Al basso Kinga Glyk astro nascente della musica Jazz

Il Kinga Glyk trio fa tappa nella capitale, e a dargli alloggio è la Casa del Jazz, un luogo mistico nel cuore di Roma, al di fuori dello spazio e del tempo.

L’ambiente è ristretto, l’aria è familiare e la sala piano piano si riempie fino all’ingresso sul palco della 19enne polacca, accompagnata dal padre Irek alla batteria e da Pawel Tomaszewski al piano e alle tastiere.
Diciannove anni e non sentirli. Avere all’attivo collaborazioni importanti nella scena jazz polacca e non solo, due album già pubblicati e un terzo in lavorazione, e un video su YouTube che ha fatto letteralmente impazzire il web.

Ci siamo quasi, entrano sul palco a presentare quella che è la migliore bassista polacca della nuova generazione, stella nascente della musica jazz e del blues. La sua prima esperienza la fa a 12 anni con il padre e il fratello (ora in veste di fonico), e ci sono tutti i presupposti per dedurre che le scene le calcherà ancora per molto.
Kinga entra con quella sicurezza di chi il palco lo calca da sempre, saluta il pubblico, presenta i suoi accompagnatori e poi dà inizio alle danze, dicendoci che la maggior parte dei brani che eseguiranno fanno parte del suo secondo album, Happy Birthday.
Dopo la fine del primo brano il pubblico è già entusiasta, come non esserlo, d’altronde?
Al secondo pezzo è subito standing ovation, dimostrandoci che per emozionare non servono le parole, basta solo chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla musica, dove le note risuonano leggere nell’aria e sembra quasi di essere trasportati in un’altra dimensione.
C’è spazio per tutti, e anche il padre ci incanta con un assolo di batteria, buon sangue non mente…
Si sente a casa Kinga, e il brano successivo lo esegue seduta, ad occhi chiusi, come se stesse suonando in camera sua, senza nessuno intorno.
Ci dice che sogna di vivere in un futuro dove non deve rimpiangere le sue scelte, quindi ecco che parte proprio Dream dove padre e figlia dialogano a colpi di rullante e giri di basso.
È il momento del pubblico che viene invitato a ripetere con la voce le note suonate da lei al basso, dando luogo a una simpatica quanto bizzarra collaborazione, che però ci avvale del titolo di miglior pubblico!
L’ultimo pezzo lo esegue scendendo giù dal palco, e con la spensieratezza dei 20 anni continua a suonare mentre regala, divertita, i selfie ai fortunati della prima fila, poi torna su, ringrazia tutti e esce di scena.
Ma in un attimo è di nuovo sul palco, da sola, seduta, cappello in testa, occhi chiusi ad indicare la passione e la concentrazione, e chiude in bellezza, con quella sua versione di Tears in Heaven che ci ha fatto innamorare di lei (se non l’avete ancora fatto, andatavela a sentire, non ve ne pentirete).
Come da tradizione, è il momento della foto, quindi ecco che Kinga chiama sul palco il fratello, addetto allo scatto.
Finalmente si accendono le luci, ci mettiamo tutti in posa e sorridenti facciamo sì che questo attimo venga immortalato, in attesa del prossimo, nella speranza che non sia così troppo remoto.

di Camilla Sabatini | foto di Giusy Chiumenti

2019-02-08T10:52:48+00:00 20 Marzo 2017|Live Report|0 Commenti