Home News CARILLON è il nuovo singolo di Giulia Crescentini

CARILLON è il nuovo singolo di Giulia Crescentini

by Alessia Andreon
Giulia Crescentini

Venerdì 9 luglio è uscito su Spotify, Apple Music e nei migliori digital store “Carillon”, il nuovo singolo della cantautrice romana Giulia Crescentini scritto a quattro mani con Alessandro Forte (Galeffi, Aiello), prodotto da Giuseppe Levanto e pubblicato dall’etichetta indipendente Gate 19.

Carillon” è un brano che nasce una notte d’estate su un tetto di Montesacro, quartiere romano che ha visto Giulia nascere e crescere anche artisticamente.

In questo nuovo singolo il suono del carillon di quando Giulia era bambina si intreccia con parole intrise di rabbia verso un amore che non può essere vissuto.

La ninna nanna serve a placare le emozioni contrastanti del momento: rabbia e desiderio, consapevolezza e mancanza.

Il testo parla di una relazione tra due persone che non può veramente nascere perché i protagonisti proiettano l’uno sull’altra i propri irrisolti.

L’impossibilità di comunicare se non attraverso mezzi altri (i poeti che parlano per i protagonisti) e di stare nella relazione in modo autentico portano inevitabilmente rabbia e frustrazione.

La produzione del brano inizia nel 2019 da un’idea di Giulia e Alessandro Forte (produttore romano di Galeffi, Aiello) e si conclude grazie al lavoro di Peppe Levanto che rinforza l’atmosfera onirica del brano.

Giulia Crescentini sin da piccola mostra amore e curiosità per la musica. Inizia a studiare canto all’età di dodici anni, appassionandosi a diversi generi musicali e tenendo nascosti testi e melodie per anni.

Nel 2020 l’incontro con il produttore Peppe Levanto e con la label Gate 19 le permettono di modellare la sua personalità artistica e affinare la sua identità vocale.

Giulia si inserisce a pieno diritto nella scena cantautorale romana, anche partecipando nel 2019 a Indie Estate, uno dei festival più frequentati dell’estate capitolina.

A febbraio 2021 è uscito il singolo d’esordio Il Freddo è uno stato mentale”.

Testo

C’era un’estate bagnata da gocce d’argento e nero d’inchiostro

Per poi arrampicarsi sui tetti di Roma e capire con l’alba

Non siamo così diversi

Tiriamo la corda 

E vediamo chi resta e chi si spezza

Suona un carillon, una musica antica, la rabbia non è finita

Qual è la scusa per avere ancora paura di essere 

Di soli giochi infantili si vive a fatica

Il nero ti mangia

Ora mi sento un po’ sporca 

a parlare d’amore non siamo capaci

Non siamo capaci

Ma i poeti non sono morti, lo sai

Ma i poeti non sono morti parlano loro per noi

Suona un carillon, una musica antica, la rabbia non è finita.

Qual è la scusa per avere ancora paura di essere.

Potrebbe piacerti anche