Marco Ligabue : degli sbagli devo dire “per fortuna che li ho fatti” L’intervista.

di Paola Pagni

Vado a caso, sbaglio tutti i pezzi del puzzle”, recita così il ritornello dell’ultimo singolo di Marco Ligabue; e lo fa così bene che se lo ascolti la mattina, ti ritrovi a canticchiarlo fino a pomeriggio inoltrato.

Un pezzo genuino ed estremamente veritiero, di quelli che quando li ascolti un po’ ti ci ritrovi, perché di sicuro c’è almeno una strofa in cui dici “toh, precisamente come me!”

Che tu sia tra quelli che “il frigo vuoto è già lunedì”, o nel team “mi sveglio all’alba

la mia di mezzogiorno”, o magari nel più popoloso gruppo dei “e dire che c’ho provato

ma in che razza di stato mi hai lasciato tu”,

 senti che in questa canzone di Marco Ligabue c’è qualcosa di familiare, un pezzettino anche di te, perché lo sappiamo bene che nessuno è perfetto, e che almeno un pezzo del puzzle che non si è incastrato ce l’abbiamo tutti.

In più, se ci fosse ancora qualche dubbio, butti un occhio al video, che oltre ad avere un’armonia cromatica perfetta per il messaggio che porta, ti mette davanti ad una serie di scene, il cui protagonista è nientemeno che Federico Poggipollini, interprete perfetto per tutti quei momenti che, se non proprio vissuti allo stesso modo, ci siamo almeno immaginati così.

Insomma, la forza di questo pezzo, oltre ad un ritmo bello rock da stivali texani ai piedi ed una melodia che ti entra in testa senza nessuna fatica, è senz’altro un testo così tanto vicino alle esperienze di ognuno da poter diventare immediatamente un po’ anche nostro.

A meno che non siate Miss e Mister perfezione, vi sfido a dire il contrario.

Per questo non ho voluto aspettare l’uscita dell’album per parlarne un po’ proprio con Marco Ligabue

vado a caso cover

L’intervista

Ciao Marco, benvenuto su Insidemusic .

Parto subito concentrandomi sul singolo: questo ritornello che rimane in testa

Vado a caso, sbaglio tutti i pezzi del puzzle: è uno stile di vita o una constatazione?

(Ride). È anche un po’ una constatazione: io ho compiuto quest’anno 50 anni ed in questi mesi ho scritto questa canzone dove volevo mettere in una luce questo aspetto, che non è ovviamente l’unico aspetto; però a volte nella vita si va proprio a caso, anzi le cose più belle spesso capitano quando non programmi troppo.

Siamo in un momento in cui tutti cercano di mettere in mostra la parte migliore di sé stessi, anche attraverso i social. Io con questa canzone ho invece voluto mettere in luce la parte un po’ più così, a caso, che abbiamo tutti noi.

Quindi possiamo dire che anche se hai sbagliato qualche pezzo poi alla fine, il puzzle è venuto come lo volevi?

Sinceramente degli sbagli devo dire “per fortuna che li ho fatti”, perché penso che una persona cresca tantissimo quando capisce gli errori e li corregge,

Quando va tutto dritto e tutto perfetto probabilmente non si impara niente ed è difficile crescere.

Quindi io ho cercato di prenderli come percorso mio, di crescita, e di vedere quel momento e quella cosa che stavo affrontando da un punto di vista diverso.

Ben venga sbagliare se dopo c’è la voglia di correggere

Invece qual è il pezzo del puzzle di Marco Ligabue che si è incastrato subito alla prima?

La “tessera” migliore della mia vita è mia figlia Viola; con un solo pezzo lei ha completato tutto il puzzle , perché credo non ci sia gioia più grande di avere un figlio o una figlia.

Lei, che adesso ha 13 anni ,mi ha completato sotto tutti gli aspetti: se anche al mio puzzle mancavano pezzi, era disordinato, quando è arrivato lei è andato tutto a posto.

Un’altra frase che mi è rimasta in testa è stata: “mi manchi come mancano i queen, come i cd” i queen lo capisco, ma perché ti mancano i cd?

(Ride) beh i cd li ho citati come affetto che hai per una band, per un oggetto che tieni a cuore, per un cantante.

Quando ero piccolo c’erano i vinili a dire il vero, ma arriviamo da anni in cui si è usato molto di più il cd ed io ricordo quando usciva il disco degli U2, del Police di qualche band che amavo particolarmente, come uno dei momenti più belli delle mie settimane .

Non vedevo l’ora di andare in negozio e comprare quell’oggetto proprio.

Un brano spensierato, come il video, in cui il protagonista è una vecchia conoscenza, Federico Poggipollini: come mai hai pensato proprio a lui?

Ma perché con Fede ci conosciamo da tanti anni, dal ’94 ; abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto, e lui è una persona molto a caso (ride) nel senso che ha sempre affrontato la vita molto istintivamente senza troppe programmazioni dietro, e ne è sempre uscito benissimo.

Quando ho cominciato a pensare al video, mi sono immaginato un personaggio protagonista tipo Sean Penn in This must be the place o al protagonista del Grande Lebowsky; un personaggio un po’ sbrindellato insomma (Ride), ed ho detto “Fede Poggipollini è perfetto”.

Ovviamente non volevo intersecare cose musicali perché essendo il chitarrista di Luciano non volevo fare questa sovrapposizione, ma come attore lui è perfetto.

Appena gliel’ho chiesto a lui è piaciuta molto l’idea, anche quella di mettersi in gioco come attore e non solo come chitarrista, ed è stata proprio una bella esperienza che abbiamo fatto insieme.

Beh ed infatti il risultato è azzeccatissimo!

Onestamente io sono invaso da messaggi di ragazzi a cui è piaciuta la canzone e tantissimi fanno i complimenti a Fede del tipo “Fede devi far l’attore” e così via.

Davvero son 10 giorni che sono invaso da questi messaggi.

Ci credo! Infatti per questo per me era un peccato aspettare a parlarne.

Appunto dicevamo che questo brano anticipa l’album, che sarà un album raccolta: hai fatto un po’ un bilancio musicale?

Si questo disco che uscirà in autunno è proprio un racconto di come ho vissuto la musica nel mio percorso.

Ci saranno i brani fatti da cantautore, anche quelli fatti con i Rio e poi la mia band precedente ancora.

Vorrei mettere insieme un vero e proprio percorso musicale diviso in 3 tappe:

la prima, con i Little Taver, una tappa molto goliardica che è durata dai 20 ai 30 anni dove avevo questa band che era un po’ come i Blues Brothers emiliani, con cui ci interessava soprattutto divertirsi;

poi con i Rio ho cominciato ad avere esigenze musicali diverse, ci sono dentro le prime canzoni che ho scritto, è stata proprio la prima volta che mi sono affacciato alla musica per far conoscere le mie canzoni, dai 30 ai 40 anni;

e poi negli ultimi 8 anni ho fatto questo viaggio da solo ,da cantautore, come Marco Ligabue.

3 Viaggi diversi ma che ognuno mi ha dato tanto nel mio percorso musicale,

Diciamo poi che dentro questo disco ci sarà un po’ di tutto, il meglio di questi 3 viaggi.

Molti eventi quest’anno sono stati rimandati, e noi siamo rimasti a bocca asciutta: tu invece, saresti andato a qualche concerto, oltre ai tuoi?

Ma guarda io devo dire che ho visto veramente tantissimi concerti in vita mia, purtroppo (o per fortuna), negli ultimi anni, col fatto che suono tantissimo d’estate, mi diventa quasi impossibile trovare lo spazio per andare a vedere altre cose.

Giusto lo scorso anno sono riuscito ad andare a vedere i Mumford & Sons, che è una delle mie band preferite, ma in linea di massima i concerti me li posso permettere poco, quindi non li programmo.

Ed invece tornando a te, quando ti vedremo di nuovo in giro?

Calcolando che vorrei uscire con questo disco tra Ottobre e Novembre, anche se ancora si naviga un po’ a vista, dovrei proprio mettere insieme un tour promozionale, tra Novembre e Dicembre, per tornare a cantare live e far conoscere ancora meglio queste 15-16 canzoni che questo nuovo disco racconta.

Beh allora mi auguro che ci rivedremo in quell’occasione

SI, lo spero proprio perché a me inizia a mancare tanto suonare su un palco.

Anche a noi, te lo assicuro! Considera pure il mio posto prenotato! A presto quindi ed un enorme in bocca al lupo per tutto.

Voi che dite, nel frattempo andiamo ancora un po’ a caso con Marco Ligabue?

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