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Intervista a Dag: Alto Mare (il nuovo singolo) è la sua nuova direzione

by Paola Pagni
DAG COVER

Diego Geremicca, in arte DAG, è un artista emergente romano classe 1998.

Dag è un artista che la scrittura in tutte le sue forme parte fondamentale della sua esistenza; grazie ad essa ha infatti trovato una via per esternare il dolore e trasformarlo in musica.

Il 22 Luglio 2022 è uscito per Millenari Records “Alto Mare”, il suo ultimo singolo, che lo conferma come una vera promessa della scena cantautorale italiana.

Chitarra e cassa dritta si sostituiscono infatti al sapore di malinconia dei primi tre singoli e virano verso qualcosa di nuovo. Con questo singolo, DAG, vuole iniziare a raccontare una nuova parte di sé.

 Il sound, curato dal produttore 2ME, racchiude elementi legati al mondo del pop con sfumature rap/dance, il tutto prodotto all’Harem Studio di Roma da Millenari.

Abbiamo scambiato qualche battuta con Dag per conoscere meglio il suo lavoro ed i suoi progetti.

Intervista a Dag

Alto Mare è un pezzo che si distingue dai tuoi precedenti, abbandonando un po’ la vena malinconica ma parlando sempre d’amore: cosa è cambiato?

I miei primi tre pezzi non sono gli unici che ho fatto, anche se atri non sono stati pubblicati. Tra questi primi tre c’è sicuramente una somiglianza, questa linea un po’ malinconica e nostalgica. Ho deciso di iniziare pubblicando questi perché è proprio grazie a quei sentimenti che io ho approcciato la scrittura, ma non sarà la mia unica caratteristica in futuro: ce ne saranno altre. Con Alto Mare è cambiato anche sicuramente il mio umore da quel punto di vista, per cui me la sono sentita di farlo uscire. Diciamo che riflette il mio stato d’animo attuale, senza che sia necessariamente cambiato qualcosa. Di fatto non pubblicherei mai un brano che non sento totalmente mio nel momento in cui lo faccio. Poi certo, le cose possono cambiare, ma in quel momento deve essere coerente.

Pensi di sperimentare anche altre sonorità nelle tue prossime uscite?

Sicuramente sì, decisamente. Anche soprattutto grazie a tutti i ragazzi dello studio e del team di produttori con cui lavoro, che mi spingono sempre a provare cose diverse. Voglio uscire dalla mia safe zone, sia per il sound che per la scrittura. Ci saranno cose nuove, stiamo virando verso un lato un po’ più “movimentato”.

Come emergente, che tipo di esperienza hai avuto fino ad adesso in questo senso?

Fino adesso ho avuto esperienze soprattutto per quanto riguarda l’ambiente di studio, dove lavoro spesso, e con cui mi sono cimentato in collaborazioni con altri artisti. La trovo una cosa molto motivante e fino ad adesso mi sono sempre trovato molto bene. Le persone con cui ho collaborato condividono con me questa passione, che si sente che è vera.

Ho fatto in passato anche qualche piccolo live ed anche lì è stato molto bello potersi rapportare con le altre persone che salgono sul palco, scambiarsi pareri ed opinioni.

Per ora nell’ambiente musicale in cui lavoro mi sono sempre trovato a mio agio.

C’è un artista con cui sogni di collaborare?

Sicuramente Madame: per me lei è un genio, mi piace il modo in cui scrive e tutto il resto.

Tu sei molto giovane e parli dei sentimenti per come vengono vissuti dalla tua generazione: ti ispiri ad esperienze personali?

Sicuramente sì. Io ho iniziato a scrivere circa quattro anni fa, in seguito ad una delusione d’amore, più per necessità, per bisogno mio. E come dicevamo, io nei miei testi dò sempre libero sfogo a quello che ho dentro, quindi le esperienze personali e quello che ho vissuto sono fondamentali.

Quando hai iniziato a scrivere pensavi già alla musica?

No, in realtà io ho iniziato a farlo solo per tirare fuori quello che avevo dentro. Poi stavo spesso da un amico molto bravo a suonare gli strumenti, per cui lui componeva e io scrivevo, ma più per un fatto personale, misto tra la necessità ed il divertimento. Di sicuro non avevo già in mente il fare questo in modo professionale. Poi il mio team di adesso ha visto un potenziale in me ed in quello che facevo, e sono stati loro a spingermi a condividerlo. Così abbiamo intrapreso insieme questa strada.

Quali sono stati i tuoi artisti di riferimento prima di iniziare a farlo?

L’artista con cui sono cresciuto, seppur un po’ distante dal mio genere, è sicuramente Gemitaiz. Mi sono ispirato molto a lui soprattutto all’inizio, anche se poi ho virato prendendo una direzione più mia. Ma mi sono sempre rispecchiato molto nei suoi testi e nelle sue canzoni, ed è anche grazie a lui se ho iniziato questo mio percorso.

Stai già pensando al prossimo step? Una tua programmazione nell’immediato futuro?

Si, Settembre sarà un mese pieno di lavoro. Abbiamo tante cose in programma ed in mente, senza spoilerare troppo, ma tra Ottobre e Novembre usciranno altre cose, e parallelamente ci stiamo muovendo anche per altri progetti tra cui alcune collaborazioni. Sicuramente non ci fermeremo, ma anzi andremo avanti spediti.

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