Intervista a GIOIA: nel suo mondo “maiuscolo” con Pink Cadillac

di Paola Pagni

La musica è la forma d’arte che ci fa conoscere GIOIA e attraverso la quale entriamo in contatto con lei e con i suoi due mondi, quello minuscolo e quello maiuscolo.

Gioia in minuscolo rappresenta il mondo privato, intimo e riservato di una ragazza di vent’anni, appassionata d’arte, che vive in un piccolo paese del vicentino, immersa in un immaginario frutto della sua creatività. Una ragazza auto ironica, bellissima, senza alcuna consapevolezza della sua stessa grazia, a tratti impacciata.

GIOIA in maiuscolo è forte, volitiva, ribelle, trasgressiva e passionale. Femminile. Scrive, canta, vive, balla e attraversa tutte le emozioni della sua musica con intensità. Segue la sua strada, la governa a 360° gradi.

Gioia è una cantautrice che compone in lingua inglese alla chitarra o al piano e poi a livello produttivo ci porta nelle sue visioni cinematografiche, nei suoi viaggi onirici così profondamente reali (I live vivid dreams on a Pink Cadillac”).

Cresciuta in un ambiente artistico, GIOIA è un’appassionata di tutte le forme d’arte: ha infatti creato lei stessa la cover del suo nuovo singolo, “Pink Cadillac”. Questo è il suo esordio discografico, un brano pop scritto dalle influenze r&b e co-prodotto da Bias (Madame, Sangiovanni).

Pink Cadillac è un sogno vivido, una cadillac rosa che viaggia durante la notte finché il sole non la sorprende mentre ascolta Etta James. Una metafora di tutto ciò che Gioia immagina per sé in una relazione d’amore.

E questa è la nostra intervista a GIOIA : un breve giro sulla sua Pink Cadillac.

Ciao Gioia, singolo appena uscito ovunque: come ti senti ad aver raggiunto questo primo traguardo?

Carichissima! È stato un processo di grandissima crescita per me, sia personale che artistica. Dopo questo primo passo non vedo l’ora di far sentire alla gente gli altri lati di me.

Un esordio in inglese e dal sound decisamente internazionale: come mai questa scelta stilistica?

Non è stata una scelta stilistica, ma una necessità personale. Da quando sono bambina sono sempre stata legata alla lingua inglese, è avvenuto tutto naturalmente; mi fa sentire sicura e libera, senza filtri. È successo che io abbia provato a scrivere in lingua italiana, ma non ci sono mai riuscita: mi crea un vero e proprio blocco espressivo, non mi fa sentire per nulla a mio agio.

A livello di sound sono cresciuta ascoltando pop, soul e R&B americano, tutt’ora sono proiettata in quel mondo; evidentemente ciò mi ha influenzato nella produzione dei miei pezzi!

Tu hai anche disegnato la copertina, complimenti! Secondo te ci sono similitudini tra arte musicale ed arte visiva?

Grazie mille! Secondo me si, c’è una connessione. Personalmente, quando creo delle melodie, che sia con la voce o con uno strumento, mi compare un’immagine in testa, come se stessi proiettando un mondo specifico. Al contempo, un’immagine, un dipinto o un video possono suscitarmi un sound preciso. Con “Pink Cadillac”, ad esempio, è partito tutto da un’immagine di una Cadillac rosa e da lì mi si è aperto un immaginario, in cui ora è ambientato il pezzo.

Leggo dalla tua bio che in te sembrano incontrarsi due mondi, la Gioia in maiuscolo e quella in minuscolo: Pink Cadillac di quale fa parte?

Pink Cadillac e tutto quello che scrivo fanno parte della GIOIA in maiuscolo. La parte in minuscolo è la ragazza che sono nella vita di tutti i giorni. È uno scontro personale, non artistico: Gioia è timida, riservata, a tratti insicura. GIOIA è una versione aumentata, sicura di sé, forte. Già leggendo il nome sembra che lo si stia urlando; è proprio quello il senso del maiuscolo, quando entro nella musica non lo faccio in punta di piedi, ma correndo.

Una cadillac rosa che viaggia durante la notte finché il sole non la sorprende mentre ascolta Etta James: ascolti Etta James? Quali sono le tue influenze musicali?

Nel periodo in cui ho scritto Pink Cadillac ascoltavo molto il disco “At Last!” di Etta James. Mi piaceva il fatto di includere quel particolare nel testo, soprattutto perché spesso quando guido ascolto realmente quel genere di musica. Adoro il jazz, blues e R&B/soul degli anni 50/60: Etta James, Billie Holiday, Nina Simone ecc. Le mie influenze sono varie, dal pop al rock al soul, sono legata agli anni 70 e 80, Michael Jackson, Sade, David Bowie, Fleetwood Mac per citarne alcuni. Da qualche anno ho scoperto l’R&B/soul contemporaneo e così ho capito definitivamente dove appartengo!

E adesso, qual è il prossimo step?

Il prossimo step sarà la pubblicazione di altri singoli! Ho in cantiere delle collaborazioni con artisti italiani ed internazionali, poi nel 2022 inizierò a suonare live.

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