Intervista ad Helen, che ci fa respirare un po’ della sua “Aria”

di InsideMusic

È disponibile sulle piattaforme digitali e su tutti i digital stores “ARIA” (TdE ProductionZ), il nuovo album di HELEN, giovane cantautrice valdostana. Da oggi è in rotazione radiofonica “Ça Suffit”, primo singolo estratto.

Aria” è un album in lingua inglese e francese contro la violenza, un disco che parla di libertà, sogni, sentimenti, diritti e amore e descrive a 360 gradi il mondo dell’artista.

In questo nuovo lavoro Helen mette in evidenza la sperimentazione e la ricerca del suono, spaziando dal mondo elettronico a quello acustico, mescolando suoni e arrangiamenti “trap” e sonorità “pop”.

Abbiamo intervistato Helen per sapere direttamente da lei come è stato portare a termine questo album

Presentaci un po’; il primo singolo “Ça Suffit“, estratto dal tuo nuovo album “Aria”. Cosa vuoi comunicare?

“Ça Suffit” nasce come grido di speranza per dire “basta” alla violenza in tutte le sue forme, sottolineando come negli anni non sia cambiato nulla. Troppe persone ferite: alcuni colpiscono con le armi, altri con parole taglienti. Il nostro tempo su questa terra è limitato: sta a noi decidere se spendere gli attimi che compongono la nostra vita accecati dall’odio o motivati dalla voglia di costruire, di imparare, di amare. Dopotutto non dobbiamo dimenticarci che da bambini sognavamo di essere i “supereroi buoni” non i “mostri cattivi”. Citando Antoine de Saint-Exupéry: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano”. Questo brano nasce come promemoria per ricordarci che siamo tutti bambini nel profondo

A che artisti ti ispiri quando scrivi e componi le tue canzoni? 

Sono molti gli artisti a cui mi ispiro, tra questi potrei sicuramente citare Beck, Joni Mitchell e Bjork. Inoltre ho studiato per un breve periodo canto lirico al Conservatorio della Valle d’Aosta e questo mi ha permesso di avvicinarmi alle opere del compositore Gabriel Fauré che sono state per me una grande fonte di ispirazione e tra i vari artisti francesi ci terrei a citare in ordine cronologico Serge Gainsbourg, Camille e Christine and the Queens. 

In base a cosa scegli di scrivere una tua canzone in inglese o in francese? Hai mai pensato di scrivere in italiano?

In tutto l’album ho cercato idee traendo ispirazione da vari strumenti (chitarra, basso, synth, loop station, piano e flauto). Anche la scelta delle lingue, l’inglese ed il francese, sono legati al sound che voglio creare e alle emozioni che voglio trasmettere. Vorrei che oltre che per me, la musica fosse un viaggio anche per gli ascoltatori e cantare in un’altra lingua è sicuramente un viaggio culturale. Il fatto di essere nata in Valle d’Aosta, regione francofona, mi ha permesso di studiare il francese sin da piccola e di renderla per me una scelta del tutto naturale e spontanea per la mia musica, un’esigenza creativa. Per il momento non ho ancora scritto nulla in italiano, ma sono molto curiosa e sempre disposta a sperimentare e se dovessi sentire l’esigenza di comporre utilizzando un’altra lingua mi metterei subito all’opera.

Come stai vivendo quest’anno surreale? Ha effetti particolari a livello artistico?

È stato un anno di grande difficoltà, ma ho cercato di sfruttarlo nella maniera più produttiva possibile. Gli stessi brani di ‘Aria’ possono essere considerati ‘figli’ del lockdown in quanto sono stati scritti durante questo periodo. Alcuni interamente da me altri sono nati dalla collaborazione con Momo Riva (TdE ProductionZ) che ha creato il beat su cui ho aggiunto in seguito testo e melodia. Ci terrei a evidenziare questa collaborazione: Momo è la mia guida artistica, ha prodotto, arrangiato e suonato con me i pezzi dandomi sempre ottimi consigli. 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Il mio sogno più grande è quello di poter vivere di musica e di arte. Per me creare è sempre stata una necessità che nasce dal profondo e lavorerò sodo ogni giorno, continuando a suonare, a scrivere e a studiare per costruire il mio futuro artistico. Inoltre ultimamente mi sono avvicinata molto al mondo della produzione musicale e dell’effettistica e continuerò ad approfondire anche questo settore.

A cura di Giulia Marcuzzi

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