Home Live Report Manu Chao chiude il Flowers Festival con un concerto esplosivo- Photogallery e live report

Manu Chao chiude il Flowers Festival con un concerto esplosivo- Photogallery e live report

by Dalila Giglio

L’edizione 2021 del Flowers Festival di Collegno chiude in bellezza con il live di Manu Chao, annunciato, un po’ a sorpresa, a inizio mese e andato rapidamente sold out.

Ad aprire le danze è Luca Morino, fondatore della band torinese Mau Mau, accompagnato al sassofono da Paolo Parpaglione e alle percussioni da Christian Junior Longhitano, a cui spetta il compito d’intrattenere, piacevolmente, il pubblico per una mezz’ora; bisogna aspettare le 22 per vedere Manu Chao materializzarsi sul palco, in compagnia del chitarrista Luciano Falico e dal percussionista Mauro Mancebo.

Il cantautore franco-spagnolo saluta Torino e imbraccia la chitarra, iniziando a snocciolare un pezzo dopo l’altro e invitando, fin da subito, il pubblico -che accoglierà sempre entusiasticamente i suoi appelli- a cantare con lui tenendo alto il volume della voce, in modo che gli arrivi chiara la sua partecipazione.

Il tempo, per lui, sembra essersi fermato: e non solo perché la sua musica, sempre attualissima, ci riporta di colpo alla fine degli anni ’90 e ai primi anni del 2000, ma anche perché Manu Chao, che ha da poco compiuto sessant’anni, non sembra essere cambiato per nulla, né nel corpo né nello spirito. È esattamente come lo ricordavamo: un artista dall’aria sbarazzina che suona e che canta una musica che fonde lingue, culture e stili differenti, facendo dell’impegno sociale e civile un pilastro della sua personalità artistica.

Per l’intera durata dello spettacolo, il fondatore della patchanka trascina il pubblico in una sorta di catarsi collettiva, coinvolgendolo direttamente nei brani che diventano lunghissimi, arricchiti da ritornelli ripetuti e cantati con gli spettatori e da parti strumentali caratterizzate da sonorità sudamericane sulle quali è impossibile non muoversi e battere le mani a tempo.

Tra le canzoni di maggior successo che il cantautore passa in rassegna, figurano “La vida es una tombola”, “Bongo Bong”, “La vecina del patio”, “Desaparecido”, “Me Llaman calle”, “Welcome to Tijuana”, “Mala vida” e “Me gustas tu”.

Prima di attaccare con “Clandestino” -in occasione della quale salgono sul palco Luca Morino, che la canta assieme a lui, e il trombettista che lo accompagna in alcuni pezzi-, l’ex frontman dei Mano Negra accoglie on stage alcuni esponenti del Movimento NO TAV, offrendo a uno di essi la possibilità di esporre al pubblico le ragioni per le quali il movimento si batte da 30 anni.

Il tempo scorre in un’atmosfera festante e, dopo quasi due ore di concerto, Manu Chao si congeda ringraziando per l’ennesima volta gli spettatori -lo ha fatto innumerevoli volte nel corso del live-, onde poi riapparire e accompagnare con la chitarra, assieme agli altri musicisti, il pubblico che, spontaneamente, intona “Bella Ciao”.

C’è ancora un po’ di tempo per cantare, ballare e godere di quelle meravigliose sensazioni che solo un concerto sa dare. Alla fine dello show, l’impressione è quella di avere assistito a uno di quei live che possono essere annoverati nella categoria dei “concerti da vedere almeno una volta nel corso della vita”.

Manu Chao è un’Artista con la A maiuscola, anche in acustico, dotato di un carisma naturale raro nel panorama musicale internazionale: se ne avete la possibilità, non perdete l’occasione di andarlo a sentire in una delle prossime date italiane del tour acustico “El Chapulin Solo”.

Photogallery di Luca Morino e la sua band e di Manu Chao a cura di Valeria Fioravanti

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