presupporre che tutti noi, senza accorgercene magari, siamo stati vittime di qualche sopruso. Ad ognuno di noi qualcuno ha cercato di impedire di realizzare qualcosa.

Sono una toscana semplice : un po’ d’arte, vino buono & rock ‘n roll.
“Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”
(Frida Khalo)