Edoardo Bennato a Pistoia: tanto blues per il ritorno live

di Paola Pagni

Mettiamo subito le cose in chiaro: Edoardo Bennato è sempre Edoardo Bennato, in qualsiasi cornice e contesto, con qualsiasi pubblico; la carica rock che si porta dietro fa sempre scuola.

E chiariamo anche che coadiuvato da fior fiore di musicisti come Giuseppe Scarpato (chitarra e voce), Gennaro Porcelli (chitarra e voce), Arduino Lopez (basso), Raffaele Lopez (piano), Roberto Perrone (batteria), il risultato è un ritmo che fa smuovere una per una tutta le sedie diligentemente disposte in piazza per rispettare le regole anti covid. (in numero limitatissimo, tra l’altro)

La scaletta poi, sembra essere stata costruita ad hoc per l’occasione, questo Blues Around, “figlio” dello storico Pistoia Blues che quest’anno ha dovuto adeguarsi a misure d’emergenza e che quindi è diventata la versione un po’ ristretta di sé stesso, ma non per questo meno interessante.

Metteteci anche che questo è stato per Edoardo Bennato (e per molti altri, tra cui anche me) il ritorno ai live dopo tanti mesi, di cui sinceramente si erano un po’ perse le speranze per questo 2020;

quindi l’emozione era tanta per tutti.

Queste le premesse per lo spettacolo che si è tenuto in piazza Duomo a Pistoia, location principale di ogni Pistoia blues: anche se con un palco ridotto, ugualmente una serata perfetta per ripartire dalla musica.

Lo spettacolo inizia piuttosto puntuale, Edoardo arriva sul palco con la sua immancabile maglia “55”, numero a lui particolarmente caro, visto che nella smorfia Napoletana “55 è a’ musica”, come canterà più tardi.

Dicevamo, una scaletta con tanto tanto blues, fatta per omaggiare il contesto, in cui sono comparsi anche brani di Joe Sarnataro,

l’alter ego super blues a cui Bennato ha dato vita diversi anni fa in un disco cantato tutto in napoletano;

perché per stessa ammissione di Edoardo

“il blues non viene tanto bene in italiano, viene meglio in Inglese …o in napoletano”

Scelta che ha fatto in modo di deliziare i fan più affezionati, penalizzando forse un po’ quelli che lo conoscono più per le sue hit storiche.

Infatti se da un lato abbiamo avuto il piacere di ascoltare chicche come Rinnegato, In prigione in prigione, Mangiafuoco e la bellissima Cantautore,

ci è dispiaciuto un po’ non aver sentito quell’attacco tanto amato de Il Gatto e la Volpe o non aver potuto sognare sulle note de l’Isola che non c’è (confesso di averci sperato fino alla fine n.d.r.)

Certo è che la session strumentale, in cui Edoardo Bennato ha colto l’occasione per presentare la sua band, è stata un momento musicale di un livello altissimo:

un crescendo di virtuosismi alternati tra tutti gli strumenti presenti sul palco, tra cui è emerso, lasciatemelo dire, un assolo di chitarra strepitoso sulle note di The Wall fatto da Giuseppe Scarpato.

Poi il buon Bennato parla del suo libro appena uscito, Codex Latitudinis, e ci conferma la gradita notizia di un nuovo album in uscita ad Ottobre.

Ingredienti di grande pregio quindi, sapientemente mischiati per regalare al pubblico un ritorno ai live vibrante di emozione, con quel tocco di follia che solo i veri artisti sanno trasmettere, quando si lasciano trascinare dalla loro stessa musica :

“Attento Bennato , non esagerare “ -si è auto-ammonito il cantante con un ironico tono da pontefice, per poi ammettere- “ dal carcere forse mi salvo , ma dal manicomio no “-tra i sorrisi di tutti .

Unica nota stonata: il finale.

Già, perché sulle note della “reggaeissima” Nisida, suonata come ultima canzone, Edoardo è sceso dal palco e se n’è andato praticamente correndo, lasciando ai musicisti il compito dei saluti finali.

Una scelta questa che ha lasciato un po’ tutti increduli, addirittura pensando ad un imprevisto o ad uno scherzo, coltivando per qualche minuto la piccola speranza che sarebbe tornato sul palco per chiudere il concerto prendendosi gli applausi, come si confà ad un’artista del suo calibro.

Fuga a parte, come ho detto all’inizio, Edoardo Bennato è sempre Edoardo Bennato, e quindi, come direbbe lui, “scurdammuce o’ passato, simme Napule paisà “!

La Photogallery di Gabriele Simonetti.

La scaletta della serata:

  • Abbi Dubbi
  • Sono solo canzonette
  • Signor Censore
  • Bravi ragazzi
  • Meno male che adesso non c’è Nerone
  • Mangiafuoco
  • Cantautore
  • Magari si magari no
  • La realtà non può essere questa
  • A napoli 55 è a’ musica
  • Vendo Bagnoli
  • E’ asciuto pazz o’ padrone
  • Giro giro tondo
  • La gente è bona
  • O Billoco l’Acqua
  • Le ragazze fanno grandi sogni
  • Rinnegato
  • Pronti a salpare
  • In prigione, in prigione
  • Feste di piazza
  • Salviamo il salvabile
  • Nisida

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