Il cantautore romagnolo Federico Baroni torna, dopo un periodo di grandi cambiamenti artistici, con il nuovo singolo “Rimini”.
Il brano rappresenta in pieno quello che, nell’immaginario collettivo, è “Rimini”, capitale estiva della riviera romagnola.
Un’autentica cartolina sonora e, soprattutto, una dichiarazione d’amore per la sua città natale, che Federico Baroni ha scelto di interpretare con un sound funk-pop fresco, spensierato e coinvolgente.
“Rimini, come ci racconta nell’intervista che segue, segna per il cantautore una ripartenza artistica che parte dalla cittadina romagnola per conquistare il grande pubblico che lo ha visto crescere in talent come X Factor ed Amici di Maria de Filippi.
Il singolo è interamente suonato dal vivo dalla band, composta da Filippo Tonino (batteria), Mattia Galbiati (basso) e Stefano Eccher (chitarra, tromba, synth) e anche questa è una novità fortemente voluto dall’artista per il suo nuovo percorso.
Non potrete che riconoscere in questa canzone tutto quello che “Rimini è la vibe” è, era e sarà sempre.
INTERVISTA
Ciao Federico,
“Rimini” è un bel pezzo estivo dedicato alla tua città e alle tipiche serate estive della riviera; quello che canti, oltre ad essere una cartolina, è proprio uno stile di vita….
Ho voluto rimanere coerente con ciò che ho vissuto a Rimini nella mia adolescenza: serate, feste, estate, e ho voluto scrivere un pezzo che parlasse di questo ricordo, forse un po’ nostalgico, di quella che era la mia città.
Sono andato via da lì e ho vissuto sette anni a Roma, poi cinque a Milano. Quando sono andato via l’ho fatto perché per me era troppo provinciale, invece, tornandoci adesso, a 30 anni, dopo tutte le esperienze che ho vissuto, l’ho vista con occhi completamente diversi: ho riscoperto la bellezza della città in cui sono nato e cresciuto.
Questo amore per Rimini mi ha spinto ad omaggiarla, perché sono consapevole di quello che mi ha trasmesso, anche a livello musicale; infatti si tratta di una canzone molto positiva, colorata, dal un ritmo Funky….
In qualche modo lo stile di vita Riminese ha influenzato sia il mio modo di essere che la mia personalità.
Quando ho scritto son partito dalla frase: “spiaggia, aperitivi, tramonti sulla spiaggia, strada, motorini”, che per me rappresentavano per antonomasia Rimini e l’estate.
Tornando a viverla mi sono reso conto che ora, tutta quella nightlife dei ragazzini, che facevano le loro scorribande in motorino e poi stavano in spiaggia, non c’è più… è diventata molto più elegante.
Rimini è anche spesso associata ad un’altra località a me cara, dove ci spostavamo per le feste: “la sera poi Riccione”.
La nostalgia racchiusa nella frase “è il ricordo della mia città” viene poi superata dal fatto che è un pezzo molto allegro e che, solo in un secondo momento, anche io mi sono accorto che la città che canto non è più la stessa.
Estate significa anche live, dove ti sentiremo suonare?
Al momento sono in una fase di transizione, in cui mi sono staccato da una realtà importante come la Warner.
Penso che la musica stia andando in una direzione che non è molto sana, in cui le major e le piattaforme online la fanno da padrone e questo diventa troppo vincolante per la riuscita di un progetto. Se non sei dentro quel circuito fai fatica a fare qualsiasi cosa.
Potermi esibire live è fondamentale per chi, come me, ha suonato tanto per strada e mira a coinvolgere il pubblico e questo, fin ora, non era mai stato preso in considerazione come avrei voluto, perciò ho deciso di intraprendere un percorso da indipendente e questo è il primo brano che pubblico come tale.
Questo singolo è doppiamente importante dato che rappresenta anche un nuovo inizio quindi…
Ero sparito dai radar perché non mi riconoscevo più in quello che stavo facendo, non mi sentivo sincero con me stesso, ma anche pensare di chiudere con determinate situazioni e ricominciare non è una passeggiata.
In questo senso, “Rimini”, rappresenta una ripartenza e il perno del mio nuovo progetto è proprio la dimensione live, però devo prepararmi adeguatamente per poter garantire una qualità alta a chi mi verrà ad ascoltare; quindi, per questa estate, mi presenterò soltanto con questo brano, e poi da settembre/ottobre ci saranno delle novità veramente importanti che mi porteranno a suonare live e ad avere un contatto con il pubblico con un progetto molto più strutturato.
Avevo diversi altri brani pronti da far uscire ma volevo ripartire da casa mia, anche solo arrivando alla gente della mia città, con qualcosa che mi rappresenta davvero. Per me, quindi, “Rimini” è importante, al di là di come andrà.
Anche il cambiamento di sound è dovuto a questo?
Mi piace sia fare le ballad emotive che pezzi più up; sono continuamente combattuto perché non vorrei che si pensasse che lo faccio per moda.
Siccome bisogna pensare ad un percorso di una progettualità a lungo periodo, ora sento la libertà di poter far uscire anche brani diversi, che vadano nel senso che voglio e non in quello che detta il mercato.
Quello che vorrei proporre live è un ritmo groove, con un sound molto riconoscibile, che strizza l’occhio alle influenze internazionali.
Sono passati già un bel paio d’anni dalla tua partecipazione a “X Factor” e “Amici”, cosa conservi di quelle esperienze?
I talent sono utilissimi se fatti con la consapevolezza che siano una vetrina e non è un punto di arrivo.
È proprio quando quell’esperienza finisce che bisogna iniziare a lavorare.
Senza Amici e X Factor non sarei mai riuscito ad arrivare ad avere l’interesse del pubblico e delle grandi etichette discografiche.
Il consiglio che cerco di dare ai ragazzi che frequentano lo Yurta Studio, che ho fondato proprio per dare essere una casa agli artisti indipendenti, è quello di trovare una propria direzione e fare la gavetta, prima di presentarsi ai provini di un talent…
I social come Tiktok creano, a livello psicologico, la convinzione di potersi permettere di saltare determinati step fondamentali e, quindi, io vorrei ripartire dai live.
Vorrei tornare a quando si andava a sentire gli artisti nei locali suonare dal vivo, alla musica fatta per stare insieme, con la band, per divertirsi e per ballare.

Per ogni cosa c’è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po’ più nascosto
(Niccolò Fabi)