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Ghemon live a Roma: un successo “Scritto nelle stelle” – Live Report

by Leslie Fadlon

È un mood frizzantino quello che caratterizza la sera del 12 settembre 2020: siamo al concerto di Ghemon, giunto nella Capitale per questo tour di fine estate. La Cavea dell’Auditorium è un luogo magico, che rende giustizia all’arte che ogni sera ci si fa ospitare. Il cielo è stellato, l’atmosfera armonica. Come opening act c’è Michela Giraud, annunciato poche ore prima dallo stesso Ghemon sul suo profilo Instagram. La Giraud è una stand up comedian romana doc, e la sua esibizione è estremamente divertente. Si definisce ironicamente come quel momento in cui a Natale, la zia ti passa la busta, la apri e dentro, accanto alla scritta “Divertiti” ci sono 20 euro. Ma in realtà la Giraud è ampiamente apprezzata dal pubblico, con la sua femminilità complessa e contemporanea e un sarcasmo adorabile.

Bastano pochi minuti affinché il palco si spenga e riaccenda con nuove luci, per fare salire sul palco Ghemon e la sua bellissima band, fatta di coriste e musicisti iper talentuosi. La festa prende avvio con la stupenda “Questioni di principio”, un pezzo dedicato all’importanza del mettere sé stessi prima di una certa società, ormai tossica. “Certe volte devo mettere i confini a chi mi gira attorno” è una delle frasi che meglio disegnano la complessità delle relazioni che si affrontano in età adulta. Continuiamo con uno swing affascinante mentre si apre la coinvolgente K.O.; sul suo ritmo è impossibile star fermi, mentre si canta ancora di scelte e di coraggio. La terza canzone in scaletta è tratta da “OrchIdee” del 2014: ‘Adesso sono qui’ ci fa incontrare il Ghemon più giovane e delle vibes più leggere, che nel loro ottimismo incontrano le note di “Buona stella”, tratta invece dall’ultimo “Scritto nelle stelle”. “E lo so che non è semplice/ma senza difficoltà/in fondo che gusto c’è?” sono solo alcune tra le strofe che è bello cantare sotto il cielo dell’Auditorium, prima di tornare a brani del passato come “Quando imparerò” e “Cose che non ho saputo dire”. “Cosa resta di noi” ci parla poi di un’amicizia finita, “Inguaribile e romantico” di un amore vividissimo, e la Cavea esplode di gioia quando partono le note della canzone che portò Ghemon a Sanremo, “Rose viola”. Le luci dei cellulari, che ormai hanno sostituito i più vintage accendini, disegnano delle stelle artificiali che si affacciano sul palco del cantautore di Avellino. Quel Gianluca Picariello che si è fatto conoscere dal pubblico suonando nei club ed emergendo tra gli altri rapper – perché anche di rapper si parla – grazie alla sua capacità di portare nella propria musica temi per nulla banali e di farlo usando una poetica raffinata, diversa, unica. A seguire, in scaletta ci sono brani recenti e meno recenti: la leggerezza ammiccante di “Due settimane”, la gioventù di “Pomeriggi svogliati” e di “Criminale emozionale” e il romanticismo per nulla scontato di “In un certo qual modo”.Ghemon poi sceglie di fare una dedica e un applauso ad un ragazzo diventato tristemente “famoso” in seguito ad una tragedia: Willy, che ha dato la vita per salvare un amico. A lui, viene dedicata “Un’anima”, canzone dolcissima, di un pop blues carezzevole. Siamo commossi. Ma torniamo poi alla musica e la band ci fa divertire quando l’intro di “Champagne” diventa quello dell’omonimo brano di Peppino Di Capri; segue la bellissima “Un vero miracolo”, prima delle introspettive e ispiranti “Fuori luogo ovunque”, che fa mash up con “Nessuno vale quanto te”. Ci sono i primi saluti, ma dopo pochi minuti il concerto riprende sulle note di “In un certo qual modo”, scelta per presentare la band composta da Filippo Cattaneo Ponzoni alla chitarra, Giuseppe Seccia alle tastiere, Valentina Gnesutta e Arya Delgado ai cori, Fabio Brignone al basso e Vincenzo Guerra alla batteria. La tastiera di “Quassù” ci fa entrare tra gli ultimi tre brani, tratti tutti da “Mezzanotte” del 2017. Con “Magia nera” e “Un temporale” concludiamo seguendo le vibes affascinanti delle canzoni di un artista unico nel suo genere. Ghemon ha portato nella musica italiana qualcosa che prima non si era mai visto, almeno con questa intensità. E il suo successo, come la spettacolarità di questa serata, era, probabilmente “Scritto nelle stelle”.

Photogallery a cura di Domenico Cippitelli
Live Report di Leslie Fadlon

Ghemon – la scaletta di Roma

Questioni di principio
Ko
Adesso sono qui
Buona stella
Quando imparerò
Cose che non ho saputo dire
Cosa resta di noi
Inguaribile e romantico
Rose viola
Due settimane
Pomeriggi svogliati
Criminale emozionale
In un certo qual modo
Un’anima
Champagne
Un vero miracolo
Fuori luogo ovunque + Nessuno vale quanto te
Encore
Quassù
Magia nera
Un temporale

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