La carica positiva dei Kasabian al Postepay Rock in Roma

La band di Leicester è approdata nella Capitale ieri nel tour estivo dopo la pubblicazione dell’ultimo album, For crying out loud

“Da gridare a squarciagola”! Questa potrebbe essere la recensione che racchiude il concerto dei Kasabian ieri al Postepay Rock in Roma.

La frase è la traduzione letterale del titolo dell’ultimo disco della band britannica, For crying out loud, uscito lo scorso maggio. Sesto album del gruppo di Leicester che continua a mietere successi in un tour mondiale ricco di date con un riscontro di pubblico che conferma, dopo anni di attività, il seguito che i Kasabian hanno raccolto.

La tappa di ieri all’Ippodromo delle Capannelle è stata entusiasmante, uno dei migliori concerti sulla line up del Postepay Rock in Roma. Coinvolgimento, empatia, grinta per quasi due ore, senza cedimenti, pause o cali. Sergio Pizzorno, Tom Meighan e compagni hanno regalato uno spettacolo di energia e talento, privo di filtri o timidezze, concedendosi al pubblico, senza abbassare mai i toni dell’energia.

Sarà che scorre sangue italiano nelle vene dei Kasabian grazie alle origini di Sergio Pizzorno, genovese per la precisione, ma ieri c’è stato un vero scambio di effusioni, “I love you Italy”, “I want feel you”, “You are beautiful”.

Anche nel gruppo d’apertura c’è lo zampino italiano: si tratta della band fondata da Nic Cester, il leader degli australiani Jet, autori del fortunato pezzo Are You Gonna Be My Girl. Dopo aver vissuto negli ultimi anni tra Italia e Germania, Nic ha fondato Nic Cester&The Milano Elettrica, band di nove elementi con due batterie ed una sezione di fiati di cui fanno parte anche Adriano Viterbini e Sergio Carnevale dei Bluvertigo.

Nell’aria, però, ieri sera si percepiva l’attesa impaziente dei Kasabian, nella mezz’ora di preparazione del palco il pubblico sembra distratto, diradato, in una sorta di disorientamento che indica in realtà il montare di una carica pronta a deflagrare all’istante.

Ed è proprio quello che è successo ieri: poco dopo le 22:00 Sergio e Tom salgono sul palco, salutano Roma ed attaccano con con un poker travolgente composto da Ill Ray, Underdog, Eez-Eh, Shoot the Runner e Days Are Forgotten.

L’effetto è immediato, come api intorno al miele, il pubblico, fino ad un momento prima sparso e distratto, si unisce, si spinge sotto palco, il parterre si infiamma, la festa ha inizio. La caratteristica dei Kasabian, quella che li rende riconoscibili nell’Olimpo della musica inglese, è la straordinaria capacità di unire sonorità elettroniche al rock, spaziando dall’indie allo psychedelic rock, con una tendenza a sperimentare, miscelare.

Erede del sound di Stone Roses, Primal Scream, Oasis, la band di Leicester esprime il meglio proprio dal vivo, si concede totalmente al pubblico, non abbassa mai l’intensità e la gente ricambia, accidenti se ricambia: canta con la band, balla e salta, salta per ore, instancabile creando quel tipico caos positivo, quel delirio di emozioni, quell’eccitazione che solo un live sa dare.

C’è gratitudine ed affetto per l’Italia che risponde con cori dedicati a Sergio in nome delle sue origini “Grazie, mi sento a casa”, dice in un italiano incerto ed emozionato. Il chitarrista alimenta l’empatia con il pubblico e gioca, come tra cari vecchi cugini, “get down, get down”, esclama, tutti giù per terra, ubbidienti e divertiti, poi la musica sale, sempre di più, fino al nuovo comando di Sergio che invita a saltare e la folla esplode e rimbalza.

Ci si diverte davvero tanto con i Kasabian, così i pezzi scorrono ed il tempo vola, tra vecchi e nuovi successi, come il fortunato singolo dell’ultimo disco, You’re in Love With a Psyco, per passare a Man of Simple Pleasures, Club Foot ReWired, La Fée Verte, Treat, Bless This Acid House, Stevie, Put Your Life on It. Così, a malincuore, si arriva alla fine con i quattro pezzi di chiusura tra cui l’attesissima Goodbye Kiss, uno dei pezzi più popolari della band.

In una versione acustica, con passaggi a cappella, i Kasabian hanno stregato il pubblico con questa esecuzione del brano, come quiete dopo la tempesta, rimangono tutti fermi, intorno c’è silenzio ora, si canta soltanto, tutti in coro con Tom.

Si chiude con Fire, tornando alla tempesta di salti e urla, come è giusto che sia in uno dei concerti più coinvolgenti degli ultimi tempi. Un grande merito anche alla scenografia fatta di giochi di luci psichedelici che ha creato la cornice perfetta, tanti i cuori riprodotti sullo sfondo, come a ricordare che sta tutto lì il senso, in quel battito di positività, di energia buona che tiene in vita e che la musica, la condivisione di emozioni, può alimentare, proprio come ieri sera.

Ill Ray (The King)
Underdog
Eez-Eh
Shoot the Runner
Days Are Forgotten
You’re in Love With a Psycho
Man of Simple Pleasures
Club Foot
Re
Wired
La Fée Verte
Treat
Bless This Acid House
Stevie
Put Your Life on It
L.S.F. (Lost Souls Forever)

ENCORE:
Goodbye Kiss
Comeback Kid
Vlad the Impaler
Fire

Report di Sabrina Pellegrini/Gallery di Serena De Angelis

Luca Ferri

Si appassiona alla musica sin da bambino, scoprendo la vena rock n roll alla tenera età di 8 anni folgorato dall’album EL DIABLO dei Litfiba e PARANOID dei BLACK SABBATH. Nel 2010, insieme a due amici, Alessio Mereu e Alessandro Cherubini fonda il LITFIBA CHANNEL che di li a poco diventerà la radio ufficiale della storica rock band di Piero Pelù e Ghigo Renzulli, all’interno della quale conduce il programma SOGNO RIBELLE scoprendo e intervistando insieme a GRAZIA PISTRITTO band come IL PAN DEL DIAVOLO, BLASTEMA, KUTSO, ILENIA VOLPE, METHARIA, FRANCESCO GUASTI, PAVIC, UROCK. Format portato anche in formato live organizzando serate di vera e propria musica live in alcuni locali di Roma. Nel 2017 dopo tre anni alla direzione di una webzine, decide di fondare e dar vita a INSIDE MUSIC insieme alla socia MARTA CROCE.

2017-07-22T12:43:58+00:00 22 luglio 2017|Live Report|0 Commenti