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Il meraviglioso concerto di Zucchero allo Stupinigi Sonic Park

by Dalila Giglio

Zucchero ha scelto lo Stupinigi Sonic Park, come teatro della prima delle date estive italiane del suo “World Wide Tour”, la tournée mondiale partita in Europa ad aprile e che si concluderà, a ottobre, in America. La cornice nella quale si è svolto il concerto è quella della Palazzina di Caccia di Stupinigi, un tempo residenza venatoria dei Savoia e oggi sede di eventi culturali, oltre che di questo festival musicale giunto alla quarta edizione.

Sugar Fornaciari mancava da un po’ e, ad attenderlo, c’è il pubblico delle grandi occasioni, che lo accoglie festosamente al suo apparire sul palco, su cui troneggia un imponente sole -a simboleggiare la rinascita- all’interno del quale si susseguono immagini che accompagnano gli spettatori per tutta la durata del live.

Si comincia con “Spirito nel buio”, a cui seguono “Soul Mama” e “Il mare impetuoso al tramonto”; Zucchero infila una canzone dopo l’altra, alternando, magistralmente, pezzi più recenti ad alcuni dei suoi maggiori successi.

Il ritmo è incalzante, la band internazionale -composta da Polo Jones (Musical director, bass), Kat Dyson (guitars, bvs), Peter Vettese (hammond, piano), Mario Schilirò (guitars), Adriano Molinari (drums), Nicola Peruch (keyboards), Monica Mz Carter (drums, percussions), James Thompson (horns, bvs), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (horns) e Oma Jali (backing vocals)- è strepitosa e Sugar appare in forma smagliante.

Che il bluesman italiano sia un fuoriclasse è cosa nota, ma meraviglia sempre vederlo dal vivo, sia per la padronanza vocale sia per la presenza scenica offerte, elementi in grado di regalare, a chi vi prende parte, uno spettacolo di altissimo livello non soltanto musicale ma anche emozionale.

Zucchero riesce a portare sul palco, attraverso la sua musica e le sue canzoni, e in maniera assolutamente credibile, la sua anima cosmopolita, il suo attaccamento alla terra d’origine e la sua spiritualità: questa sua straordinaria capacità, a cui si accompagnano un timbro vocale unico e delle liriche che hanno contribuito a fare la storia della musica italiana, lo rendono un personaggio davvero impareggiabile.

Nel corso delle due ore abbondanti di live, il cantautore emiliano prende la parola una sola volta, per salutare e ringraziare il pubblico per l’affetto dimostratogli e per raccontare al medesimo, a modo suo, quanto sia difficile portare in giro per il mondo uno spettacolo del genere in tempo di Covid.

Tra un pezzo e l’altro, c’è spazio anche per i musicisti e le coriste, che “intrattengono” gli astanti suonando e cantando mentre Sugar si concede una breve e meritatissima “pausa” prima del rush finale.

Si chiude con “Per colpa di chi” e “Diavolo in me”, con il pubblico in delirio che lo acclama e invoca il bis, che arriva con “Chocabek”; sullo schermo compare una scritta che dice, più o meno, che ogni posto in cui il cantautore posa il suo capello, diventa casa sua.

Ieri sera lo Stupinigi Sonic Park, oltre a essere stata temporaneamente la sua dimora, è certamente stata anche un po’ la casa di quelli che erano lì a godersi un concerto di quelli con la C maiuscola, che ti fanno tornare a casa con il sorriso sulle labbra e l’animo sereno.

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