Home News Vezzoso e Collina, il duo Jazz che ha portato Sally nel sol levante.

Vezzoso e Collina, il duo Jazz che ha portato Sally nel sol levante.

by Paola Pagni

ITALIAN SPIRIT” (Egea Music/Art in Live), è il nuovo album di MARCO VEZZOSO e ALESSANDRO COLLINA, il duo jazz che ha conquistato il Sol Levante!

Il disco, che è disponibile sia in formato fisico che in digitale, raccoglie 11 tra le più belle canzoni della musica italiana reinterpretate in una raffinata versione strumentale per tromba e pianoforte.

Da Vasco Rossi a Samuele Bersani passando per Lucio Dalla e i Tiromancino, gli artisti offrono una sapiente rilettura di indimenticabili brani di grandi artisti del , creando un ponte generazionale tra la musica leggera e il jazz.

Questa la tracklist di “Italian Spirit”: “Sally”, “Il mare d’inverno”, “Diamante”, “Enfant prodige” , “Sotto il segno dei pesci”, “Giudizi universali”, “A me me piace ‘o blues”, “Pensiero stupendo”, “Stasera che sera”, “Balla balla ballerino”, “Per me è importante”.

Abbiamo intervistato Marco e Alessandro, che con grande passione ci hanno raccontato come sono arrivati fino ad Italian Spirit, e con quale orgoglio hanno portato nei paesi del sol levante , l’eccellenza della musica italiana.

L’intervista a Vezzoso e Collina

Ciao Ragazzi e benvenuti su Insidemusic. Questo album parte da un’idea molto coraggiosa, quella di proporre un brano italiano, Sally di Vasco Rossi,  in versione strumentale in Cina: come vi è venuto?

Marco: Ad aprile 2019 siamo stati invitati al festival jazz europea in Cina,  a Canton, ed in quella occasione volevamo fare qualcosa di diverso, non la solita rappresentazione dell’Italia che porta la melodia dei primi del ‘900.

Ci eravamo già accorti che anche la melodia della musica contemporanea veniva apprezzata e che non ha niente a che invidiare ai grandi classici.

Il potere melodico non si è fermato ai classici ma è continuato anche dopo.

Tecnicamente l’idea è venuta ad Alessandro, visto che Sally è una canzone più della sua generazione.

Quando me l’ha proposta la prima cosa a cui ho pensato è stato a mettere la sordina sulla tromba per fare questo brano, per dargli un colore un po’ più cupo.

Ed infatti appena l’abbiamo suonata abbiamo pensato “come mai non ci abbiamo pensato prima?”

Così ci abbiamo provato.

Com’è stata la prima esecuzione?

Alla fine dell’esibizione ci sono stati alcuni momenti di silenzio in cui ci siamo chiesti se fosse piaciuto…poi un applauso di approvazione fortissimo e li allora abbiamo capito.

Così è nata l’idea di Sally, che poi ha fatto da apripista ad Italian Spirit.

Vi siete stupiti di questo successo?

Alessandro: Gli asiatici si mostrano sempre molto curiosi e molto rispettosi nei confronti di quello che arriva dall’Europa, quindi da questo punto di vista già nelle nostre esperienze precedenti in paesi orientali ci eravamo accorti di questo potenziale enorme.

Siamo molto orgogliosi di poter portare anche brani contemporanei che comunque fanno parte della nostra storia recente.

Tra le varie stranezze della Cina c’è il divieto di improvvisare, ma come avete fatto a fare Jazz senza improvvisare , appunto, i brani?

Marco: c’è un aneddoto proprio su questo.

Nell’ultima tournee che abbiamo fatto circa un anno fa , l’ultimo concerto era a Canton in una bellissima sala di un teatro.Poco prima di salire sul palco il nostro manager è venuto da noi a dirci “allora la scaletta resta quella giusto ?” e  noi , da jazzisti abbiamo risposto “ sì sì più o meno poi vediamo “

Così lui ha replicato “ no no deve essere esattamente quella li sennò avremo die grossi problemi” quindi ci siamo dovuti mettere lì a studiarcela per bene.

Addirittura tutto sarebbe stato filmato per essere poi passato all’ufficio della censura.

In più non potevamo parlare durante il concerto, era proprio proibito.

Sicuramente è un’impostazione diversa dalla nostra, a cui comunque ci si abitua.

E voi due come vi siete incontrati?

Alessandro: io suonavo in Francia, ero in tour, e Marco era venuto a sentire il concerto. A fine serata abbiamo parlato un po’, lui stava cercando una ritmica per il suo primo disco, così abbiamo fatto il primo lavoro insieme e da lì la prima occasione di poter suonare in Giappone.

Da lì ci siamo resi conto di questa potenzialità ,ed abbiamo sviluppato un percorso in due interessante, che poi ci ha portato fino a qui.

All’inizio pensavamo che per essere forti avremmo dovuto riproporre la tradizione del passato, poi abbiamo deciso di tentare questa cosa nuova.

Ristorando invece a Sally, c’è stato questa cassa di risonanza pazzesca che si chiama Vasco Rossi, che ha riposato il vostro brano su Instagram

Marco: si tutto è nato dalla sua condivisione sul profilo Instagram. Poi alcuni giorni dopo, Vasco ha anche riposato nostre interviste dove parlavamo appunto di Sally ed ha inserito la news nel suo sito personale.

Quindi poi da lì è nato anche uno scambio tra noi ed il suo staff, che abbiamo ringraziato moltissimo, e abbiamo ringraziato ance Vasco per la sua sensibilità nell’ apprezzare una versione di un suo brano completamente strumentale.

IL management tra l’altro è rimasto proprio colpito dalla nostra scommessa nel rifare un brano di Vasco in versione Jazz, cosa che non era mai stata fatta.

La scelta dei brani da mettere dentro l’album, ha seguito un criterio musicale o semplicemente il vostro gusto personale?

Alessandro: la scelta è stata legata anche ad un periodo abbastanza lungo che è stato quello del lockdwon.

Tornati dalla Cina ci siamo subito messi a lavorare sull’album, e così ci siamo impegnati in tante ricerche ed ascolti.

Io, essendo dei due quello più anziano, ho fatto anche un salto indietro nella mia adolescenza con certi artisti come Lucio Dalla e Patty Pravo.

Quando ho iniziato queste ricerche, conoscendo bene anche il suono e le caratteristiche di Marco, ho cercato anche dei brani che si adattassero ad entrambi.

Abbiamo cercato negli arrangiamenti di ricreare atmosfere anche diverse, tutto con soli due strumenti.

Ad esempio, in Diamante (di Zucchero) abbiamo cercato di ricreare un po’ quasi la dolcezza di una ninna nanna, così come lo abbiamo fatto con lo charme di Patty Pravo in pensiero stupendo.

Col senno di poi, c’è qualche brano che volevate mettere nell’album e non l’avete fatto?

Alessandro :Beh qua si aprire un altro capitolo!

Diciamo che ci siamo resi conto che questa idea può continuare, vista la ricchezza del repertorio italiano, quindi ….

Marco : poi c’è una cosa da dire. Nel fare il disco la nostra volontà era proprio quella di cercare di avvicinare il grande pubblico alla musica strumentale.

Con queste belle melodie di questi grandi cantanti, chiunque può cantarlo come vuole e riprodurre il testo come meglio crede.

I brani erano migliaia quindi abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi.

Farete un tour anche in Italia?

Assolutamente sì, la nostra idea è quella di riportare questa musica a casa, arricchita dell’esperienza all’estero.

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