Ama il prossimo tuo come te stesso, primo album solista di Manuel Agnelli in uscita il 30 settembre per Island Records , lavoro di svolta del leader degli Afterhours.
Questo album rappresenta chiaramente il raggiungimento di una libertà creativa mai veramente espressa dall’artista; una ritrovata energia che ha paradossalmente origine da una chiusura, quella obbligata dalla pandemia.
Un periodo in cui Manuel si è trovato a sperimentare nuove forme creative, da solo, con pochi strumenti a disposizione talvolta sostituiti da utensili casalinghi.
Al momento di far uscire questa musica allo scoperto, l’artista ha deciso di farsi affiancare da nuovi elementi, rivelatisi fondamentali per continuare il percorso di rinnovamento vitale in corso.
I ragazzi in questione sono Frankie e DD dei Little Pieces of Marmelade, Giacomo Rossetti e Beatrice Antolini: una formazione già collaudata nel tour estivo, che riconferma quindi la perfetta sintonia con la musica di Agnelli.
Mai come in questo lavoro Manuel si libera da ogni gabbia per spaziare tra tutte le sue ispirazioni, le sue influenze e le sue velleità.
Le dieci canzoni che compongono Ama il prossimo tuo come te stesso, narrano una visione allo stesso tempo introspettiva e globale.
Sono tutte canzoni d’amore, per la prima volta non celate dietro altri significati, ma dichiarate. Eppure il rapporto amoroso che viene narrato non è quello tra due persone, bensì tra un uomo e tutti quelli che lo circondano.
Manuel Agnelli racconta in questo lavoro ciò che lui stesso ha visto e vissuto intorno a lui, forse per la prima volta senza preoccuparsi di attenersi ad un progetto, ma anzi affidandosi ad una nuova innocenza creativa.
Perché un album solista proprio adesso quindi?
In realtà la tempistica è stata un caso. C’è stata la pandemia, che per il nostro settore è stata una vera disgrazia. Ho iniziato a scrivere liberamente, in questo tempo rallentato, senza sapere se e quando queste parole sarebbero uscite. Un po’ come quando agli inizi si scrivono canzoni, senza sapere se mai qualcuno le ascolterà, o se verranno pubblicate. Quando ho iniziato ad arrangiare i pezzi, l’ho fatto addirittura suonando materiali da cucina. Non ho detto “adesso faccio un album solista”: è successo così. E non sarà l’ultimo.
Cosa rappresenta questo album per Manuel Agnelli?
Ciò che caratterizza questo album è il riuscire a liberarmi di una certa idea di me stesso. In questi anni sono stato felicemente sposato con gli Afterhours, ma fare un disco da solo mi permette di recuperare libertà. Quando suoni con altri grandi musicisti, manca un po’ la possibilità di uscire da una formula che di fatto funziona bene. Ho fatto il disco con pezzi e sonorità che mi appartengono molto, non potevano far parte di un altro progetto.
Sulla stupenda “Milano con la peste”, che uscirà il 30 Settembre, dice:
Parla di covid e lockdown ma parla anche di altro: con l’obbligo delle mascherine ci siamo trovati per la prima volta costretti a guardarci negli occhi. Questo mi ha fatto pensare che ci fosse una speranza di cambiare, che poi è stato il sentimento predominante della prima parte della pandemia, anche se poi questa speranza è naufragata. Ma è rimasta una canzone sulla speranza che certi eventi, nella nostra vita, ci possano cambiare in meglio.
Manuel ci fa poi capire qualcosa di più sul futuro del progetto Afterhours:
Gli Afterhours sono un progetto pesante. In questo lavoro si percepisce la continuità con quella musica perché un buon 80% di canzoni degli After sono mie: è quindi sempre il mio modo di scrivere. Con questo album ho potuto dichiarare l’appartenenza di certi suoni a me. Per molti anni è potuto sembrare che io fossi quello che scriveva canzoni mentre gli altri facevano la sperimentazione: ecco, non è mai stato così. È normale che certe cose si siano ridistribuite sul palco, perché funzionavano bene. Ma io ho sempre un po’ sofferto il fatto che una parte della mia creatività, anche sperimentale, non mi venisse in questo modo attribuita.
Ho sofferto di un certo tipo di punto di vista, nonostante io sappia di aver sempre avuto un ruolo di gran privilegio all’interno di quel progetto. Però il modo in cui mi si riconosceva era sbagliato.
E poi appunto, gli Afterhours sono un progetto, non una band. Un progetto non è istintivo, lo devi programmare. Per questo i nostri dischi sono sempre usciti a distanza anche di 6-7 anni. Quando avremo di nuovo qualcosa da dire faremo un altro disco, ma non sappiamo quando sarà.
Adesso Manuel pensa di dare un passo diverso alla sua musica
Vorrei riuscire a fare dischi ogni due anni, essere più snello nel fare musica. Per me ha importanza prima di tutto che il disco abbia senso, poi se questo senso viene capito ed arriva a più persone possibili, ben venga. Dopo di che ne farò comunque un altro.
Ed ovviamente, molta voglia di fare live
Mi aspetto una bomba dai live perché con questi ragazzi ho già fatto 20 date e mi sono ritrovato tantissimo. Ho ritrovato un’energia che mi mancava: questi musicisti hanno quella intensità di chi sul palco può essere finalmente tutto quello che fuori non è. Questa è stata una spinta fortissima.
Le date del tour di “Ama il prossimo tuo come te stesso”
- 03.12.22 – Bari, Demodè Club
- 04.12.22 – Napoli, Duel Club
- 07.12.22 – Marghera (Ve), CS Rivolta
- 08.12.22 – Firenze, Viper Theater
- 11.12.22 – Milano, Alcatraz
- 14.12.22 – Roma, Orion
- 16.12.22 – Nonantola (Mo), Vox
- 17.12.22 – Senigallia (An), Mamamia

Sono una toscana semplice : un po’ d’arte, vino buono & rock ‘n roll.
“Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”
(Frida Khalo)